Sono morta e lo so.

Oggi non mi capisco, ho uno di quegli stati d’animo che danno fastidio principalmente a me, ma forse anche alle persone che mi sfiorano, e nel momento in cui ne sento l’odore, so già che è tardi. Che è arrivato e che non posso fare altro che arrendermi ad esso. Piegarmi.
Non capisco le persone. Credevo di aver capito qualcosa, ma ogni giorno la vita mi ricorda che non ho capito un cazzo di niente.
E se devo dirla tutta,non me la passo tanto bene. Ma mi ripeto: fai finta che va tutto bene.
Ma che senso ha tutto questo? Per chi? Per cosa?
Visto che bene non va ed è già tanto tempo che è così. Posso dirvi il giorno esatto in cui sono morta. Posso dirvi l’ora, che luce c’era intorno a me, le persone che ho intravisto un attimo prima di schiantare. Me lo ricordo bene il giorno in cui sono morta. E non riesco a scrollarmi da dentro nessuna sfumatura di quel giorno.
Ricordo ogni particolare di quella giornata, nei minimi dettagli. E ricordo che quando avevo 16 anni in una delle tante conversazioni col mio padre spirituale, lui di punto in bianco mi chiese: hai mai ucciso qualcuno? Ed io stavo guardando fuori dalla finestra, guardavo nel cortile un gruppo di ragazzi che giocava a palla a volo e a queste parole, mi ridestai di colpo e gli risposi: credo di no.
E lui mi guardò con sguardo serio e mi disse: puoi uccidere qualcuno anche nell’anima, non si uccide solo eliminando il corpo.
All’epoca queste parole rimasero ferme lì, in quell’aula del terzo piano, appoggiate a quel banco baciato dal sole e a quella ragazza che ancora non sapeva cosa sarebbe accaduto dopo e che a distanza di tempo, quelle parole avrebbero avuto un senso, sarebbero diventate carne. La mia. E che si può uccidere sì. Ma si può anche essere uccisi. Da un insospettabile.
Ma può succedere ve lo assicuro. E quando succede non si può fare nulla, se non accettare di non esserci più e di essere diventati qualcos altro, qualcun altro.
Forse.

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26 thoughts on “Sono morta e lo so.

  1. snowbetta ha detto:

    Probabilmente non vuoi risposte o punti di vista. Ma credo si possa rinascere quando si muore in quel modo. Bisogna solo trovare la forza e la forza ti troverà quando sarai pronta.

  2. snowbetta ha detto:

    Vedrai… quando meno te lo aspetti, succederà. Ogni cosa prenderà colore. E cambierà col tempo che passa…entrerà luce nel tuo cuore. Succede sempre. E’ solo questione di tempo.

  3. il barman del club ha detto:

    Victor Hugo diceva che siamo contemporaneamente punti d’arrivo e punti di partenza, ed è proprio vero. Pensa in questa prospettiva, perché c’è vita dopo un’altra vita. Non è vero che ripetiamo sempre gli stessi medesimi errori, siamo noi che visualizziamo la parte sbagliata come una netta linea d’ombra, perché in realtà il bene e il male sono sempre delle entità che continuano a coesistere. Soltanto conoscendo l’intero spettro cromatico delle nostre esistenze possiamo incontrare quella che chiamano anima. In fondo, basta uno sguardo verso un’orizzonte qualunque…

    • crisalide77 ha detto:

      grazie per le tue parole, la tua prospettiva e quella di Hugo sono da prendere in considerazione. Perchè non farlo a questo punto? Che cosa mi offriresti al bancone del tuo bar a questo giro? Dolce serata barman!

  4. Sephiroth ha detto:

    Leggo. Capisco. Ma è una di quelle poche volte che, qualsiasi parola io possa dire, non renderebbe giustizia al tuo stato d’animo.

  5. Franz ha detto:

    abbraccia con gioia il mito dell’Araba Fenice… ciao Cris… 🙂

  6. Volevolaprinz ha detto:

    Si ferisce e si uccide con le parole,a volte anche se stessi.. Che fare? Reagire! Sempre.

  7. quarchedundepegi ha detto:

    Ci son tanti modi di fare il padre spirituale; questo è uno di quelli sbagliato.
    Buona serata.
    Quarc

  8. Francesco ha detto:

    Anche io sento di essere fuori dal mondo… ossia nel mondo, senza essere del mondo… E non per questo la cosa debba intendersi più puro, più saggio, più “oltre”… ma nemmeno l’accezione opposta, negativa, deve essere biasimata. Forse più perso di così non è possibile… o forse sì. E’ così. Qualunque cosa sia è già qui, devo accettare, vale a dire “accogliere”, “abbrcciare”. Essere consapevole… Testimone e medico di me stesso. Per poter aiutare un giorno anche gli altri. Voglio compassione, e gentilezza amorevole e conoscenza. Di me, degli altri Esseri, della loro sofferenza, della mia. Poi, mi accorgo, forse a causa del nuovo “cammino” che cerco di intraprendere da un po’… che tutto quello che penso e che cerco faticosamente di dire, pur evitando di giudicare, analizzare, distinguere, soppesare, è un rischio. Un rischio. Persino in quel che leggo… bellissimo e profondo… come tutto, qui, dove trovo misteriosamente una luce calda e infinita, che mi avvolge e mi tocca. Mi tocca e mi chiama. Ma io ho paura. Ho ancora un po’ di paura, insinuata da qualche parte, in qualche piega d’anima. Devo evitare la proliferazione dei pensieri. La mente c’imbroglia, si prende gioco di me e di te, di tutti. Non sono ancora libero, non posso fare qualunque cosa. “Non posso” significa un consiglio che vorrebbe essere saggio: “non devo”. Non c’è nulla di sbagliato, qui. C’è dolcezza, luce soffusa, sofferenza serena. E’ bello, mi attrae. Rischio l’attaccamento. L’attaccamento, come l’avversione, sono il frutto dell’ignoranza-confusione. Non è il momento, per me. Ma tornerò ancora, lo so già. Amo troppo Marilù senza sapere come e perché sia accaduto. La mia dimensione profonda lo sa. Io no. Allora tornerò in silenzio. Tanto non so scrivere, non mi va e, in ogni caso, non ho proprio niente da dire. Vanitosa-mente volevo solo che “lei” sapesse che ci sono lo stesso Scusatemi per questa intrusione. E’ domenica. Buona domenica.

    • crisalide77 ha detto:

      avrei un pò di domande da farti..ma forse non è il momento. Son senza parole, e ti assicuro che è raro che accada. Non hai un blog, ma potrò rileggerti da qualche parte? buona domenica intanto Francesco. Attaccamento o avversione possono comunque servire a percorrere una strada. Ma chissà se vuoi correre il rischio di farlo. Grazie per esserti fermato quì. Anche solo per un attimo.

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