Il Vocaboletano – #13 – Zèza

Shock Anafilattico

Come altre parole in napoletano, zèza trae origine dal mondo del Teatro e affonda le sue radici nella commedia dell’arte tra Cinquecento e il Seicento.

Zèza non è altra che il diminutivo di Lucrezia, capricciosa e caricaturale moglie di Pulcinella, ingannato da lei con moine e smorfie e comportamenti maliziosi.

È un vocabolo che si presenta invariato nella versione maschile e femminile, cambiando solo l’articolo che lo accompagna: o zéza e à zèza.

Il significato non è però il medesimo in senso stretto.

Nella sua versione femminile la zèza ripropone i caratteri del personaggio di Lucrezia. È ‘na zèza infatti, colei che cerca di farsi notare a tutti i costi, si perde in ciance, smorfie, moine, a volte in ammiccamenti gratuiti e leziosi. È la classica persona che magari si finge dolce e un po’ svampita per attirar simpatia e sembrar carina.

Clicca per ascoltare l’audio

Diverso è il caso in cui…

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3 thoughts on “Il Vocaboletano – #13 – Zèza

  1. ysingrinus ha detto:

    Ormai credo che non potrei piú fare a meno di questa rubrica!
    Devo beccare qualche napoletano verace, che non legge questa rubrica e quindi non sa che la leggo anche io, per sfoggiare quello che sto apprendendo!

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