Les amants du Pont Neuf

A me capita spesso che mi vengano in mente nel mezzo del nulla andante: scene di film o canzoni, versi di poesie o immagini di eventi passati e poi quando accade che mi si insinuano e attaccano dentro, non posso fare altro che riviverle. Così oggi è per questo film. L’ho amato tanto e mi è rimasto nel cuore…oggi di punto in bianco mi è apparsa dentro questa scena ed ho voluto rivederla. E’ questo che vorrei fare. Adesso. Vorrei correre e saltare e urlare e ballare..è questo che vorrei, magari insieme a te.

 

43

Il 28 marzo ho compiuto 43 anni. In pieno corona virus. Tempo prima si parlava con due amiche su cosa fare per il compleanno. Si spaziava tra un viaggio tutte tre, (la meta era la Puglia), o semplicemente  una cena tra intimi, anche perchè non è che mi piacciano tanto le feste di compleanno, soprattutto se la festeggiata sono io. Mi piacciono invece le feste dei bambini, quel caos pacifico di decibel a go go,  dove li vedi giocare, divertirsi, pasticciare, rincorrersi, urlare, dove ci sono le candeline, le torte pannose, i festoni colorati, i palloncini, ma da grande ho sempre pensato che non è che bisogna aspettare il compleanno per stare insieme. Lo si fa quando si vuole, senza occasione, con una birra ghiacciata e tanta voglia di stare insieme. Comunque quel fatidico giorno è arrivato, oltretutto quest’anno cadeva di sabato, alle 20:00  io ero già in pigiama. La cosa buffa, è che tutti si sono ricordati di farmi gli auguri, o quasi tutti. Come se la quarantena avesse dato carburante alla memoria della gente. Mia cugina che abita nella casa a fianco alla mia, mi ha fatto una torta e mi ha regalato una borraccia termica, che sto usando ogni sacrosanto giorno da quando l’ho ricevuta, perchè io non ho mai smesso di andare a lavoro, quindi ogni giorno mi son portata in ufficio una tisana diversa, (e con me ho avuto la mia amica erborista)…anche se solo virtualmente. E così sono passate queste settimane. Ormai non ho memoria di quando è iniziato tutto questo, mi sembra di vivere sempre lo stesso giorno, e anche se lo stesso è diverso. Esco solo per andare a lavoro, la spesa ormai me la faccio portare a casa. Vado in ufficio con la macchina, (ma questo merita un approfondimento in un altro post), svolgo un lavoro che avrei tranquillamente potuto svolgere da casa, ma aimè, i miei datori di lavoro non sono della stesso avviso. La differenza tra prima e dopo è che non posso ricevere utenti, di persona, quindi li seguo telefonicamente o online. Non ho contatti quindi con la gente se non con la mia collega, (in questo ufficio siamo solo in due).  Ritornando ai miei 43 che ormai sono in circolo nel sangue e nelle ossa…Vorrei ringraziare in particolar modo colui che in quel giorno, mi ha cantanto buon compleanno accompagnandolo con la chitarra. E’ stato il più bel regalo potessi riceve quest’anno. Ma un grazie va anche a tutti quelli che nonostante la distanza fisica, si sono avvicinati col cuore. Vi ho sentiti tutti. E non so se andrà tutto bene sinceramente. Ci sono buone probabilità che non sia così per tutti, ma non ci voglio pensare. Un passo alla volta. E poi si vedrà…

Intanto buon martedì a tutti!

Marilù

Brace

Anime fiammeggianti attonite
Squarciato il velo della cecità
A mezzo cielo in vuoto
Denso d’inganno figurativo
Tra ciò che hanno distrutto
E ciò che non gli toccherà
Appare la bellezza mai assillante né oziosa
Languida quando è ora e forte e lieve e austera
L’aria serena e di sostanza sferzante
Anima fiammeggiante soffoca
Smaniosa d’aria non ce la fa
Giorni spremuti e notti
Attinti a un pozzo profondo millenni
Il somigliare agli altri non la salva
Anima fiammeggiante zoppica
Zoppica brace non sa se ce la fa
Un gioco antico un bel gioco
Pericoloso solo per sé
Appare la bellezza mai assillante né…