Trilobiti 217# Adùmas, un cinghiale e un piede

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Vestiva una tuta mimetica che aveva un certo numero di anni, comprata al mercato del sabato, in un banco di oggetti di surplus militare. Ai piedi un paio di anfibi, sladinati da un pezzo. In testa, a coprire un’ampia calvizie, un berrettuccio a visiera, sempre di tela mimetica.
Si chiamava Adùmas.
Doveva quel nome curioso al padre, lui con un nome molto comune, Giuseppe, morto quando Adùmas era un bambino. L’aveva sorpreso, in pieno inverno all’aperto, una bufera di neve mentre cercava di superare il passo per raggiungere casa. Si portava dietro un carico di non proprio lecito per i tempi e quel passo lo aveva attraversato chissà quante volte, con vento, pioggia o neve.
L’avevano trovato un paio di giorni dopo, finita la bufera. Era raggomitolato in posizione fetale, sepolto dalla neve.
L’Appennino non sarà come le Alpi, o le Rocky Mountains, ma ogni tanto, come tutte le montagne, richiede le sue vittime sacrificali, la vita di chi, in un momento d’orgoglio o d’incoscienza, si ritiene più forte di loro, e l’uomo, più forte dei monti, non lo è quasi mai.
Era stato minatore di galleria, in giro per l’Italia a scavar tunnel. Nella sacca della sua roba c’erano sempre un paio di camicie, un paio di maglie, calze e mutande.
C’era anche una copia de I tre moschettieri, che si portava dietro e leggeva e rileggeva.
Non era un uomo di grandi letture, ma le storie di quegli spadaccini lo avevano sempre affascinato. Così, quando gli nacque il figlio, aveva pensato di chiamarlo come uno dei suoi eroi. Nella scelta lo aveva bloccato l’indecisione: D’Artagnan o Aramis? Athos o Porthos?
Aveva deciso per il nome dell’autore. Sulla copertina c’era scritto
A. Dumas.
E Adùmas fu, senza far caso a quel puntolino che per lui non voleva dire niente.

tratto da Malastagione di Francesco Guccini e Loriano Macchiavelli

p.s se per caso vi state chiedendo dove siano finiti il cinghiale ed il piede che sono menzionati nel titolo del trilobita, allora vi conviene leggere il libro, è il titolo del primo capitolo e mi piaceva lasciarlo così com’è.

6 thoughts on “Trilobiti 217# Adùmas, un cinghiale e un piede

  1. meo..... laura ha detto:

    interessante…….

    marcello

  2. corvobianco213 ha detto:

    Posso una domanda che non c’entra niente col post?
    Perchè Trilobiti? So esattamente cosa sono, c’ho dato un esame all’università, ho preso 25. Tranquilla poi ho smesso di ragionare di bestie morte milioni di anni fa…

    • crisalide77 ha detto:

      Puoi chiedermi tutto quello che vuoi Corvo. Trilobiti, per un omaggio allo scrittore Breece D’J Pancake, che scrisse dodici racconti il cui titolo era proprio Trilobiti, allora ho voluto lasciare una sorta di “fossili” che altri scrittori hanno lasciato in me, quando le parole riescono ad afferrare qualcosa sepolto dentro di noi, che magari credevamo dimenticato, e a portarlo a galla dal profondo. E tu avrai smesso di ragionare di bestie morte milioni di anni fa, ma ragioni bene su altri svariati argomenti! 🙂
      buona giornata!

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