Trilobiti 219# Cosmopolis

Ultimamente ho un po’ trascurato questa rubrica, ma mi propongo per il nuovo anno di dedicarle il giusto tempo.
Ultimo libro che ho letto è Cosmopolis di Don DeLillo, ed è proprio da questo libro che ho estrapolato il trilobita di oggi.

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“Ora il sonno lo abbandonava più spesso, non una o due bensì quattro, cinque volte la settimana. Che cosa faceva in quei momenti? Non passeggiava a lungo dentro gli arabeschi dell’alba. Non aveva un amico tanto intimo da sopportare il tormento di una telefonata. Cosa dirgli? Era una questione di silenzi, non di parole.
Cercava di leggere fino ad addormentarsi, ma riusciva solo a sentirsi più sveglio. Leggeva scienza e poesia. Gli piacevano le poesie scarne, collocate minuziosamente nello spazio bianco, file di tratti alfabetici impressi a fuoco nella carta.
Le poesie lo rendevano cosciente del proprio respiro. L’essenzialità della poesia gli rivelava in un attimo cose che normalmente non notava. Questa era la sfumatura di ogni poesia, almeno per lui, di notte, in quelle lunghe settimane, un respiro dopo l’altro, nella stanza ruotante in cima all’appartamento a tre piani.
Una notte cercò di dormire in piedi, nella sua cella di meditazione, ma non ci riuscì, non era un vero adepto, non era un monaco. Aggirò il sonno e si arrotondò in posizione di equilibrio, una calma senza luna, in cui ogni forza veniva bilanciata da un’altra. Fu un sollievo brevissimo, una piccola pausa nell’agitarsi di identità irrequiete.”

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6 thoughts on “Trilobiti 219# Cosmopolis

  1. Roberto Sturm ha detto:

    Romanzo bellissimo, non a caso stiamo parlando di uno dei migliori narratori contemporanei. E anche il film fatto da Cronenberg è un capolavoro, secondo me.

    • crisalide77 ha detto:

      dopo aver letto il libro, cercherò di vedere il film da cui è stato tratto.
      Se però ripenso al pasto nudo, non so se non ero io abbastanza matura per apprezzarlo quando l’ho visto oppure semplicemente non era per le mie corde.

  2. Ghostbox ha detto:

    Hai beccato uno dei miei autori preferiti! Il film è bello, ma non un capolavoro: Cronenberg ha tagliato in maniera un po’ scriteriata. Manca la scena fondamentale di nudo collettivo. Tanto importante per il romanzo quanto per capire De Lillo e i suoi continui riferimenti all’arte contemporanea.

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