Alien on board

A me non piace molto guidare. Ci sono arrivata tardi a guidare l’auto. E immagino che l’ho fatto solo perchè vivo in un posto dove se non hai l’auto, sei fottuto! I mezzi di trasporto funzionano malissimo da me e quindi per raggiungere i paesi vicini o la città, devi per forza avere un mezzo alternativo. Ai tempi delle medie imparai a portare il Sì blu della Piaggio, non so se qualcuno di voi se lo ricorda, per poterlo fare dovete essere nati almeno negli anni 70. Era di mia cugina Lucy, che quando prese la patente decise di darlo a me. Son rimasta a piedi non so quante volte, perchè finiva la miscela e non c’era nessuna spia ad indicartelo, te ne accorgevi solo quando il motorino si spegneva e allora dovevi iniziare a pedalare o a portarlo a mano. Per accenderlo dovevi pedalare velocemente e poi partiva, lo adoravo! All’epoca il casco non esisteva e nemmeno il patentino. Imparavi a guidare da autodidatta, idem per i segnali stradali e le regole da seguire. Eppure non ho mai fatto incidenti. Son caduta una sola volta da quel motorino, quando stavano facendo dei lavori stradali sul ponte vicino casa mia, io ero seduta dietro e guidava mia cugina, era sera e non c’erano nemmeno i lampioni stradali ed io feci un gesto automatico senza pensarci: misi la freccia allungando la mano, perchè ovviamente gli indicatori di direzione non c’erano sul motorino e dovevi metterli a mano, anzi a braccio, come si fa quando vai in bici, ricordo che per terra c’erano delle palle nere di ferro con sopra delle fiamme, immagino servissero per farti capire che c’erano dei lavori in corso, ed io allungando il braccio non vidi minimamente il segnale stradale che era stato posto proprio per quei lavori e lo colpii col braccio tirando il segnale per terra e cadendo ovviamente anche io dal motorino. Ricordo che rimasi a terra a ridere a crepapelle e che mia cugina che invece era rimasta seduta sul sì, mi guardò incredula prima di scoppiare a ridere anche lei. Ho fatto la gavetta su quel motorino per qualche anno fino ad arrivare ad avere il mio Mbk Evolis 50, col quale ho avuto il mio primo incidente serio (vi risparmio i particolari, ma è stato davvero un incidente brutto) e poi lo scooter che ho adesso che è un Liberty 150. A me è sempre piaciuta la vespa, ma poi non so per quale ragione non ho mai pensato di prenderne una. Per quanto riguarda l’auto, la uso per venirci a lavoro e poco altro. Da quando è iniziato il covid ho dovuto per forza prendere la macchina, perchè i treni son stati soppressi, e i bus al posto di aumentare son diminuiti. Se torno indietro nel tempo, posso vedere i semi di questa mio approccio non positivo verso le automobili da quando ero bambina ed ero l’unica del mio gruppo di amici a cui non piaceva andare nelle autoscontro, da noi chiamate “nduz nduz”. Dietro la mia auto c’è uno sticker che dice” Alien on board”, mi fu regalato da un amico tempo fa. Quell’aliena sono io. Giusto per essere chiari sul tema. Non è l’auto in sè che non mi piace, a volte è anche piacevole guidare con un bel sottofondo musicale, ma sono le cose di contorno che mi infastidiscono, in primis gli altri guidatori, tipo la gente che infrange continuamente il codice stradale, che suona il clacson, perchè è esaurita e non perchè ce ne sia davvero la necessità, poi c’è il problema del parcheggio, devi fare mille giri e al milionesimo giro, quando sei riuscito a trovare un posto, comunque sempre in Culonia, sei ormai esausto e di pessimo umore. Lo scooter è tutt’altra cosa, lo preferirò alla macchina anche quando sarò una vecchia decrepita, semmai arriverò ad esserlo. Sentire tutto con tutti i sensi senza avere intorno l’impalcatura dell’abitacolo, è qualcosa di indescrivibile. Ho sempre pensato che mentre sei tu a portare lo scooter, l’auto porta te. Forse è per questo che mi piace di più lo scooter, perchè sono io a portarlo davvero, con l’andamento del corpo nelle curve, diventa un tutt’uno con la persona che lo porta. Poi ovviamente c’è da dire che se ti becca un acquazzone improvviso mentre sei sullo scooter, tutta la poesia di poco fa, va a farsi fottere, insieme al tipo che vi sfreccia con l’auto accanto passando in una pozzanghera che vi colpisce come energia e vi fa maledire tutto e tutti.

Non so come mi sia venuta l’idea di questo post, vi lascio due immagini prese però dal web, uno è l’adesivo che ho sull’auto e l’altro di un sì identico a quello che portavo, uno scasso totale. Buon venerdì a tutti!

il motorino della foto era in un annuncio di vendita, quello di mia cugina Lucy è diventato parte della vallata dietro casa ormai, ma vi assicuro che è identico a quello della foto.

19 thoughts on “Alien on board

  1. denken00 ha detto:

    Il Sì è stato compagno anche di chi è nato dopo i 70. Fu la mia nave scuola per le due ruote, con cui non ho un rapporto eccellente, ma sicuramente ottimo. Lo portai a 11 anni la prima volta, caddi male. Poi direttamente a 15 anni uno dei primi liberty. L’auto è stata più familiare, ci ho corso e a 13 anni facevo le manovre in garage (qualche volta anche strusciate, ma era una station wagon) 🙂

    • crisalide77 ha detto:

      Sì, ottimo per imparare a gestire l’equilibrio, poi ovviamente era leggero, gli scooter di adesso son pesanti ma ovviamente più performanti. Per me non ha mai avuto nulla di familiare l’auto, mi piace molto di più essere scarrozzata che portarla io. Ovviamente nel secondo brutto incidente che ho avuto, stavolta in auto, non guidavo io. Ma non ci crederai, l’ho fatto nella stessa curva dove mi sono sfracellata anni prima con lo scooter!

