Il Vocaboletano – #10 -‘Nziria

Siamo già arrivati al decimo appuntamento col nostro corso di napoletano! E spero vivamente stiate facendo tutti dei progressi e che vi stiate esercitando ogni giorno, perchè son certa che questo corso possa tornarvi utile in qualsiasi situazione di vita quotidiana, magari anche inaspettata, anche perchè non dovete sfoggiare la vostra conoscenza del napoletano solo se vi trovate in campania, ma potete usufruirne anche altrove, per esempio nel villaggio di Kandovan nella zona orientale dell’Azerbaijan, insomma il mio consiglio è: “sparatevi le pose” in ogni dove!

La parola che ho scelto per voi questa settimana è ‘Nziria.

Chi di voi non ha mai preso una ‘nziria per qualcosa o per qualcuno? soprattutto quando eravate bambini?

Possiamo tradurre ‘nziria con la parola “capriccio”, anche se dobbiamo dare le giuste sfumature a questo vocabolo ed ora le analizzeremo tutte. Questo termine, dunque, vuole indicare testardaggine, cocciutaggine, ostinazione nel volere qualcosa e si usa in riferimento soprattutto ai bambini, o a persone immature, a chiunque faccia storie per nulla, nel qual caso: e pigliat’ a ‘nziria.
Le origini di questa parola sono da ricercare nel latino “insidiae“, derivazione di insidēre ossia: star sopra, star fermo su (e quindi impuntarsi), composto di “in” e “sidere”, ovvero stare seduto (sulle proprie posizioni).

Indica, soprattutto nei bambini, un particolare e tipico stato d’animo manifestato con atteggiamento ostinato, lamentele e capricci prolungati, pianti insistenti e apparentemente immotivati. Si dice “piglià ‘a ‘nziria“, “tené ‘a ‘nziria“.
Molte volte si manifesta nei neonati quando si avvicinina l’ora del sonno, in cui iniziano a piagnucolare insistentemente e questa si chiama: ‘nziria ‘e suonno, che si placa solo con il riposo.

Altre ipotesi circa l’origine del termine vedrebbero la sua derivazione dall’unione di “in” ed “ira”, quindi “andare in ira” = ‘nziria’. Qualcuno sostiene anche una discendenza dal greco “sun-eris” col significato di “dissidio”. Ma l’idea più probabile sembra essere quella che vede la discendenza semantica dal latino.
Altri modi di definire la ‘nziria sono zirria o zirra e colui che ne è affetto è ‘nziriuso o zirruso.

In riferimento agli adulti, ‘nziria indica una situazione in cui dal capriccio iniziale, si passa ad uno stato d’animo irrequieto e frenetico, come se nulla riuscisse a darti pace, si batte sempre sullo stesso punto, si protesta, si brontola,si mettono in atto una serie di moine incessanti per riuscire nell’intento desiderato, una sorta di cocciutaggine spinta fino all’estremo, un’insoddisfazione che non trova via di uscita, una provocazione continua, un desiderio intenso ma inopportuno. Un atteggiamento che infastidisce, e talvolta sfinisce, non solo la persona che mette in atto il “capriccio” ma anche chi gli sta intorno.
Vi lascio con una canzone degli Almamegretta che si intitola proprio ‘nziria.
Così potrete sentire il Raiz come pronuncia questo vocabolo.
Nel ritornello lui canta:

“te ress pure ll’anema si sta ‘nziria ‘ncuorp putisse aquieta’
ma nun mor maje, chesta ‘nziria nun mor maje, cresce semp chiù assaje
ma nun mor maje…”

Vi do appuntamento al prossimo mercoledì dando la voce al gottosocio Gintoki.

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14 thoughts on “Il Vocaboletano – #10 -‘Nziria

  1. ysingrinus ha detto:

    Utilissimo. Mi alleno sempre.
    D’ora in poi quando vedrò uno ‘nziriuso lo contesterò!

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