Trilobiti 191# Estate

Le sere che rigano il monte,
lo spasimo vano che nera
sembrar fa la logora fronte
del ciglio roccioso e di cera
par l’ultimo uccello ramingo;
bagliore di croce
alata sul mare
è l’ombra sua e mi distoglie
la mente dal non navigare.

Mi spoglio ed abbraccio l’azzurro
come abbracciassi il tuo corpo
che mai d’abbracciare, lo sai,
mai ho trovato il coraggio:

le onde sono labbra che armoniose
si aprono e si chiudono in un bacio,

il gelido calore delle acque
è, che sfiora il mio petto,
il tuo seno.
E sono felice.

tratto da Sulla riva del foglio di Gianluca D’Annibali

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