Pioggia

Oltre quel vetro ci sarò io ad aspettarti, a raccoglierti…

Giorni passati
in una stanza di vento
guardando da un vetro
le strisce di luce
dipingi sul vetro
l’agonia di un cuore
strisciando le unghie sul muro
guardare la vita arenarsi lontano
cercando la pelle sott’acqua.

Svegliarsi un mattino
con il letto disfatto
morire d’inverno e andarle incontro.

Disegni sul vetro
l’agonia di un cuore
strisciando le unghie sul muro
guardare la vita arenarsi lontano
cercando la pelle sott’acqua.

La vita si spegne
fra le gocce di pioggia.

Trilobiti 34#: Mio padre è stato…

MIO PADRE è STATO…
Mio padre è stato per me “l’assassino”,
fino ai vent’anni che l’ho conosciuto.
Allora ho visto ch’egli era un bambino,
e che il dono ch’io ho da lui l’ho avuto.

Aveva in volto il mio sguardo azzurrino,
un sorriso, in miseria, dolce e astuto,
Andò sempre pel mondo pellegrino;
più d’una donna l’ha amato e pasciuto.

Egli era gaio e leggero; mia madre
tutti sentiva della vita i pesi.
Di mano ei gli sfuggì come un pallone.

“Non somigliare – ammoniva – a tuo padre”.
Ed io più tardi in me stesso lo intesi:
eran due razze in antica tenzone.
Umberto Saba

Parti di te che ritornano a galla

La passeggiata sul ghiaccio a febbraio, il freddo sconvolgente.
Mozzava il fiato, ma non ti sei mosso finchè non lo hai sentito più, così era scivolata lei.
Resisti un minuto e poi inizi a scaldarti.
Una lezione di vita. Saresti riafforato solo adesso, ad aprile; il fiume si riscalda e le cose che vivono dentro te in silenzio, senza che lo sai, sono quelle a farti ritornare a galla.

RUGGINE AMERICANA- Philipp Meyer

Sei davvero allucinante

“Son stato malissimo in questi giorni, perchè mi sei mancata tantissimo”.
queste sono state le tue parole ieri.
Dopo che le hai pronunciate non ho potuto non scoppiare a ridere.
perchè ho riso?
perchè sabato e domenica mi hai mandato svariati sms in cui dicevi che eri felicissimo e che era da molto tempo che non ti sentivi così bene.
Allora mi chiedo: Un alieno si era impossessato del tuo cellulare e aveva mandato gli sms al posto tuo per farti uno scherzo oppure sono io che ho problemi di comprensione?
Mentre scrivo adesso..ancora rido.
Sei davvero “allucinante”.

Trilobiti 33#: i gusti

I giusti

Un uomo che coltiva il suo giardino, come voleva Voltaire.
Chi è contento che sulla terra esista la musica.
Chi scopre con piacere una etimologia.
Due impiegati che in un caffè del sud giocano in silenzio agli scacchi.
Il ceramista che premedita un colore e una forma.
Il tipografo che compone bene questa pagina che forse non gli piace.
Una donna e un uomo che leggono le terzine finali di un certo canto.
Chi accarezza un animale addormentato.
Chi giustifica o vuole giustificare un male che gli hanno fatto.
Chi è contento che sulla terra ci sia Stevenson.
Chi preferisce che abbiano ragione gli altri.
Tali persone, che si ignorano, stanno salvando il mondo.

Jorge Luis Borges

Trilobiti 32#: ricordi alcolici

Ah – e qui parlo per esperienza acquisita – il cielo mi salvi dai tipi che non sono in gamba (la parte maggiore del genere umano), i freddi di cuore e i freddi di testa, quelli che non fumano, non bevono, non bestemmiano, quelli che non fan nulla che sia coraggioso, rischioso, scottante, perché nella loro debole fibra mai è stato un fremito di vita che spinga a traboccare oltre i propri limiti e a osare. Questi non li incontri al saloon, non li trovi a battersi per cause perdute, non a far fuoco fiamme sui sentieri dell’avventura, non ad amare alla follia. Sono troppo occupati a tenere i piedi all’asciutto, a serbare il battito del proprio cuore, a fare della propria esistenza squallida un successo della loro povertà.

Jack London – John Barleycorn. Ricordi alcolici

Trilobiti 31#: ci son diversi tipi di sogni

“So bene che è un luogo comune dire che i film sono come i sogni: una forma dell’inconscio collettivo, riflettevo che mai nessuno ha portato alle estreme conseguenze quest’idea.
Ci sono diversi tipi di sogni, no?
E allo stesso modo, naturalmente, ci sono i film dell’orrore, che sono come gli incubi. Poi ci sono i remake, le storie che vengono fatte e rifatte continuamente, e quelle corrispondono ai sogni ricorrenti. Ma quando un film si perde, quando non viene mai proiettato in pubblico, quando tutte le copie scompaiono e non esiste anima viva che l’abbia visto, quello è il più bel genere di sogno in assoluto. Perchè è il tipo di sogno che avrebbe potuto essere, proprio lui, il migliore che hai avuto in tutta la vita, solo che ti scivola via dalla mente nell’attimo stesso del risveglio, e pochi secondi dopo non ricordi più nulla.”

Jonathan Coe – La casa del sonno