Confesso che ho vissuto

“Queste memorie o ricordi sono intermittenti e a tratti si smarriscono perché così appunto è la vita…Forse non vissi in me stesso: forse vissi la vita degli altri. Da quanto ho lasciato scritto in queste pagine sempre si staccheranno – come negli albereti d’autunno e come al tempo delle vigne – le foglie gialle che vanno a morire e le uve che rivivranno nel vino che è sacro. La mia vita è una vita fatta di tutte le vite: le vite del poeta”

(Pablo Neruda)

neruda

Trilobiti 242# confesso che ho vissuto

il neurone dormiente

Dopo un’ora e mezzo di storia inglese, in inglese, mi son chiesta se c’eri ancora, o  se quello seduto a fianco a me, fosse solo l’involucro di un ragazzo di 16 anni, la cui mente era sospesa in qualche indefinito luogo a me sconosciuto. Ma mi hai tolto ogni dubbio quando hai alzato la testa dal libro e mi hai chiesto: posso farti una domanda?

ed io: ma certo, son qui per questo.

E tu: ma chi è sto Great Britain?

ed io: di sicuro non è un amico del tuo neurone dormiente.

e tu: (silenzio, accompagnato da sguardo attonito) che io credo spettasse più a me che a te, ma tralasciamo questo particolare.

I miei dubbi sulla tua attenzione son stati risucchiati in un microsecondo dalla tua arguta domanda. Ed insieme ad essi, ho anche pensato : Ditemi che me lo sto immaginando.