Sono antica

E’ l’era della comunicazione, tutto scorre veloce.
Siamo abituati a piogge di mail, chat: un diluvio di chiacchiere, spesso inutili.
Si è perso il gusto dell’attesa, quella delle lettere scritte su carta.
Controllare la buca della posta ogni giorno, aspettando di intravedere quella busta, diversa dalle altre, dalle bollette, dalla pubblicità. La trepidazione di tenere la busta tra le mani, dopo che è passata, chissà tra quante altre mani, prima di arrivare fino a noi.
Aprire la busta lentamente ed estrarne i fogli, intrisi di parole, che non sono più parole, ma fili che si intrecciano su lunghe distanze con il nostro interlocutore, bruciandole, annientandole nel momento in cui l’inchiostro raggiunge il foglio, producendo intarsi di emozioni, di confessioni, di sentimenti, di vita.
Scorrere i fogli attraversati dalla grafia, che contraddistingue ognuno di noi in maniera diversa, scivolare lungo le parole, le frasi, emozionarsi.
Le lettere sono più umane.
Lo so, ci mettevano giorni per arrivare, ma volete mettere una lettera su carta con una mail?
Stiamo perdendo molto ogni giorno.
Mi sento sempre più lontana da tutta questa velocità, che non apprezzo, ma di cui usufruisco anch’io, altrimenti adesso non starei scrivendo su questo blog. La tecnologia se da una parte rende tutto più semplice, accorciando i tempi, velocizzando lavori, rapporti, conoscenze, spese, burocrazia, qualsiasi cosa, da un’altra parte, però sembra che ci abbia tolto quell’aspetto umano che rivestiva tutto.
Anche l’attesa, quando si sta conoscendo qualcuno, quando si sta condividendo un pezzo di strada, anche quella scompare con internet e si porta via tutto quello spazio nel mezzo, che potrebbe essere considerato una perdita di tempo, ma che per me è parte del vivere, almeno di come era vivere le cose prima di adesso. Tutta questa tecnologia non ha cambiato anche noi e il nostro modo di sentire le cose?
Lo so, sono antica. Così mi hanno definito miss 16 anni e mr 17 anni nelle ultime settimane.
A me sembra strano comunque che un ragazzo di 17 anni non conosca Sting, ma io sono antica, dovrò farmene una ragione! 🙂

24 thoughts on “Sono antica

  1. lois ha detto:

    Hai perfettamente ragione, è una velocità vorace, che ci trascina in un baluginio di suoni ed immagini che hanno la durato di un istante e che nella loro velocità non danno neppure la capacità di sedimentare un ricordo. Forse siamo stati noi gli ultimi figli di un tempo meno frenetico e abulimico, in grado di lasciarci il tempo di pensare e farci delle idee (buone o cattive), facendoci crescere con delle personalità (più o meno discutibili) autonome e non come tanti automi teleguidati da un programma o da una moda che a conti fatti spesso (molto spesso) non ci appartiene neppure.
    Saremo forse “quotati” come antichi, ma preferisco di gran lunga i miei pensieri e le mie idee.

    • crisalide77 ha detto:

      Lois infatti io non cambierei quegli anni con quelli di adesso, ma forse ad ognuno la sua epoca, fatto sta che sono antica, ma fiera di esserlo! e son felice di non essere la sola! un abbraccio.
      p.s come stai?

  2. meo..... laura ha detto:

    non riusciamo a stare dietro al tempo…..e per noi vecchietti è difficile….per i ragazzi no…..
    la cosa che mi preoccupa è che non sanno niente di anni passati, della storia, della musica ,dei tempi……
    forse siamo noi che non glielo abbiamo trasmesso?…..bho……

    marcello

  3. Paolo Zardi ha detto:

    qualche giorno fa ero a Milano per lavoro e sono passato dalle parti di Assago intorno alle sei e mezza della sera… c’erano dei ragazzi, in branco, che camminavano verso il palazzetto… che carini, ho pensato… c’era anche un baracchino che vendeva magliette e spillette del concerto… mi sono avvicinato e… non sono nemmeno riuscito a capire se era un gruppo, o un cantante, o un duo: dei nomi mai sentiti, neanche di striscio… e i ragazzi in fila, rumorosi, allegri come quando io, nel 1988, a Verona, aspettavo che aprisse l’Arena per vedere Sting…

    • crisalide77 ha detto:

      Giusto, in effetti neanche io conosco i loro gruppi preferiti.
      Cosa ricordi di quel concerto di Sting? ti invidio non sai quanto, l’ho visto solo una volta ad un concerto del primo maggio a Roma.
      Grazie per le tue parole

      • Paolo Zardi ha detto:

        Ricordo l’attesa, con Alessio e Caterina. L’ingresso nell’Arena. Poi Sting che saltellava come un folletto sul palco. Avevo meno di 18 anni, ma la mia passione per Sting era già in una fase calante… l’avevo adorato nell’estate del 1985, che avevo trascorso in ospedale per un’operazione al ginocchio, e per tutto l’anno successivo – era letteralmente il mio idolo: musicale, letterario, umano… così il concerto è stato bello, ma, diciamo, non ci ho creduto fino in fondo.

        • crisalide77 ha detto:

          Anche se adesso non abbiamo più le stesse passioni di prima, che sia per un gruppo musicale o per uno scrittore, uno sport, è bello però che queste passioni ci siano state e siano rimaste in noi, anche se sotto forma di ricordi, come quello che hai raccontato tu, che poi son pezzi di vita, che ci parlano di noi oltre a far parte di quel che siamo.
          grazie per le tue parole.
          Buona giornata..
          anche se da me piove a dirotto, ma può diventare una buona giornata anche con la pioggia! 🙂

  4. love2lie ha detto:

    Viva le cose antiche. E lo dico io che sono giovane, social, iperconnesso e rimpiango tempi e modi di comunicazione che non ho nemmeno avuto la possibilità di vivere per davvero.

  5. dafnevisconti ha detto:

    lettere di carta/e-mail,analogamente penso al viaggiare: treno/aereo. Ponderatezza di pensiero ed immaginazione perse, a causa della contrazione dei tempi, sia in un caso che nell’altro.
    Fa malinconua ed un po’ paura.

  6. ilgattosyl ha detto:

    io invece non tornerei indietro. Prova a pensare allo stato d’animo con cui scrivi un post o una mail e a come può cambiare subito dopo. Prova poi a pensare a quante probabilità avrebbe un tuo lettore di leggere un tuo scritto e capire il tuo stato d’animo a distanza di giorni.
    Forse la rete rende tutto troppo veloce, ma non farei cambio con le vecchie lettere (che poi ho una calligrafia che lasciamo perdere…)

    • crisalide77 ha detto:

      forse fare a cambio col passato ora che già siamo andati avanti, diventa difficile, sarebbe bello se coesistessero le due cose. Senza internet, non avrei potuto aprire un blog per esempio, ma quel che mi manca è la lentezza del vivere le cose intensamente. Non voglio dire che la velocità sia sinonimo di superficialità, ma molte volte mi rendo conto che non rimane nulla e invece se tutto avesse avuto ritmi più lenti, forse qualcosa in più rimaneva, in me intendo.
      Che poi vorrei vedere se hai davvero una calligrafia da dimenticare 🙂

  7. Phil75 ha detto:

    Giusto essere antichi. Giustissimo.

  8. latanadicorniola ha detto:

    Ciao! Ti ho scelto per The Versatile Blogger Award. Visita il mio blog per ricevere tutte le info! Un abbraccio e a presto.

    http://latanadicorniola.wordpress.com/

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