Senza whatsapp non esisto!

Vedo dei netti miglioramenti nel logoramento whatsappiano.
La settimana scorsa come regalo di compleanno, me l’han chiesto solo 3 persone: ma perché non usi whatsapp?
Non dimenticherò mai il tono di voce allarmato dell’operatrice telefonica quando le ordinai di togliermi il collegamento internet al cellulare.
Lei: ma ne è sicura?
Io: assolutamente sì.
Lei: ma le lascio almeno l’accesso alla posta elettronica?
Io: NO! Voglio ricevere un sms con la completa disattivazione del servizio.
Lei: (afflitta e inconsolabile) così sia.

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Erre come Raderealsuolounaex

Poi gliel’ho chiesto ad A. cosa significava quella “R” tatuata addosso.
E’ l’iniziale della sua ex.
Gli ho chiesto cosa ne pensa la sua nuova ragazza e lui si è messo a ridere, mi ha detto che proprio per zittirla ha deciso di farsi tatuare altre lettere dopo la R e comporre così una parola che possa cancellare il ricordo della ex.
Mi è venuto spontaneo pensare a che parola ci andrebbe bene.
RINCOGLIONITO NO?

I misteri di biobà

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L’ambulante fruttivendolo viene sempre alle 8:30 dei giorni pari della settimana.
Lo chiamano biobà, perché enuncia al megafono nel dialetto del posto i nomi di frutta e verdura e alla fine ne viene fuori un’idioma tutto suo, che non ha spazi, né virgole e fa tipo: arancebboncarciofflbananpummaronanassvruocclbiobà.
Da questo il soprannome biobà.
Oggi sentivo dal letto tra veglia e sonno: aranceperbananzucchinbon e pensavo: cazzarola non ce la faccio ad alzarmi ma mi serve la frutta, che per me equivale all’acqua.
Fatto sta che non mi sono alzata, ero completamente avvolta nel mio piumone blu e non avevo la forza e la voglia di correre per le scale vestendomi di fretta e furia.
Cosa mai successa: due minuti fa sento di nuovo il megafono.
Era lui.
Sapete cosa mi ha detto?
Sono ritornato, ho pensato che forse avevi preso sonno.
Ma è anche un sensitivo?

Buon compleanno a me!

Ebbene sì, oggi è il mio compleanno.
Cosa si dice in queste occasioni?
ma su, nulla..nessun discorso particolare.
tra una candelina e l’altra penserò anche un po’ a voi, ormai è inevitabile!
Faccio gli auguri a D. che è nato il mio stesso giorno, ma di un altro anno.
E mi dedico una poesia della Merini che tanto amo e che tanto mi assomiglia e anche una canzone che mi scorre in ogni fibra da sempre.
Auguri a me!

Sono nata il ventuno a primavera
ma non sapevo che nascere folle,
aprire le zolle
potesse scatenar tempesta.
Così Proserpina lieve
vede piovere sulle erbe,
sui grossi frumenti gentili
e piange sempre la sera.
Forse è la sua preghiera.