Diario: domenica 30 luglio

In questi giorni la connessione fa schifissimo, ogni volta che devo caricare una foto mi viene l’orticaria. L’altra mattina mentre ero in scooter e mi recavo al lavoro (chiamiamolo lavoro!) percorrendo sempre la stessa strada, ad un certo punto dopo una curva, mi sono imbattuta in una luce rossa. Non era un ufo, o almeno in quel momento non avevo ben messo a fuoco la situazione. Ma mi son fermata ed ho guardato attentamente cosa fosse. Era un semaforo, almeno così sembrava, ma un semaforo anomalo per me. Visto che ero la prima persona della fila e che dietro di me si erano incolonnate non so quante auto, ho pensato: se questo non è un semaforo tra poco inizieranno a clacsonare come i pazzi. Attendo che la luce cambi. Intanto il tempo passava lentamente e la luce era fissa sul rosso. Ad un certo punto è diventata verde ed io ho sfrecciato velocissimamente e ho visto più avanti, dopo la curva, che stavano effettuando dei lavori sulla strada. Mettere un cartello di lavoro in corso no? Questo per dirvi che io sono strana. Ma ancora non la sapevate? cioè a me quel carrellino con le ruote con sopra quella sorta di colonnina e quella luce rossa, mi era sembrato tutt’altro che un semaforo. Ieri mentre ero seduta sotto il portico a scrivere, ad un certo punto ho visto in lontananza un mio vicino anziano che scendeva da un auto, solo che al posto di fermarsi a casa sua, si è incamminato verso di me, che abito tre case oltre la sua. All’inizio pensavo che volesse sgranchirsi le gambe e fare due passi prima di rientrare, ma poi con la sua andatura barcollante e il suo fedelissimo bastone si è fermato proprio davanti al mio cancello e mi ha fatto segno con la mano di avvicinarmi, lo sentivo anche parlare, ma non capivo cosa stesse dicendo. Appena mi sono accostata a lui, gli ho chiesto: “E’ andato a fare un giro e rientra? E lui: “Non ho le chiavi, puoi aprirmi la porta?” Inizialmente non comprendevo questa sua frase, poi ho capito che non si ricordava dove abitasse. Allora gli ho chiesto di aspettarmi lì, e lui si è seduto su un muretto, mentre io sono andata a casa sua a suonare il citofono. E’ uscita la moglie e gli ho raccontato l’accaduto e lei con molta tranquillità mi ha detto: adesso vengo a prenderlo, lo scusi. A me è venuto da pensare: ma perchè dovrei scusarlo? perchè non si ricorda dove abita? In quel momento mi sono dovuta trattenere, (a furia di darmi pizzicotti sulla pancia per non sbottare, finirò per avere una cartina geografica al posto della pancia!) comunque avrei voluto dirle: ma perchè lo fate uscire da solo? No, perchè quest’uomo esce ogni sacrosanto giorno da solo e va vagando in ogni dove e poco tempo fa lo hanno ritrovato in ospedale che non si ricordava neanche come si chiamava, perchè dopo ore che era scomparso, i familiari hanno iniziato a fare il giro degli ospedali. Il vecchietto durante il suo giro quotidiano era caduto ed aveva anche iniziato a piovere e lui era riverso in una cunetta sotto la pioggia e fortunatamente qualcuno lo ha visto e ha chiamato l’ambulanza, portandolo in ospedale, ma lui non si ricordava chi fosse. Da quell’episodio i suoi familiari gli hanno messo al collo una placchetta con su scritto indirizzo e numero di telefono, tipo i cani praticamente. Nel caso si perdesse. Allora io mi chiedo: ma sarebbe cosi complicato per questa gente accompagnarlo a fare le sue passeggiate e non lasciarlo solo? Io credo che tra non molto sarà uno di quegli anziani che vanno ad allungare la lista degli scomparsi a Chi l’ha visto?, oppure ancora peggio, che gli succederà qualcosa durante uno di quei suoi vagabondaggi. Fine dello sfogo. Tempo fa incontrai lo stesso vecchietto alla fine della strada del mio quartiere seduto su una panchina, io stavo rientrando a piedi e lui mi chiamò e mi regalò una rosa rossa.

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19 thoughts on “Diario: domenica 30 luglio

  1. quarchedundepegi ha detto:

    Ma quello che hai scritto è molto bello. Il finale è poi stupendo e dimostra la tua meravigliosa sensibilità.
    Son vecchietto anch’io. Per ora so chi sono e dove abito.
    Buona serata.
    Quarc

  2. Transit ha detto:

    Be, ti ha associato a una rosa rossa, cosa vuoi di più, forse volevi una serenata e tutto quanto? Lascia che la sua poetica prenda il largo.

  3. ilgattosyl ha detto:

    io sono un filo più giovane ma ho una memoria pessima….dovrei cominciare a coltivare delle rose

  4. Transit ha detto:

    E se il vecchio, smemorato di paese, rinsavisce tra una fuga e l’altra, all’abbisogna multicolori fiori di campo o foglie di rucola: per l’insalata.

  5. Transit ha detto:

    Un po’ di amaro di verdura ci vuole, dal momento che la vita è troppo dolce…

  6. Transit ha detto:

    Troppo dolce … in senso ironico, comunque il caffè, se vuoi gustarlo, va preso amaro. Ormai mi sono abituato. Se prendi il caffè amaro … ti capiterà l’amore … dolce: praticamente la legge della compensazione. Se ci tieni all’amore abboffati di caffè amaro … vedrai subito i risultati, oddio ti si rizzeranno i capelli in testa e a ogni cosa scatterai con una molla … ma vuoi mettere, l’amore è l’amore.

  7. Transit ha detto:

    Cimentati … è dalla base che nascondo le cose, le speranze, i cambiamenti, le rivoluzioni(oddio, queste negli ultimi tempi li vedo da dentro il binocolo e nemmeno); è da sotto(bella panorama davvero)che i semi germogliano e da lì che nascono i fiori, diceva il cantante. E da lì che è nata la tua bella voce, per cui anche tu compensi le brutture e le storture del mondo. E credo fermamente che la tua voce sia un grosso argine alla progressivo e inesorabile spostamento dell’asse della terra. Già sento la tua voce volitiva che rivolta al nostro pianeta dice: – Oh, mò a fernisc’l’ ‘e t’abbucca, ma che te pienz ca stai a te vucà mmiez’o mare o ncopp’amaca? Jamm bbell’ ja asse terrestre, adderizzet’ e fa ‘o duvere tuio ca tiene nocpp’a noce d’o cuollo a vita ‘e meliard ‘ e gente.-

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