Kaiten-sushi o Sti cazzi?

Ho sempre trovato triste il fatto di dover aprire quelle finestrelle trasparenti e prendere in tutta fretta un uramaki o un nigiri prima che il nastro trasportatore se li risucchiasse nel suo ingranaggio di catena di montaggio. Per questa ragione in tutti questi anni di ristoranti giapponesi, mi son sempre rifiutata di sedermi davanti a quel rullo e mangiare giapponese. Però visto che sono sempre in quella fase “lascia andare”, non me la sono sentita di fare una questione con mr rafting su quale posto scegliere per mangiare un boccone ed ho lasciato a lui la scelta, e devo dire che si è anche meravigliato del fatto che lo lasciassi scegliere senza battere ciglio.

Ho indossato le mie fossette migliori, (quelle di cui parla così bene la Dickinson in una sua poesia),  prese in prestito da una versione di me che risale all’epoca del liceo, e mi sono armata delle migliori intenzioni per poter trascorrere una serata tranquilla. Appena entriamo nel ristorante, ci accoglie una cameriera, che io ingenuamente pensavo non dovesse esserci visto che alla fine ci si serve da soli. La sorridente ragazza ci ha indicato i posti liberi e ci ha chiesto cosa volessimo bere.  Appena mi sono seduta mi son resa conto che la persona con cui avrei cenato ce l’avrei avuta di fianco e non di fronte, in pratica avrei parlato tutta la serata con un nastro trasportatore che avrebbe trasformato ogni piatto in scorrimento in un’espressione facciale. Il mio rifiuto storico di andare in un posto così, si riferiva al fatto che a me non piace la fretta, non quando si mangia, non quando si fuma, o si sorseggia un bicchiere di vino, non quando si fa l’amore ( in questo caso si può fare uno strappo alla regola, dipende dalla situazione) ,  ma in pratica odio la fretta,  ed è per questo mi veniva l’orticaria al solo pensare di dover agguantare quella ciotola di ramen di fretta prima che potesse scomparire o essere afferrata da qualcun altro durante l’eterno girare del rullo-sushi, che dopo innumerevoli giri ha iniziato ad avere su di me l’effetto di un trip, un pò come la carta da parati di quel pub vicino al convento dove spesso andavo ai tempi del gruppo politico e dove vado a volte anche adesso con una mia amica dei tempi dell’esercito delle 12 scimmie. Alla fine della cena, ho accumulato una pila di piattini che la Loren di C’era una volta mi avrebbe fatto un baffo a confronto,  e mi son sentita piena-triste-inutile come se avessi appena scoperto che in realtà i Nirvana avessero avuto l’ispirazione per comporre Never mind mentre si facevano una ballata in una discoteca a suon di trombette techno. Morale della serata: Marilù stasera andiamo al kaiten-sushi? Veramente io proporrei di andare al ristorante Sti cazzi, è proprio dietro casa e mi dicono che si mangia da Dio!

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13 thoughts on “Kaiten-sushi o Sti cazzi?

  1. quarchedundepegi ha detto:

    Mi hai fatto ridere.
    Io sono per il ristorante… o anche una trattoria.
    Ciao… buon pomeriggio.
    Quarc

  2. fra1959 ha detto:

    A me piace tanto “U pappece ‘a noce”… Mi pare non sia lontano da dove abiti… 😉

  3. ilgattosyl ha detto:

    no il giappo proprio non mi attira…(e un bel chissene?) . Però il nastro traposrtatore invece mi incuriosisce. Mi ricorda una storia di Topolino che lessi da bambino con dei disegni bellissimi.

  4. Moon ha detto:

    Beh, io vado al cinogiappocoreano (non si può che definire così) dove ti servono al tavolo. Niente rulli e mi mangio tutto il sushi che mi pare conversando amabilmente con chi è con me. Ma se devo scegliere, la trattoria A casa mia è quella che preferisco: posso mettermi accucciata sulla sedia, invece che seduta, posso mettere la musica che voglio… e poi il letto è a due metri 😉

  5. TADS ha detto:

    ahahahah… ho vissuto anche io una simile esperienza in un sushikò “all can you eat”, il nastro compiva un giro tipo circuito di formula1, in molti posti si avevano di fronte altri avventori. Me lo ricordo perché dall’altra parte, un tipo modello Giuliano Ferrara, si è ingozzato quello che una normale famiglia di quattro persone consuma in una settimana, nonostante avessi finito, sono rimasto ancora per qualche minuto nella convinzione scoppiasse da un momento all’altro.

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