Novembre infausto

Mi hai chiesto di non cambiare, di rimanere così come sono. Come faccio a non cambiare se ti sei portato via una parte di me? Sarebbe bello poterti dire che rimarrò la stessa anima fiammeggiante che tu hai conosciuto, sarebbe bello avere la certezza che un DOLORE non ci cambi inesorabilmente. Lo so, ci vorrà del tempo. Tempo per accettare il cambiamento.Tempo per ricominciare a credere nelle persone che mi circondano, tempo per perdonarsi, perdonare se stessi per aver aperto la porta della propria anima a qualcuno che l’ha abbracciata, respirata, vissuta, sentita nella sua e poi se n’è andato. Tempo per metabolizzare qualcosa che davvero non riesco a mandar giù. Non sono brava ad accettare di perdere qualcuno, ma si può mai essere felici di una cosa simile? Forse non ci si perde mai veramente, forse si rimane negli altri anche quando gli altri non li vedi e non li senti più..forse dovrei prendere il buono che mi hai dato, che è TANTO e dovrei tuffarmici dentro ogni volta che vorrò odiarti. Ma la sai una cosa? io non ti voglio male e penso che non te ne vorrò mai, penso che non riuscirò mai ad odiarti, perchè l’assenza di qualcuno non si può riempire di odio per sopportarla meglio, ma la si deve accettare per quello che è. E tu lo sai che io non sono brava ad accettare le imposizioni, mi ribello alla sola idea che qualcuno possa decidere per me, ed in questo caso  quello che è meglio per te non è il meglio  per me. Lo so, non sarà facile per nessuno, ma io è con me stessa che convivo ed è  me che sento piangere, ti ho perso lo so. Stavolta ti ho perso davvero. E questa frase mi continua risuonare nella testa, mi sta scavando dentro ogni istante da quando ho ascoltato quelle tue ultime parole. Forse ci saranno due nuovi noi da qualche parte che si incontreranno e si riconosceranno di nuovo e si doneranno tutto quello che hanno dentro senza riserve, senza calcoli alcuni, senza paura. All’inizio lo sai, io avevo paura..e lo sai perchè? perchè tanto è più grande quello che si prova per qualcuno, tanto sarà poi grande la sofferenza che si sentirà nel caso si perderà tale persona. Io non ho mai pensato ci saremmo persi, non l’ho mai presa in considerazione questa possiblità, perchè ho sempre creduto che se ci eravamo incrociati in tutto questo caos, un senso lo doveva avere no? e quel senso io l’ho trovato in noi due, nel nostro rapporto speciale, nella condivisione che c’è stata in tutti questi mesi. La paura in me c’era all’inizio, perchè io so come sono fatta: o tutto o niente..e da te mi sono davvero fatta conoscere, nella mia fragilità, nella mia molteplice essenza, nelle mie contraddizioni, nella mia rabbia, nelle mie  paure. Io non mi apro con chiunque, io non riesco ad essere “la mia sporca me” con tutti, eppure tu, piano piano mi hai fatto abbassare le difese, mi hai fatta  fidare di te ed io ho creduto, ho sperato che mai sarebbe giunto il giorno in cui tu mi ferissi in questo modo. Devo perdonare te? no, devo perdonare me stessa, perchè ho tolto gli strati, uno ad uno e non mi sono difesa. Ora non  riesco a perdonarmi, ora è proprio con me che ce l’ho e va bene così, un altro metro sotto, un novembre difficile questo, in cui ho avuto più di una brutta notizia, eppure non mi sono buttata giù, ho pensato che tra tante cose, mi sarei rialzata, ancora una volta, ..ma oggi sono stanca. Non mi chiedere di rimanere quella che sono, perchè adesso non mi sento affatto una persona speciale, anzi, mi sento solo un idiota.  Che dire? forse sono anche stata patetica ora, a sfogarmi quì..volevo solo dire a me stessa qualcosa che avesse una parvenza di normalità, perchè mi sento così confusa in questo momento..che ho bisogno di dare  una forma a  quello che mi passa dentro, ma non ci sto riuscendo, ho così tanto sentire che preme per uscire, parole che non ti ho detto, che non sono riuscita a dirti perchè ero invasa dalla situazione, dal fatto che doveva essere l’ultima volta. Come faccio a dirti quello che sento se mi stai dicendo che è finita? Ha un senso passarti il mio sentire in questo momento in cui tu sei già lontano per la tua strada? e cosa rimarrà di noi? in noi..in me..se non ci vivremo più? rimarremo dei ricordi?  rimangono domande, senza risposte. Rimani tu in me..perchè ci sei, ancora..non te l’ho detto, perchè avrei voluto prenderti a schiaffi mentre mi parlavi, ma ti voglio bene e se  questo non è essere un’idiota dimmi tu cosa lo è allora. So che ti vorrò ancora bene per chissà quanto tempo, perchè ti ho permesso di entrare nella mia anima e quindi ricacciarti indietro non è più possibile.  L’affetto, l’amore, non si cancellano con un battito di ciglia..ed io non vorrei cancellare proprio nulla, anche se è proprio tutto questo, ciò che ora mi sta facendo male, è proprio il bene che ti voglio che mi sta tagliando a pezzi dentro. Basta..per adesso basta, pianto, epistassi per due giorni consecutivi, mal di testa, sono sfinita. Fine dello sfogo..non sto affatto meglio, ma almeno mi sento un pò più vicina a me stessa. Mi scuso anche con chi si imbatterà in questo delirio. Ho scelto proprio il momento peggiore per aprire questo blog, ma ormai ci sono e vado avanti.

