Buddha Toy

Prima di tutto incomincio col chiedere scusa a tutti i buddisti che leggeranno questo post, a mia discolpa posso solo dire che all’epoca dei fatti ero  solo una bambina,  (lo so, non è una giustificazione) e solo ora mi rendo conto che da bambina facevo già cose “strane”, oltre ad essere una lanciatrice di sassi, avevo  come compagno di giochi proprio Buddha (ma non sapevo neanche lontanamente fosse lui) ed insieme a lui avevo anche  un’amica immaginaria, di cui vi parlerò in un altro post. So che state dubitando della mia sanità mentale, e avete ragione a dubitarne,  poichè faccio parte dei cosiddetti insani, quindi è giusto ripercorrere insieme le tappe della stranezza che mi ha sempre contraddistinto. Vi presento uno dei miei giochi preferiti di quando ero piccola:

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Questa statua di pietra fu regalata ai miei genitori quando si sposarono, ignoro le ragioni  per le quali fu scelto proprio Buddha da uno degli invitati al matrimonio, forse come un buon augurio di spiritualità e di rettitudine alla coppia che si apprestava a mettere su famiglia. Fatto sta, che i miei genitori sono ferventi cattolici e hanno posto questa statua in giardino ed  è lì che io ho fatto diventare questo uomo (la cui identità all’epoca mi era del tutto sconosciuta, non a caso lo chiamai Babushka), lo feci diventare un mio gioco. Attualmente spunta tra i libri su una delle mensole della mia libreria ed è lindo e pulito, ma in quel periodo era diventato una sorta di cavia, come una bambola da vestire e truccare, allora lo adornavo con coroncine di fiori, orecchini pendenti, parrucche fatte da petali e fili di erba, gli facevo impacchi di terra bagnata che solidificandosi lo facevano diventare marrone scuro, un vero moro,  e poi per ripulirlo gli facevo docce con la pompa da giardino, gli costruivo vestiti e copricapo di ogni genere e con qualsiasi materiale a disposizione, gli dipingevo le unghie dei piedi e delle mani di ogni colore possibile e immaginabile e gli parlavo, come se parlassi ad un amico che mi ascoltava in silenzio e che sopportava tutti i miei esperimenti senza protestare e senza alzarsi da quel trono che lo accoglieva comodamente e dal quale mi aspettavo che un giorno si sarebbe alzato per prendermi a calci in culo. Solo anni dopo ho scoperto che il mio Babushka era in realtà Buddha e che aveva fondato una dottrina etico-filosofica che poi si è trasformata in una religione, la quarta per numero di credenti al mondo, dopo il Cristianesimo, l’Islam e l’Induismo, le stime riguardanti la popolazione di fede buddhista possono variare anche significativamente a seconda della ‘Via’ specifica a cui si aderisce: le stime più accettate vanno dai 350 ai 550 milioni di praticanti

Immaginate il mio stupore a distanza di anni da quel tempo dell’infanzia, quando ho scoperto la reale identità del mio fidato amico Babushka!  Avevo un amico non famoso, ma famosissimo e lo ignoravo beatamente. E lo so, son sempre la solita lentona, ci arrivo davvero sempre in ritardo alle grandi verità. Ma meglio tardi che mai, e scusami Babushka, se ancora adesso fatico a chiamarti Buddha.

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11 thoughts on “Buddha Toy

  1. Franz ha detto:

    Dai! Che Babuscha ti protegga! Lo farà …lo farà…è più potente un idolo di gioco infantile che l’icona di un Dio, credimi.

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