Serve pensare?

Il ventilatore nel suo movimento vorticoso fa muovere i fogli sparpagliati sul letto, ho appena consegnato un lavoro e non ho voglia di riordinare.

L’estate non mi piace, ma forse non è un mistero per chi mi conosce davvero, ma c’è qualcuno che mi conosce davvero? Non credo. Siamo un campo troppo vasto per poter essere davvero conosciuti da qualcuno e la vita mi ha insegnato che in realtà conosciamo ben poco di chi ci sta vicino, di chi amiamo, forse conosciamo solo quello che ci assomiglia, quello che capiamo o quello che vogliamo cogliere dell’altro. Ma ci serve conoscere l’altro?  Il telefono squilla, ma non rispondo, non ho voglia di parlare, di rispondere a domande, di ascoltare. Ultimamente è diventato difficile offrire il servizio di sfogatoio agli altri, ho troppi demoni che si muovono dentro e non riesco a sentire neppure la mia voce.

Il titolo di questo post è una domanda che mi hai fatto tu, dopo che io ti avevo detto che ero pensierosa.

“Serve pensare?” ti sei messo d’accordo con Osho, perchè lo stesso giorno in cui tu mi hai fatto questa domanda, mi è arrivata in posta una riflessione di Osho, da cui estraggo queste parole :

“La vita e’ un mistero non accessibile a coloro
che vogliono sempre analizzare,selezionare.
E’ invece un mistero accessibile a coloro innocenti,
che sono disposti ad innamorarsene, e  danzare con lei.”

Ecco la risposta a tutto,  sono fottuta proprio fottuta! Non c’è proprio scampo per una come me. Io non ti ho saputo rispondere, ti ho solo scritto: “già.” che stava a significare: hai ragione, non serve pensare, ma io continuo a farlo sbagliando, again and again and again.
Ora è proprio A forest che mi risuona dentro, allora accendo lo stereo e metto su il cd dei Cure, e canto a squarciagola come se volessi che queste parole arrivassero a quella me che è morta e sepolta da anni. Questa canzone sa di inverno, sa di Giulio, dei baci rubati e mordicchiati, delle anime vibranti che eravamo io e lui. Sa di un inverno che non c’è più.

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18 thoughts on “Serve pensare?

  1. Sara Provasi ha detto:

    Ti capisco, anch’io penso troppo! 😀
    Ma credo che se siamo fatte così, prima di tutto dobbiamo accettare come siamo… e il fatto che ci esprimiamo creativamente con le parole è causa e conseguenza di ciò!
    Secondo me la cosa veramente sbagliata è cedere troppo ai pensieri negativi, ma si può invece appunto pensare in bene.. anche quella bella frase è stata pensata ^_^

  2. rodixidor ha detto:

    Quando ero ragazzo mi piaceva immergermi in apnea, attraversare quel mondo blu e silenzioso nuotando in bracciate ampie e lente perché in apnea non puoi bruciare troppo velocemente l’ossigeno immagazzinato con movimenti frenetici. Raggiungevo il fondo e se non avevo ancora fame d’aria mi piaceva nuotare a pelo del fondo a quella profondità alla quale la forza di Archimede non ti richiama prepotente verso l’alto. Poi dopo questa breve nuotata inesorabilmente dovevo tornare verso la luce, raggiungere il pelo dell’acqua per respirare. Pensare è come respirare, un’attività automatica, inconsapevole (certo definire il pensiero un’attività inconsapevole mi risucchia in torbidi mulinelli filosofici a cui mi sottraggo), comunque pensiamo sempre e siamo il nostro pensiero, questo è certo. Come siamo il nostro respiro. Però quando è che ci diciamo: adesso devo respirare profondamente ? Prima dell’apnea o prima dell’inizio di una corsa in cui avremo bisogno di agire senza respirare, senza pensare. E le estati sono per tutti noi quelle pietre miliari con cui misuriamo la nostra vita, punti di arrivo, punti di partenza per contare gli anni. L’estate è una lunga apnea tra il trampolino in cui prendiamo lo slancio e l’autunno in cui torniamo su a respirare ancora.
    Scusami se ho scantonato, in questi giorni sono grafomane. 🙂

  3. fra1959 ha detto:

    Serve pensare? E chi lo sa?… Ma poi, noi siamo veramente i ostri pensieri? Dipende… Ma no, noi siamo la nostra mente che mente… Aiut…
    Temo di lasciarmi avviluppare da parole, e dunque “pensieri” che già conosci… Allora “faccio” così… Mò ci p e n s o un attimo su, poi eventualmente ti dico, sempre che nel frattempo non siano subentrati altri pensieri di pensieri… e questo pensiero di pensiero non t’interessi più… Insomma… porc… mi sono ingarbugliato nel mio stesso pensiero… e siccome sono lievemente ossessivo, spero di venirne fuori prima di domani, ma temo di no… Ecco… cioè… insomma… E chest’è… 🙂
    Ciao AnimaBella.

    • crisalide77 ha detto:

      che bello leggerti Frà! insomma siamo sempre a farci mettere al muro dai pensieri..se non fosse così, come sarebbe? chi saremmo?
      come stai frà? è una vita che non ti sento.
      Ti stringo.

      • fra1959 ha detto:

        Allora facciamo a chi stringe di più?
        Comunque ho provato a pensar-ci, alla faccenda dei pensieri… Io penso (oops) nel senso di credo, che noi non siamo i nostri pensieri… Essi ci abitano, ma non sono noi; proviamo emozioni, ma non siamo le nostre emozioni; abbiamo idee, ma non siamo le nostre idee… Se mi sbaglio, allora, eh sì… hai ragione tu: siamo fottuti… tutti, proprio tutti… Dobbiamo disidentificarci da ciò che non siamo… Forse, chissà, può darsi… 😀

        • crisalide77 ha detto:

          preferisco abbia ragione tu..forse abbiamo un briciolo di speranza così. Il tuo discorso non fa una piega, ospitiamo i nostri pensieri, ma quando ci identichiamo con essi, allora sì che iniziamo a farci del male. Dobbiamo liberarci da tutto questo..ti stringo forte Fra

  4. redbavon ha detto:

    Cogito ergo sum e a me basta questo per continuare a infilare sullo spiedo i pensieri e farmi infilare sullo spiedo dai pensieri.
    A Forest è un colpo basso 😉

  5. perché domandarselo.
    Piu’ che altro …. direi … che non serve porsi domande.
    Si perde tempo che è meglio impiegare nel vivere

  6. Orsa ha detto:

    La gratitudine delle cose che abbiamo, aiuta a non pensare alle cose che ci fanno affondare. Attaccati a questo palloncino, vedrai le cose in un altra maniera. ❤

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