Reflex blinks: Rullo di tamburi

 

 

 

 Aspiranti monaci tendono inaspettati timpani

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REFLEX BLINK OCCURS IN RESPONSE TO AN EXTERNAL STIMULUS, SUCH AS CONTACT WITH THE CORNEA OR OBJECTS THAT APPEAR RAPIDLY IN FRONT OF THE EYE. A REFLEX BLINK IS NOT NECESSARILY A CONSCIOUS BLINK EITHER; HOWEVER IT DOES HAPPEN FASTER THAN A SPONTANEOUS BLINK.

Pics by Crisalide77 & Rospo

 

 

 

 

 

Il Vocaboletano – 34 – L’uosemo

Shock Anafilattico

Ricordo che una sera, dopo una cena a base di pesce quando ormai la tavola era stata già ripulita, si affacciò in cucina la gatta. Miagolava con tono insistito e disperato, quello che utilizza di solito quando vuol qualcosa: si era svegliata tardi e aveva mancato il pesce, anche se ne restava nell’aria l’odore.

Madre esclamò “Ten l’uosemo”.
La guadai stranito. Ma che cacchio voleva dire?

In pratica, l’uosemo è la capacità di percepire qualcosa che non è tangibile, che si avverte nell’aria anche se non si vede. Un esempio concreto è il fiuto del cane, che segue piste invisibili all’occhio umano. Difatti uosemo vuol proprio dire fiuto.

Si tratta di un arcaismo derivato direttamente dal greco antico: ὀσμή (osmé), che vuol dire appunto odore, fiuto. Dal termine greco deriva anche l’italiano usmare, parola desueta che ha lo stesso significato: odorare.


Da cui deriva anche un gioco di parole lombardo…

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Reflex blinks: scritte

Indelebili tratti de-scrivono umane vicende

REFLEX BLINK OCCURS IN RESPONSE TO AN EXTERNAL STIMULUS, SUCH AS CONTACT WITH THE CORNEA OR OBJECTS THAT APPEAR RAPIDLY IN FRONT OF THE EYE. A REFLEX BLINK IS NOT NECESSARILY A CONSCIOUS BLINK EITHER; HOWEVER IT DOES HAPPEN FASTER THAN A SPONTANEOUS BLINK.

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Il Vocaboletano #33 La vrenzola

Chiedo scusa innanzitutto per aver saltato il nostro appuntamento col corso di vocaboletano la scorsa settimana, ma son quì per rimediare.

Questa settimana ho ricevuto un grande regalo per realizzare questo post, ossia la collaborazione di Tiz, che ci tengo a ringraziare infinitamente per aver dato voce, forma e colore alla parola che ho scelto per voi, la  vrenzola!

Con il termine vrenzola, si puo’ indicare  un brandello di stoffa, un cencio (qualcosa ridotto male, non in buone condizioni) con tutto il riferimento alla simbolica poverta’ che rappresenta,  e può originariamente riferirsi a persona ridotta in pessimo stato, ad un povero,  uno straccione, che indossa quindi un brandello, ossia una vrenzola. Si puo’ altresi’ indicare con tale vocabolo, un genere di donna che Tiz ha saputo spiegare benissimo delineando in maniera esemplare il vrenzola style. 

Per quanto riguarda l’etimologia del termine, non ci sono dati certi, ma potrebbe derivare dalla vrenna, ossia dalla brenna, la crusca, il residuo della macinatura dei cereali, un residuo quindi povero, misero. Da quì tutto il resto di cui vi ho accennato prima. Non a caso se qualcuno è vestito male, si è soliti  rispondere alla domanda: ma che indossava?  E la risposta che arriva è: aveva addosso una vrenzola, ossia un vestito di pessima fattura, che offensivamente viene definito straccio. Ma quello che dovete ricordarvi è che il vrenzola style è qualcosa che potete solo appurare facendo una ricerca sul campo, toccando con mano,( non troppo) direi, che potrebbe arrivarvi un paliatone tra capo e collo dalla vrenzola! La vrenzola doc, la dovete vedere coi vostri occhi, ascoltare con le vostre orecchie. Ma possibile che non ne avete ancora conosciuta o incontrata una? Se così fosse, allora affrettatevi a farvi un giro dalle mie parti.  Ci sono vrenzole a go go in ogni dove e un sorriso non potrà sfuggirvi nel conoscerne una, o vi farà incazzare o vi farà sorridere!

Il mantra di Biobà

Stamattina Biobà era proprio contento di rivedermi, saranno state due settimane che son stata assente e lui non mi ha risparmiato la cazziata di rito, con tanto di sorriso abbronzato, non da estate al mare, ma da lavoro.  Oggi il suo mantra recitava: vinit a verè ‘e parcoc ndo vin, ‘e parcoc ndo vin biobà!  e quì è necessaria una traduzione,  e vi chiedo scusa per la terribile performance della sottoscritta, ormai lo scuorno ha totalmente invaso ogni millimetro di me, vi assicuro che Biobà è molto più convincente di me, ma purtroppo oggi dovete accontentarvi della mia interpretazione. La traduzione esatta è: venite a vedere le pesche, di cui lui specifica le percoche, che sarebbero una qualità di pesche a pasta gialla, che di solito d’estate vengono tagliate a fette e messe nel vino rosso e in tal modo prendono il sapore del vino e diventano top100, almeno per me è cosi. Tornando al suo mantra, Biobà dicendo: venite a vedere le percoche nel vino, non vuole intendere che vi sta per vendere una brocca di vino rosso piena zeppa di pesche, ma vuole comunicarvi che quelle che vi offre oggi sono proprio le pesche gialle adatte al vino!  Se non siete campani, aimè farete fatica a comprendere il biobaletano, che è un idioma personalizzato dal fruttivendolo ambulante più simpatico che io conosca. Sono di parte? Un pochino sì, sarà che mi porta le banane acerbe che tanto mi piacciono, o che mi racconta sempre strani aneddoti della sua vita, o che sdrammatizza situazioni ed eventi della vita, difficili da digerire per qualsiasi altro. Ho pensato anche che la prossima volta che verrà, cercherò di registrare il suo mantra, che cambia sempre, a seconda della frutta o della verdura che ha a disposizione sull’ape car. Lui elenca al megafono i prodotti che ha portato in quell’occasione, ovviamente in dialetto, ne nomina due, al massimo tra alla volta ed usa un tono cantalenante, li ripete talmente tante volte che arrivi al punto che anche se non avevi intenzione di comprare nulla, ti viene la voglia di uscire a dare un’occhiata alla frutta che ha portato. Spesso mi fa provare la frutta, quando mi vede indecisa, magicamente spunta un coltello che è impilato sotto una cassetta e non so come fa a ricordarsi sempre quale cassetta sia, e mi taglia uno spicchio di mela o un’arancia e me li porge per farmeli assaggiare. Non so come la vedete voi, ma a me questo gesto mi fa sempre sorridere e pensare che ci vorrebbe un Biobà per ognuno di noi.