Is This Love

 

 I want to love you
I want to love you, and treat you right
I want to love you, every day and every night
I want to love you, and treat you right
I want to love you, every day and every night
We’ll be together, with a roof right over our heads
We’ll share the shelter, of my single bed
We’ll share the same room
Is this love, is this love, is this love

 

Piano con l’Affetto

Per Damien

Stanotte non ho più consigli nè idee
mi restano poche sorprese
conto i secondi e li finisco così
questi attimi di lunghe attese
Trascinami di nuovo sui tuoi colli ispidi
ma prova a non precipitare per primo

Fermati ancora un attimo
e vacci piano sai piano con l’affetto

Piano con l’ffetto
potresti uccidermi così
ti prego vacci piano
solo per il mio bene
potresti anche uccidermi

 

Can’t Stand Losing You

Per Damien

 

I can’t, I can’t, I can’t stand losing
I can’t, I can’t, I can’t stand losing
I can’t, I can’t, I can’t stand losing
I can’t, I can’t, I can’t stand losing
I can’t, I can’t, I can’t stand losing
I can’t, I can’t, I can’t stand losing
I can’t, I can’t, I can’t stand losing
I can’t, I can’t, I can’t stand losing
I can’t, I can’t, I can’t stand losing
I can’t, I can’t, I can’t stand losing
I can’t, I can’t, I can’t stand losing
I can’t, I can’t, I can’t stand losing
I can’t, I can’t, I can’t stand, can’t stand losing you

Vicini

 

D’oro giada bordeaux si tinge il mondo
Bagliori d’amaranto viola la fine
Segue lo sguardo il montare della sera dal fondo delle valli
Oscura arresa al buio
La terra penetra il cielo
La terra penetra il cielo
Scioglie il suono del tuono la tensione del cuore
In canto in danza in movimento in mille sfumature
Molto elegante il gusto della forma del colore
Solido intenso nulla
Compiuto levitante
E’ l’aria l’elemento
Il vuoto la sostanza
Vicini per chilometri vicini per stagioni
Sulle tracce dei lupi che fuggono le guerre degli umani
Vicini per chilometri vicini per stagioni
Traversando frontiere che preparano le guerre di domani
Vicini per chilometri vicini per stagioni
C’è modo e luogo di scoprire che il confine è d’aria e luce
D’Aria e Luce
Scioglie il suono del tuono la tensione del cuore
In canto in danza in movimento in mille sfumature
E poi tu dici – dormi – il sonno viene
E poi tu dici – sveglia – se ne va
E poi tu dici andiamo
E poi tu dici andiamo…….

Ti sei accorta anche tu che siamo tutti più soli?

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Ringrazio un mio amico, un mio nuovo amico che mi ha mandato le foto da Bologna in questi giorni e in un certo senso è come se ci avessi passeggiato io stessa per quelle strade, grazie! Lo so, se leggerai queste parole, forse ti verrà da pensare, ma già siamo amici? Bè, mi piace pensare che lo stiamo diventando, che anche se ci conosciamo da poco, si stiano muovendo buone energie tra noi, fluttuanti come le canzoni dei Thievery Corporation. E’ raro conoscere persone che hanno un’anima fiammeggiante sotto strati di oscurità. E quando ci capita di imbatterci in qualcuno così, non posso fare altro che ritenermi fortunata, affinchè sia successo e mi sia stata data questa possibilità. Anche solo per un attimo, per una semplice condivisione, per una chiacchierata, uno scambio di sguardi.

Io sono a letto esattamente da una settimana. Diagnosi: varicella. Che gran botta di culo passare le feste così! Non che avessi programmi mondani. Ma di sicuro non avevo intenzione di passare tutti questi giorni in quarantena e di avere l’aspetto di una partecipante ad un provino per un film horror. Tutto è iniziato la settimana scorsa. Venerdì scorso, la mattina sono andata presso un nuovo comune, ovviamente su una montagna, non sia mai mi capitasse che scegliessero delle location agevoli da raggiungere,  poi sono stata  in ufficio centrale, poi allo sportello dell’infomagiovani fino a sera. Mi sentivo strana. Avevo freddo, e poi caldo ed ero piena di dolori alle ossa e mi sentivo vacua, annebbiata, confusa, come se non riuscissi a trattenere i pensieri, a fermarli.  Ho pensato che stessi covando l’influenza e non so davvero come abbia fatto ad arrivare alla stazione per prendere l’ultimo treno della sera. Ricordo tutto come se fosse un sogno. Sul treno sento un tipo che fischietta Last Christmas di George Michael ed io guardo fuori dal finestrino e vedo tutto buio e mi chiedo come farò a scendere dal treno se non vedo i nomi delle stazioni nel buio della sera? Il treno è del 15/18, un treno con un solo vagone, nessun monitor ad indicarti le stazioni, nessun altoparlante. Proprio uguale ai treni dell’Olanda, penso. Mi addormento, la febbre sta salendo, ogni tanto apro gli occhi per assicurarmi di non aver superato la stazione dove devo scendere, allora mi faccio forza e  mi alzo. Penultima fermata, poi c’è la mia. Quando sto scendendo sento qualcuno che mi dice: “Hey, Aspetta!”. E’ un pendolare come me che ha condiviso le disavventure di soppressioni di treno, ricerche di bus sostitutivi e altre cose che capitano a chi come noi, si sposta purtroppo coi mezzi di trasporto pubblico. Mi si avvicina sorridente e mi dice: “volevo farti gli auguri di Natale ma non ci siamo mai detti come ci chiamiamo.” In effetti aveva ragione, abbiamo parlato chissà quante volte e non sappiamo i nostri nomi, vorrei poterti dire mio caro amico pendolare: Che cos’è un nome? Quella che chiamiamo “rosa” anche con un altro nome avrebbe il suo profumo, e così penso che mi avrebbe evitata per il resto della sua vita. Ma ovviamente, mi limito a dirgli il mio nome e ad abbracciarlo, spero di cuore di non averlo infettato col virus che in quel momento non sapevo di avere. Mi viene da sorridere perchè una cosa del genere è una cosa “alla me” e vedendo che l’iniziativa è di qualcun altro mi fa pensare che forse non siamo poi così diversi dagli altri. In questi giorni oltre a non aver visto nessuno, e non è un male, perchè disintossicarmi dalla gente nei periodi di festa non può che farmi bene, ho avuto la possibilità di rivedere i Guerrieri della notte, film che ho sempre adorato, e soprattutto di leggere, anzi divorare L’Esorcista di William Peter Blatty, consigliatomi sempre dal mio nuovo amico che ho citato all’inizio del post e che non posso che ringraziare per avermi dato la possibilità di conoscere questo capolavoro. Emozioni, brividi e riflessioni. Tutto quello di cui avevo bisogno in questo periodo particolare. Grazie S.