  2. francesco1959 ha detto:

    Bellissimo come sempre, il tuo post.. Mi ricordo benissimo il Sì della Piaggio che non ho mai posseduto, perché cosa a me proibita. Il liberty sono stati tentato più volte di comprarlo, ma ormai non mi interessa più. Mi sono addormentato giovane e al risveglio ero vecchio vecchio vecchio. Presi la patente appena compiuti i 18anni, ed ebbi la mia prima auto. Una stupenda 500 color limoncello… E infatti era chiamata da tutti i miei amici ‘a limuncella… Poi scoprii che era un rottame quanto a motore… Sentivo sempre un rumore sinistro (perché sinistro e non destro?) provenire da dietro. Finché, aperto il cofano motore, vidi alcuni pezzi importanti, pensai, ballare e saltarellare alla grande, senza bulloni. Ecco perché consumava benzina come una Porsche. E poi le macchine nduz nduz… Proprio così le chiamavamo anche qui…
    Ciao, bella figliola…

  3. quarchedundepegi ha detto:

    È bello quello che hai scritto.
    È un piacere ritrovarti.
    Buona notte.
    Quarc

  4. Paolo Oreto ha detto:

    io ho avuto, tra i tanti, un Boxer, blu sella lunga….ma mai spettacolre come il ciao, in due sul sellino…che dolore…li

  5. Paolo Oreto ha detto:

    ma sopratutto, riguardo glialieni, una canzone che ho fatto mia….
    Io vengo dalla Luna
    Che il cielo vi attraversa
    E trovo inopportuna la paura per una cultura diversa
    Che su di me riversa la sua follia perversa
    Arriva al punto che quando mi vede sterza
    Vuole mettermi sotto ‘sto signorotto
    Che si fa vanto del santo attaccato sul cruscotto
    Non ha capito che sono disposto
    A stare sotto
    Solamente quando fotto
    (Torna al tuo paese sei diverso)
    Impossibile, vengo dall’Universo
    La rotta ho perso, che vuoi che ti dica?
    Tu sei nato qui perché qui ti ha partorito una fica
    In che saresti migliore?
    Fammi il favore compare
    Qui non c’è affare che tu possa meritare
    Sei confinato ma nel tuo stato mentale
    Io sono lunatico e pratico dove cazzo mi pare
    Io non sono nero
    Io non sono bianco
    Io non sono attivo
    Io non sono stanco
    Io, non provengo da nazione alcuna
    Io, sì, io vengo dalla Luna
    Io non sono sano
    Io non sono pazzo
    Io non sono vero
    Io non sono falso
    Io, non ti porto jella né fortuna
    Io, sì, ti porto sulla Luna
    Io, vengo, dalla Luna
    Io, vengo, dalla Luna
    Io, vengo, dalla Luna
    Io, vengo, vengo
    Ce l’hai con me perché ti fotto il lavoro
    Perché ti fotto la macchina
    O ti fotto la tipa sotto la Luna
    Cosa vuoi che sia poi?
    Non è colpa mia se la tua donna di cognome fa Pompilio come Numa
    Dici che sono brutto, che puzzo come un ratto
    Ma sei un coatto e soprattutto non sei Paul Newman
    Non mi prende che di striscio la tua fiction
    Io piscio sul tuo show che fila liscio come il Truman
    Ho nostalgia della mia Luna leggera
    Ricordo una sera, le stelle d’una bandiera ma era
    Una speranza era
    Una frontiera era
    La primavera di una nuova era, era
    (Stupido ti riempiamo di ninnoli da subito
    In cambio del tuo stato di libero suddito)
    No, è una proposta inopportuna
    Tieniti la Terra uomo, io voglio la Luna
    Io non sono nero
    Io non sono bianco
    Io non sono attivo
    Io non sono stanco
    Io non provengo da nazione alcuna
    Io, sì, io vengo dalla Luna
    Io non sono sano
    Io non sono pazzo
    Io non sono vero
    Io non sono falso
    Io non ti porto jella né fortuna
    Io, sì, ti porto sulla Luna
    Io, vengo, dalla Luna
    Io, vengo, dalla Luna
    Io, vengo, dalla Luna
    Io, vengo, vengo
    Non è stato facile per me
    Trovarmi qui
    Ospite inatteso, peso indesiderato, arreso
    Complici satelliti che riflettono un benessere artificiale
    Luna sotto la quale parlare d’amore
    Scaldati in casa davanti al tuo televisore
    La verità della tua mentalità
    È che la fiction sia meglio della vita reale
    Che invece è imprevedibile
    E non è il frutto di qualcosa già scritto
    Su un libro che hai già letto tutto
    Ma io, io, io no, io, io io
    Io (io), vengo (vengo), dalla Luna
    Io (io), vengo (vengo), dalla Luna
    Io (io), vengo (vengo), dalla Luna
    Io (io), vengo (vengo), vengo (vengo)

  6. Paolo Oreto ha detto:

    lo sai che sono stupido…

  7. Paolo Oreto ha detto:

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