Il vocaboletano – #2 -‘Nzallanuto

La scorsa settimana, il mio gatto-socio Gintoki ha inaugurato questo tour nel nostro dialetto, che vi permetterà di conoscere più vocaboli possibili e anche modi dire,  e di poter  conseguentemente intavolare conversazioni sui più disparati argomenti, rigorosamente in napoletano ovviamente. Premetto che io sono di Salerno,  ma che per anni ho vissuto a Napoli, e che quindi a parte qualche sfumatura nella cadenza, e qualche accartocciamento e acrobazia di suffissi e di cambio vocalico, l’idioma rimane lo stesso di un napoletano che vive a San Gregorio Armeno.

Il vocabolo di questa settimana è: ‘Nzallanuto. L’ho scelto, perchè ogni volta che apro il frigo, mi imbatto nel magnete (della cui creazione ringrazio Sara), e che adesso vi mostro:

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‘Nzallanuto, dalla voce del verbo:

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Dicesi ‘Nzallanuto, di persona che appare distratta, confusa, intontita, stordita, spaesata, con la testa fra le nuvole. Riferito spesso a persona anziana (viecchio ‘nzallanuto); ma non solo,  ed io ne sono la prova vivente.  Nell’uso si distingue la forma semplice (chill’è ‘nzallanuto), che designa affezione lieve o temporanea, dalla forma riflessiva (chillo s’è ‘nzallanuto) che designa una condizione consolidata e irreparabile. Il verbo usato in maniera transitiva, si riferisce alle malevoli azioni di coloro che con il loro fastidioso agire intralciano l’altrui vivere inducendoli in confusione, in stordimento, in intontimento,  tali da indurre in errore il mal capitato, in tal caso sentiresti dire:(Statte zitto ca me staje ‘nzallanenno!= Taci ché mi stai frastornando!), mentre usati in senso riflessivo raccontano la confusione, lo stordimento l’intontimento in cui incorrono spontaneamente soprattutto le persone anziane, o quelle talmente innamorate da perdere totalmente il lume della ragione.

Altre fonti  invece ci dicono che il termine deriverebbe da “zallo” che in napoletano indica lo sciocco, il babbeo, il rimbecillito e che deriva a sua volta dal verbo greco “zalaino” (essere stolto, sciocco, demente).

Ultima ipotesi sull’origine etimologica di ‘nzallanuto è quella di farlo derivare dal greco “selenizomai”,  ossia da “sele’ne’,  la luna , e quindi essere lunatico, lunare, stralunato): letteralmente, inselenito.

Dopo lo scontro di varie scuole di pensiero, posso solo dirvi che molte volte nonostante non sia una vecchia decrepita, mi è stato detto da qualcuno “Marilù, ma t’è ‘nzallanuta tutta quant!”, ossia: ti sei rimbambita completamente!, e questo mi è capitato più volte quando mi sono inebetita conseguentemente a vari accadimenti, soprattutto innamoramenti verso persone poco adatte a me.

Buona serata a tutti e cercate di non ‘nzallanirvi prima del tempo, ossia prima della vecchiaia!

Marilù

 

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12 thoughts on “Il vocaboletano – #2 -‘Nzallanuto

  1. Gintoki ha detto:

    L’ha ribloggato su Shock Anafilatticoe ha commentato:
    Seconda puntata del Vocaboletano, il corso pratico e veloce per padroneggiare il napoletano nelle sue sfumature!

  2. ysingrinus ha detto:

    Mi piacciono le diverse sfumature riflessive, attive, etc… una parola completa con molti significati dietro.

  3. Fra Stornato ha detto:

    Stupendo… 🙂

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