il furetto scomparso

Parte prima:

Era più o meno questo periodo, ricordo che faceva freddo, parecchio. Era quindi un inverno di qualche anno fa, l’anno esatto lo ignoro.
Squilla il telefono e sento una voce con quella cadenza che tanto amo, quella del dialetto siciliano.
Dopo i primi convenevoli, arriviamo subito al dunque.
Quando non senti qualcuno da molto tempo, ti sta chiamando o perchè ha letto Alta fedeltà di Hornby,e tu fai parte della sua lista e del suo momento di comprensione dei rapporti fallimentari che ha avuto, con conseguente redenzione, oppure, (e questo è nostro caso), colui che ti chiama ha bisogno che tu gli faccia un favore.
E l’urgenza dal tono della sua voce, mi ha fatto pensare che dovevo disinnescare una bomba nel suo appartamento, mentre lui era rimasto chiuso nella stiva di una nave in mezzo al nulla.
Ma ovviamente la questione era molto più semplice.
“Marilù, in questo momento sono a Roma e avrei bisogno che qualcuno (nella fattispecie tu!) vada a prendere il mio furetto nel negozio di animali, dove l’ho lasciato a pensione per qualche giorno. Visto che devo scendere in Sicilia e viaggerò di notte, quando arriverò in Campania il negozio sarà già chiuso, per questo ti chiedo questo enorme favore e lo chiedo a te, anche perchè tu conosci Furby e sarei più tranquillo che fossi tu a tenerlo in mia assenza, si tratterà al massimo di qualche ora.
Ovviamente io gli dico di sì, non lo ritengo un grande favore. Anche se non son pratica di furetti, ma non è che mi abbia chiesto di imbalsamarlo.Cosa ci vorrà mai a fare una cosa simile? Bazzecole, mi dico, mentre ripenso alla sua affermazione:”..perchè tu conosci Furby”, ma io lo conosco davvero? Lo ha portato solo una volta a casa mia e ricordo che in quella occasione i furetti erano due, ma uno dei due nel frattempo ha raggiunto il nirvana dei furetti e quel giorno i due si rincorrevano per la casa e saltavano in ogni dove ed io non mi sentivo affatto a mio agio in quella situazione, non chiedetemi perchè, ma è stato così.
Chiamo a mia volta una mia amica, e le chiedo di farmi compagnia in questa spedizione di recuperofuretto. Lei passa a prendermi con la sua panda modello vecchio, color verde salamandra. Arrivate al negozio, mi accorgo di conoscere la proprietaria, e aggiungerei: purtroppo! e che l’ultima volta che l’ho vista eravamo in uno studio veterinario ed io le ho dato della cretina e forse  se in quel momento fossi stata il biblico Zaccaria, che perde la parola grazie ad un intervento divino, sarebbe stato perfetto, ma non fu affatto così, anzi, ricordo che le dissi: tagliatela tu una parte del corpo per venderti meglio!

Ecco come andarono le cose, ricordo lo sguardo torvo della mutilatrice di cani e la segretaria dello studio che le diceva:”forse è meglio che ripassi più tardi”,e lei che invece insisteva, fino allo sfinimento e oltretutto aveva anche scambiato il mio cane per uno shitzu, e questo vi fa capire quanto miss crudelia De mon ne capisca di razze canine! ma non tergiversiamo, ritorniamo ai fatti.

Mi son subito resa conto che dovevo fare la tipa pacifica e mantenere un certo contegno per amore di Furby e di tutti i furetti del mondo.
Lei infatti appena mi vede, si ricorda subito dell’affronto che le avevo fatto e mi dice: “ah sei tu l’amica di Antonio?!” E me lo dice con un tono che sembrava volesse dire: ma vedi un pò questo che gentaglia frequenta!

Io comunque alla sua domanda faccio un cenno di assenso con la testa  e le chiedo subito del furetto.
E lei: “devi prima darmi un documento di identità.”
Mi metto a ridere, perchè penso a quante persone possano rapire furetti, e quanto possa essere redditizio un contrabbando di furetti,  ma magari ne fanno monili con le unghie e coi  dentini aguzzi ed io sono ignara di tutto ciò.
Ma prima di darle una testata e di liberare tutti gli animali stipati nelle gabbiette, ho deciso di darle il documento d’identità, e la stronza, (perchè solo così si può chiamare una che voleva far tagliare la coda al cane prima di metterlo in vendita), dà un’occhiata veloce al documento e mi dice:” vado a prenderti la gabbia.”
La mia amica mi guarda con sguardo interrogativo, perchè capisce dal mio atteggiamento, che c’è qualcosa che non va e che se la tipa si azzarda a dirmi mezza parola, io potrei tranquillamente perdere la mia aplomb, e invece le sorrido  e le dico:”dopo ti spiego.”
La tipa arriva con una gabbia ENORME, talmente lunga che ovviamente non sarebbe entrata  in macchina. L’unica domanda che ha campeggiato nella mia testa è stata: ma che diavolo ci deve fare un furetto in tutto quello spazio? Non passa che un istante e tutto mi appare chiaro, ma è ovvio, no? deve partecipare alle prossime olimpiadi dei furetti e quindi ha bisogno di spazi enormi per potersi allenare adeguatamente, e per poter correre, per dondolarsi in un’amaca tra una corsa sui pattini e un’arrampicata su per gli anelli, deve poter  salire e scendere scalini,  incanalarsi in cunicoli tipo marines,  e giocare con ogni genere di giocattolo adatto ad un furetto e forse anche ad altre altre 100 specie di animali diversi da lui. Mi trovo di fronte ad un luna park per furetti! Per un solo furetto fortunato: Furby! Benvenuti a  Furbyland!

to be continued…

 

16 thoughts on “il furetto scomparso

  1. ysingrinus ha detto:

    In realtà i furetti possono costicchiare. Ma a prescindere da questo, ogni votla che si ritira qualcosa, qualsiasi sia il valore, bisogna sempre farsi riconoscere.
    Comunque i furetti non sono facili da gestire, corrono e cacano dappertutto. Le gabbie enormi servono per contenerli garantendo il loro bisogno di correrre e saltare ovunque!

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