Trilobiti 65# La tettonica dei pensieri

“i suoi pensieri si urtavano, si accavallavano, oppure si allontanavano gli uni dagli altri. come le placche della crosta terrestre, tutte impegnate a slittare su quella roba scivolosa e calda che c’è sotto. sul mantello incandescente. è spaventosa questa storia di placche impazzite sulla superficie della terra. non c’è verso di farle star ferme. la tettonica delle placche, si chiama così.
la tettonica dei pensieri. gli slittamenti continui e ogni tanto, inevitabilmente, il pigia pigia. con le seccature che ne conseguono. quando le placche si discostano, si ha un’eruzione vulcanica. quando le placche si scontrano, idem.e lui, seduto su un gradino di legno alle tre di notte passate aspettava che le placche si assestassero.”

tratto da Chi è morto alzi la mano di Fred Vargas

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6 thoughts on “Trilobiti 65# La tettonica dei pensieri

  1. quandolibuttivia ha detto:

    Come avevi detto tu stesso è un trilobiti molto molto molto bello!!! E’ sempre colpa delle placche!!!

  2. matteo baudone ha detto:

    un bel terremoto, non c’è che dire…

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