Corduroy

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Trilobiti 201# l’inesattezza dei poeti

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L’esattezza è certamente una grande virtù, ma non riscuote l’ammirazione di molti. Tra l’esattezza scrupolosa e la noia mortale, ha detto qualcuno, il passo è brevissimo. E per questo si spiega il vivo successo, ancora oggi, della scapigliata inesattezza dei poeti.

Giorgio Scerbanenco – Nessuno è colpevole

Samì e i lamponi

Ero salita nell’orto per raccogliere qualche pomodoro per fare l’insalata di pasta, ma son riuscita a stento a rimediare qualche pomodorino, che comunque sarà utile per il pranzo, i pomodori grandi sono ancora acerbi.
Mentre ero lì, mi sono accorta che c’erano una enormità di lamponi maturi, allora ho iniziato a raccoglierli con molta calma. Portarsi Samì come aiuto-contadino non è stata una splendida idea, perché, visto la sua altezza, sorry, bassezza, poichè per lui l’orto è il corrispospettivo della foresta amazzonica, infatti ad un certo punto, non riuscendo più a percepirmi tra tanto fogliame, ha iniziato a correre tra i solchi di insalata, alzando un polverone che gli lo ha disorientato ancora di più, ha superato in curva basilico, prezzemolo, melenzane e patatum: è andato a sbattere dritto contro la rete dove si arrampicano i piselli ed è caduto all’indetro con sua immensa sorpresa accompagnato dalla mia sonora risata. E’ chiaro che Samì non ha un buon rapporto con i piselli, visto che qualche domenica fa è rimasto imbrigliato proprio in quella stessa rete come una pancetta appesa in attesa di essere affettata durante una bella cena tra amici.
Cosa ci faccio con tutti quei lamponi?
si accettano consigli!
Buon appetito a tutti intanto.

Trilobiti 200# Viaggio al termine della notte

celine

Il Trilobita numero 200 è tratto dal libro da cui mi sono ispirata per dare il nome a questo blog.
Quando qualche settimana fa sono andata al cinema a vedere la Grande Bellezza e all’inizio del film, son state citate esattamente queste parole, allora ho capito, che era il momento giusto per condividerle con voi.
Auguri alla rubrica Trilobiti! che continuerà, anche se non, con cadenza quotidiana, ma con i bioritmi della sottoscritta, che cambiano al mutare dei colori dell’anima e dell’umore.
Un Grazie immenso va a chi mi ha seguita fin quì e soprattutto ai libri e quindi agli scrittori che hanno generato questi Trilobiti.

Viaggiare, è proprio utile, fa lavorare l’immaginazione. Tutto il resto è delusione e fatica. Il viaggio che ci è dato è interamente immaginario. Ecco la sua forza. Va dalla vita alla morte. Uomini, bestie, città e cose, è tutto inventato. È un romanzo, nient’altro che una storia fittizia. Lo dice Littré, lui non sbaglia mai. E poi in ogni caso tutti possono fare altrettanto. Basta chiudere gli occhi. È dall’altra parte della vita.

Tratto da Viaggio al termine della notte di Céline