Una ferita aperta sotto l’acqua ed il sole

Mi scuso innanzitutto per non aver potuto pubblicare le rubriche di Fabio e Daniele del lunedì e del mercoledì, ma il mio pc è andato in tilt e dalla settimana prossima, vedrò di rispettare le scadenze.
Siamo al quarto appuntamento con lo spazio curato da Gianluca, questo venerdì lascia parlare Lina Sastri nel finale di un film a lui caro..e non solo a lui.
Buona lettura e buon ascolto!
Lascio la parola a Gianluca…
Torno ad occupare questo spazio concessomi generosamente dalla Signorina Crisalide. Stavolta ho deciso di non tediarvi con lunghe tirate e discorsi lunghi come in almeno due dei miei post precedenti. Per la legge dell’equilibrio, stavolta lascerò da parte le mie parole e farò parlare la grandissima Lina Sastri, lasciando qui la scema a mio avviso più bella, commovente e significativa, di un film che porto scolpi dentro di me: Li Chiamarono Briganti… di Pasquale Squitieri. Un grandissimo, e ripeto, grandissimo film. Un capolavoro che è stato addirittura definito da alcuni critici “il Braveheart italiano”, ma che purtroppo, per ragioni politiche, venne immediatamente sospeso nelle sale di produzione (era il 1999) ed è tutt’ora di difficile reperibilità. Quella che qui vi lascio è la scena finale, con una sublime Lina Sastri. Per chi non avesse visto l’intero film, non so, decidete voi se vedere o no la scena finale…per gli altri, coloro che lEo hanno visto, beh, spero vorrete condividere con me l’emozione di questa scena letteralmente da pelle d’oca.

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