Se io fossi…Sherlock Holmes

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 Oggi svuotando il contenuto della mia borsa sul letto, perchè ero alla ricerca di una penna, mi è venuto in mente un programma televisivo che trasmettevano anni fa, in cui un concorrente si trasformava in detective che doveva trovare il proprietario di un oggetto smarrito, un oggetto comune, come una valigia, un’agenda, una giacca. Tramite questo oggetto, si può sapere quasi tutto del suo proprietario: età, sesso, che lavoro fa, se è sposato e altro, fino a rintracciare, grazie all’intuito, il proprietario dell’oggetto smarrito, che alla fine diventa il protagonista invisibile del programma. L’unico aiuto che concorrente aveva, era il telefono con relativi elenchi telefonici di tutta Italia.
Chissà dagli oggetti usciti fuori dalla mia borsa cosa si capirebbe di me!? P.s. uno degli oggetti mancanti è sicuramente il cellulare, quello mi è servito per fare la foto.

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Reflex Blinks: Vertigini

 Indotte vertigini prolungano fugaci visioni

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REFLEX BLINK OCCURS IN RESPONSE TO AN EXTERNAL STIMULUS, SUCH AS CONTACT WITH THE CORNEA OR OBJECTS THAT APPEAR RAPIDLY IN FRONT OF THE EYE. A REFLEX BLINK IS NOT NECESSARILY A CONSCIOUS BLINK EITHER; HOWEVER IT DOES HAPPEN FASTER THAN A SPONTANEOUS BLINK.
PICS BY: CRISALIDE77 & ROSPO

Dei demoni dormienti, del vuoto e del Natale che non c’è

Quando non abbiamo nulla da dire, dovremmo semplicemente tacere. Senza sforzarci di tirare fuori cose e cose e cose, inutili cose, per riempire gli spazi, per accontentare qualcuno. Anche perchè, a volte se scavi sul fondo escono fuori proprio i tuoi demoni dormienti.  Aivoglia a fingere che non ci siano, che magari non ci siano addirittura mai stati, che ce li siamo proprio immaginati. E invece no, ci sono eccome, forse anche loro vanno in letargo, ma hanno un ciclo tutto loro, fuori da ogni schema prestabilito, e quando li vai a risvegliare, ( perchè dobbiamo essere onesti, siamo proprio noi che gli andiamo a spalancare la porta per farli entrare), quando ritornano,  se ci soffermiamo e  osserviamo bene i fatti, il loro dispiegarsi e svolgersi, allora forse, e sottolineo forse, capiamo anche delle cose. Alcune le sapevamo già, ma non sono superflue, dobbiamo vedere a che livello le conoscevamo, se siamo consapevoli nel vero senso del termine, se lo siamo in quel preciso momento e se riusciamo ad essere obiettivi, soprattutto guardando ai fatti, alle nostre azioni, al nostro muoverci in questo posto chiamato vita. Perchè capire, dire ” ho capito” a volte è solo fuffa, ma capire davvero, vuol dire il più delle volte, sanguinare, farci male, oltre quello che noi abbiamo sempre considerato male,  perchè il raggiungimento della consapevolezza è quasi sempre una verità scomoda, che evitiamo, o alla quale proprio non riusciamo ad arrivare, perchè fa male, cazzo se fa male! E non parlo del fatto di scoprire che Babbo Natale non esiste, ma parlo di tutto quello in cui uno ha sempre creduto, compreso se stesso. Questo Natale sarà diverso dagli altri, anche solo perchè non addobberò nessun albero e non farò nessun regalo a nessuno. Ma il punto non è questo, ci sono sempre ragioni per le quali facciamo le cose o almeno, dovrebbero esserci, dovrebbero sì, ma la lista si infittisce e la voglia di spiegare inizia a ad assottigliarsi. Non che qualcuno mi abbia chiesto qualcosa. Ma nel caso accada,  so già di non avere risposte.

Non so perchè mi gira dentro questo minidialogo del film Revolutionary Road.

– John Givings: Allora una coppia come voi due da cos’è che deve scappare?
– Frank Wheeler: Forse stiamo scappando. Noi scappiamo dal vuoto disperato di tutta la vita qui, giusto?
– John Givings: Il vuoto disperato… Ora l’ha detto, molte persone sono coscienti del vuoto ma ci vuole un gran fegato per vedere la disperazione”