She’s got her ticket

Dodici anni fa.
Il telefono squilla, io rispondo e rimango immobile con la cornetta stretta nella mano e non riesco più a pensare, i pensieri si staccano come coralli da una collana, e non riesco a prenderne più nemmeno uno, sono sparsi per terra alla mia testa, alla mia anima che ha perso la voce, ho capito solo il tuo nome seguito dalla parola “coma”.
Poi non sento più la voce dell’interlocutore dall’altra parte, non è più una voce, non è più niente, penso a cosa sia successo e non ascolto più, creo nella mente immagini, mie, tutte sbagliate.
Il casco che si stacca, tu che cadi dallo scooter. Non so perché, io ho visto esattamente questa scena nella testa. Ma non è andata così. No.
Quando qualcuno muore, inizia a non contare più il come sia successo, ma solo il fatto che sia accaduto. Eppure io ci penso al come sia successo a te.
Penso che avremo potuto non farlo succedere.
Avrei voluto che qualcuno mi preparasse a tutto questo, avrei voluto saperlo prima che stava succedendo. Non siamo mai pronti per far rompere la diga del dolore, non siamo pronti ad accoglierlo, a farci invadere in ogni parte, a dare un senso alla morte. Ad accettare la perdita.
Io non ero pronta, no.
E’ da allora che non riesco ad ascoltare più Tracy Chapman.
Come se riascoltarla, potesse riportare quel flusso di dolore di nuovo in circolo.
Che stupida che sono, se ci penso, il vuoto è sempre lì, allo stesso posto e insieme al vuoto ci sei tu, che sei rimasta uguale a prima.
Per te gli anni non sono passati, continui ad avere 17 anni e ne avrai 17 anche tra vent’anni.
Mi viene in mente quell’ultima volta in cui ti ho vista, avevi gli occhi stanchi, ma vivi, pieni del fuoco della vita, i capelli biondi raccolti in una treccia. Ripenso al tuo sorriso mentre stringevi quel cd di Tracy Chapman e mi parlavi dei testi delle sue canzoni.
Chissà se hai saputo che al tuo funerale, proprio tuo fratello ha letto il testo di She’s got her ticket con la voce rotta dal pianto.
“lei ha il suo biglietto
penso che lo userà
penso che stia per volare via
nessuno dovrebbe provare a fermarla
e persuaderla con il loro potere
lei ha detto che ha preso una decisione…ma lei sa dove il biglietto la porta e lei troverà il suo posto al sole”.

Io spero che tu lo abbia trovato il tuo posto al sole. Ti voglio bene Maria.
Ovunque tu sia adesso, rimani in me con la stessa forza.

7 thoughts on “She’s got her ticket

  1. mtcava ha detto:

    perdonami lasciati dire solo accetta il mio abbraccio, inutile, ma forse sincero!

  2. mi sono emozionato e commosso con le tue parole delicate, forse anche perché mi sono rivisto in te e nelle sensazioni provate nel rispondere a una telefonata di tanti anni fa.

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