Il Vocaboletano -14#- Crai

Siamo già arrivati al quattordicesimo appuntamento dialettale. So che leggendo il titolo del post avrete pensato che sono reduce dai postumi di bevute pasquali e che quindi ho sbagliato a digitare la parola di oggi, e invece devo contraddirvi, perchè il termine che ho scelto per voi è proprio CRAI, che oltre ad essere una catena di supermercati (ed è forse lì che l’avete intercettata qualche volta),  è anche un vocabolo che noi usiamo nel quotidiano. Devo aprire una breve parentesi prima di continuare, dicendovi che questo termine viene usato non in tutta la Campania, ma sicuramente in alcune zone del salernitano, compreso il buco in cui vivo io e scendendo più giù verso il Cilento. In effetti la cosa bella del nostro dialetto è che muta a seconda della zona in cui ci si trova, non solo da città a città, ma anche da paese a paese, si possono percepire differenze nella pronuncia, aggiunte o cambi di suffissi e prefissi, in pratica ci si capisce un pò in ogni luogo, ma non si parla allo stesso modo. Vi dico questo perchè molti campani potrebbero strabuzzare gli occhi e dire: ma questa che diavolo ha scritto? Volevo farvi fare una deviazione verso i luoghi da cui provengo io e farvi notare quanto a volte ci sia l’influenza della Lucania o della Calabria nel nostro dialetto.

Crai vuol dire domani. E per farvi comprendere meglio quel che voglio dire, vi faccio entrare in un libro che ha mostrato il sud Italia in una maniera in cui non era mai stato fatto prima. Mi avvalgo delle parole di Carlo Levi nel suo Cristo si è fermato a Eboli per spiegarvi il mio Crai.

“Io pensavo a quante volte, ogni giorno, usavo sentire questa continua parola, in tutti i discorsi dei contadini. – Ninte, – come dicono a Gagliano. – Che cosa hai mangiato? – Niente. – Che cosa speri? – Niente. – Che cosa si può fare? – Niente -. La stessa, e gli occhi si alzano, nel gesto della negazione, verso il cielo. L’altra parola, che ritorna sempre nei discorsi è crai, il cras latino, domani. Tutto quello che si aspetta, che deve arrivare, che deve essere fatto o mutato, è crai, Ma crai significa mai……………..

…….Il mutarsi dei giorni era un semplice variare di nuvole e di sole: il nuovo anno giaceva immobile, come un tronco addormentato. Nell’uguaglianza delle ore, non c’è posto né per la memoria né per la speranza: passato e futuro sono come due stagni morti. Tutto.il domani, fino alla fine dei tempi, tendeva a diventare anche per me quel vago « crai » contadino, fatto di vuota pazienza, via dalla storia e dal tempo. Come talvolta il linguaggio inganna, con le sue interne contraddizioni! In questa landa atemporale, il dialetto possiede delle misure del tempo più ricche che quelle di alcuna lingua; di là da quell’immobile, eterno crai, ogni giorno del futuro ha un suo proprio nome. Crai è domani, e sempre; ma il giorno dopo domani è prescrai e il giorno dopo ancora è pescrille poi viene pescruflo, e poi maruflo e marufIone; ed il settimo giorno è maruficchio. Ma questa esattezza di termini ha più che altro un valore di ironia. Queste parole non si usano tanto per indicare questo o quel giorno, ma piuttosto tutte insieme come un elenco, e il loro stesso suono è grottesco: sono come una riprova della inutilità di voler distinguere nelle eterne nebbie dei crai.”

Per quanto riguarda la pronuncia, questa volta ho chiesto la collaborazione di una cilentana doc, mia cognata Ivana, a cui dico GRAZIE per aver contribuito ad arricchire il nostro vocaboletano.

Traccia audio: crai, piscrai, piscriddu

 

Se invece ci spostiamo esattamente nei paesuoli più interni del salernitano, ossia dove vivo io esattamente,  l’uso della parola Crai dalle mie parti assume un ulteriore sfumatura, noi la usiamo in questo modo: quando vogliamo dire che te la stai prendendo comoda, che stai rimandando una cosa, senza preoccuparti minimamente di agire, allora diciamo che la stai prendendo ” a crai, a crai”, in pratica si ripete due volte il termine, per sottolineare che rimandi di domani in domani il da farsi. Altro modo in cui potreste sentirla, è un contesto semplicissimo, se qualcuno vi chiede per esempio quando lo hai visto? o quando devi fare una determinata cosa? allora la risposta potrebbe essere Crai addimano, ossia domani domani, in pratica esattamente domani.

Traccia audio: a crai, a crai

Son felice di avervi donato questa settimana una nuova sfumatura del nostro dialetto vivo e creativo. Lascio il testimone al gatto-socio e vi do appuntamento al prossimo mercoledì.

 

 

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3 thoughts on “Il Vocaboletano -14#- Crai

  1. Gintoki ha detto:

    L’ha ribloggato su Shock Anafilatticoe ha commentato:
    Nuovo appuntamento col Vocaboletano, questa volta crisalide ci porta nel Cilento attraverso le parole di Carlo Levi.

  2. ysingrinus ha detto:

    Crai piscrai e piscriddi sono parole che si usano anche piú a sud di voi… 🙂

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