Trilobiti 65# La tettonica dei pensieri

“i suoi pensieri si urtavano, si accavallavano, oppure si allontanavano gli uni dagli altri. come le placche della crosta terrestre, tutte impegnate a slittare su quella roba scivolosa e calda che c’è sotto. sul mantello incandescente. è spaventosa questa storia di placche impazzite sulla superficie della terra. non c’è verso di farle star ferme. la tettonica delle placche, si chiama così.
la tettonica dei pensieri. gli slittamenti continui e ogni tanto, inevitabilmente, il pigia pigia. con le seccature che ne conseguono. quando le placche si discostano, si ha un’eruzione vulcanica. quando le placche si scontrano, idem.e lui, seduto su un gradino di legno alle tre di notte passate aspettava che le placche si assestassero.”

tratto da Chi è morto alzi la mano di Fred Vargas

Trilobiti 64# 1984

” […] come fa un uomo a esercitare il potere su un altro uomo?”
“Facendolo soffrire” rispose.
“bravo, facendolo soffrire. non è sufficiente che ci obbedisca. se non soffre, come facciamo a essere certi che non obbedisca alla nostra volontà ma alla sua? Potere vuol dire infliggere dolore e umiliazione. Potere vuol dire ridurre la mente altrui in pezzi che poi rimettiamo insieme nella forma che più ci parrà opportuna. Cominci a intravedere, adesso, il mondo che stiamo costruendo?”

[george orwell, “1984”]