Un sentiero sulla luna

Uno spicchio di luna sottile sottile mi guardava mentre camminavo infreddolita stasera, osservavo quell’alone che lasciava nel  buio e pensavo a chi, in quel preciso istante stava guardando la mia stessa luna…piano piano ho tracciato col pensiero un sentiero su quella luna ed ho ripercorso il mio sentire. Ora sono rincucciata sotto il piumone blu e cerco di scandire i pensieri e di separare i più pesanti di questi ultimi giorni, da quelli più soffici che sono sparsi nel mio dentro scomposto.  Avrei bisogno di leggerezza, di sentire che le cose possano tornare a respirare in una dimensione più regolare,  di non passare da un estremo ad un altro, di non sentirmi così fragile e allo stesso tempo lontana da me,  perchè sono troppo vicina a quello che sento, troppo vicina ai miei pensieri e forse quello che sto scoprendo adesso non mi piace affatto, perchè mi ferisce.

 Grazie a te, che oggi mi hai raccolta.

 Grazie alla tazza di tè caldo che mi è stata tesa..grazie a quelle mani che l’hanno preparato e condiviso con me..

ecco che arriva il posto in cui “sostare”…arriva proprio quando non ci si ricorda neppure dove si stava andando..e ci basta riguardare quella luna per ritornare a casa,  anche solo per un attimo.

Le parole che non ti ho detto

il mal di testa è andato via dopo un analgesico, ma tutto il resto no..anzi posso anche dire che è peggiorato. Ho un magone da dopo pranzo, ho le lacrime che rimangono attaccate dentro e che non riescono ad uscire, vorrei dirti un sacco di cose, ma mi rendo conto che non è il momento giusto, almeno non per te.

non ho mai sottovalutato quello che sentivo, mai dato nulla per scontato in questa situazione..eppure adesso che qualcosa sta per scivolare via..mi rendo conto che non ci sono parole per fermare il corso degli eventi, non ci sono abbracci che possano trattenere il tuo andare. Non credo di aver sbagliato a volerti bene, anche se ora ci ritroviamo ad un bivio.  Sono sempre più arrabbiata, perchè se le cose andranno male, saprò che non è stata per colpa mia, ma solo per l’egoismo di una persona che non ha capito nulla di noi.

Non ho nessun diritto di chiederti di restare, di chiederti di lottare, di chiederti di  non perdermi..eppure lo sto facendo adesso, scrivendo queste parole..perchè è quello che io vorrei..è così che vorrei andassero le cose.. e non so davvero come andranno adesso che stai male tu..e non solo tu..

vorrei poterti dire che andrà tutto bene, ma sei tu che dovresti dirlo a me adesso..adesso che non so più cosa ne sarà di noi..e forse non lo sai nemmeno tu. Spero ti arrivi il mio pensiero..spero ti arrivi dolce come vorrei ti arrivasse, non sono arrabbiata con te, ma oggi forse hai pensato anche questo. Meglio non aggiungere altro..se non che ci sono..ancora..forse solo fino a lunedì o fino a quando tu vorrai.

Again and again..

Inizia con un mal di testa questo nuovo giorno. Forse è il risultato della serata di ieri, in cui mi son ritrovata a pensare che è davvero brutto trovarsi di nuovo nella stessa situazione in cui si era prima. E’ brutto dipendere dalla volontà di qualcun altro, mi fa incazzare questa cosa, mi fa incazzare che ricapita again and  again and again per via di cosa? dell’insicurezza di qualcuno? del suo non stare bene? Non sono brava ad accettare imposizioni per me ingiuste..spero di non chiudermi di nuovo..spero di non ritornare nel mio guscio, perchè certe cose non le reggo proprio.

Forse scopro il mio segreto

Il mistero era sigillato nell’attimo prima del movimento, l’istante che separava la quiete dal moto, quando l’intenzione raggiungeva il suo effetto.
 Era come il frangersi di un’onda. Se fosse riuscita a tenersi sulla cresta, pensava, non era escluso che avrebbe scoperto il proprio segreto, quella parte di sè responsabile del fenomeno. […]
Un secondo pensiero faceva immancabilmente seguito al primo, ogni mistero generava un mistero; chissà se anche gli altri erano vivi quanto lo era lei.

Tratto da Espiazione di Ian McEwan