Pioggia, libri e lacrime

Il dolore è direttamente proporzionale all’amore che proviamo per qualcuno, il dolore di averlo perso. Oggi mi chiedevo perché coprono gli specchi nelle stanze dove si fa la veglia ai defunti…tali domande mi venivano mentre  ero in silenzio nella stanza e sentivo bisbigliare preghiere, mentre solo il movimento delle labbra delle persone sedute intorno alla salma, scandiva il tempo, pesante come uno macigno.

Oggi piove, una pioggia sottile e fastidiosa, la colonna sonora dello stridere dei pensieri. Ci sono scene che si vivono, che rimangono impresse e che potrebbero essere delle scene adatte ad un film. Non so se vi ricordate che tempo fa misi in ordine alfabetico per autore tutti i miei libri. La scena a cui mi riferisco è successiva, distante mesi. Ritrae me che prendo i libri dagli scaffali e li butto per terra, pagine che si incrociano, si accavallano, quasi lottano quando l’accatastamento diventa una montagna sconnessa, colorata, enorme. Alla fine, quando non è rimasto più neppure un volume nella libreria, quando gli scaffali vuoti mi guardavano impauriti, mi sono inginocchiata vicino al mucchio libresco ed ho iniziato a piangere. Li ho lasciati lì confusi ed inermi per giorni, prima che avessi la forza di raccoglierli. Ora sono di nuovo nella libreria, senza nessun ordine, se me ne servisse uno in particolare, non riuscirei a trovarlo di sicuro. Ma tanto non leggo. Sto valutando di darli via, a qualche biblioteca o a qualcuno che ne farebbe un uso migliore. E poi ho scoperto che non mi vergogno di piangere in mezzo alle persone, perché in realtà mi è capitato talmente spesso di non riuscire a trattenermi, che ho dovuto per forza di cosa farmelo andare bene. Il posto dove accade più di frequente è il bus per Napoli. Quasi sempre al ritorno, quando fuori è buio e le luci della sera mi ricordano che sono lì, ancora lì, appesa ad un filo. Ma che ho bisogno soltanto di crollare, davvero. Una volta per tutte. Eppure sono a pezzi, cosa ancora deve crollare di me? Non lo so, ma ho una tensione dentro che mi sta scavando una voragine e questo non mi fa vivere. E sì, perché io adesso sento di sopravvivere, più che altro per non deludere pure qualcun altro. Oltre me. Ecco perché non avevo più scritto, perché rileggere tutto questo è come ricevere uno schiaffo ogni volta sempre più forte. Non lo so chi è il genio che ha scritto che il tempo guarisce le ferite, e che piano piano tutto ritorno a posto. Forse questa cosa è vera per molti, ma ho scoperto in questo ultimo anno che per me non funziona esattamente così. Il male rimane, anzi, forse è anche peggiore adesso.

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6 thoughts on “Pioggia, libri e lacrime

  1. lois ha detto:

    Ci sono dei tempi che non possono essere “di default” per tutti. Ci sono delle modalità di apparire all’esterno che mutano per ciascuno di noi. Ci sono le lacrime che solo pochi veramente riescono a trattenere e farlo in pubblico non deve essere inteso come un momento di debolezza, ma solo un’espressione forte di umanità. Ci sono giorni che non passano mai e voglia di cambiamento che non arriva. Ma una cosa è certa, non arrvierà da sola, non busserà alla porta una sera qualunque… Occorre metterci dento un pezzo di noi, occorre comprendere che molte cose dobbiamo riporle sui scaffali più alti della libreria. Quella stessa che forse è diventata un tuo momento di sensibilità. Mentre leggevo del tuo rovesciare i libri, immaginavo ad una “performace” (tipo Marina Abramovic per intenderci) dove però c’è dentro un pezzo di vita. L’ordine che non deve essere necessario, l’inquadramento, la rigidità se non ci appartengono non possono diventarlo. Lasciali tutti mischiati quei libri negli scaffali e non darli via. Saranno sempre lì a farti compagnia, ad aspettarti per tutto il tempo che servirà. È in quel caos che prima o poi il tuo disorientamento ti portrà a ritrovarli. Non lasciarti condizionare dal “come dovrebbe essere” non funzionerebbe. Piangi, urla, grida … ma poi ritorna ad essere te stessa senza aspettarti molto dagli arti e recidi quel filo, forse arrvierà una sofferenza maggiore, ma determinerà allo stesso tempo l’avvio di qualcosa di nuovo, di diverso.
    Provaci. Ci riuscirai, così al ritorno in quell’autobus non rivedrai più i tuoi occhi lucidi riflessi, ma solo le luci che scorrono mentre ascolti la musica nelle cuffiette.

    PS anche io mi sono chiesto spesso del perchè si coprano gli specchi in quei momenti. Forse per lasciare che l’anima non si disperda … oppure “solamente” per non moltiplicare quell’immagine di dolore …

    • crisalide77 ha detto:

      grazie Lois..
      le tue non sono solo parole..Non so se riuscirò più ad essere me stessa, perché non mi riesco più a riconoscere in quello che sono adesso. Sento di sbagliare, qualsiasi cosa io faccia.
      Non voglio sperare in nulla. Mi affido solo a quello che sarà e non son certa che stavolta le cose andranno come desidero io.
      Ti abbraccio

  2. Jeremy Merrick ha detto:

    Il male rimane se permetti che ti avvolga e che ti tolga quello che ti rende la persona che sei (e lo sei ancora nonostante il dolore ti stia annebbiando). Vivere è uno sforzo che comporta il non smettere di aprire un libro e di rimetterli da capo in ordine alfabetico anche dopo che sono stati ributtari tutti a terra. Sei tu quei libri, a terra e in disordine, ma non devi dimenticare che per quanto possano essere messi alla cazzo hai la possibilità di ristabilire quell’ordine che è venuto a mancare. Salvaguardandoti a tutti i costi ed evitando di darli via. E’ faticoso, ma devi importi di mantenere quello che hai sempre avuto di più genuinamente tuo. Uscire dal dolore non è facile ma non è nemmeno impossibile. Non crogiolarti nella sofferenza pensando di meritartela perché non è vero, in nessun caso.
    Cervantes diceva che le ferite ricevute in battaglia conferiscono onore piuttosto che toglierlo e sulla questione del tempo ti lascio questa canzone.

    • crisalide77 ha detto:

      senza saperlo mi hai dedicato la mia canzone preferita dei Pearl jam…
      sarà un caso? 🙂
      La strada è lunga e tortuosa ed io sono al limite delle forze.
      Grazie per le tue parole..
      ti stringo D.

  3. ilgattosyl ha detto:

    Eppure ti sbagli, e solo il tempo te lo farà capire, che tu ci creda o no.

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