Che te lo dico a fare

Oggi parlando con Gintoki, mi ha proprio citato questa frase e ci stava alla grande nel discorso che stava facendo e mi è venuta in mente una sfilza di volte in cui questa frase ci starebbe a pennello!
Inizio ora, ma penso che riprenderò questo post anche in futuro, futuro molto vicino.
Tra i momenti in cui potrei dire queste parole, mi viene in mente:
– il tipo che frequenti è di nuovo nella fase: follia andante, ed io: ma che te lo dico a fare!
oppure:
-ho perso una mattinata per andare dal gestore del gas e risolvere il casino che hanno fatto, ma l’ufficio è chiuso, ovviamente solo stamattina, ma che te lo dico a fare!
-Una delle mie migliori amiche mi dice che devo trovarmi un uomo e anche al più presto, perchè ormai sono vecchia, ma che te lo dico a fare!
-Ho i capelli che sembrano un cespuglio di more, ma che te lo dico a fare!
Dormo al massimo tre ore a notte, ma che te lo dico a fare!
-Ho smesso di prendere le benzodeazepine, perchè oltre a farmi dormire mi rallentavano qualsiasi processo mentale o sensazione o stimolo di qualsiasi gamma, ma che te lo dico a fare!
– Ho smesso di andare dal mio doc, perchè oltre al fatto di aver raggiunto una consapevolezza piena del disastro che ho dentro, sono consapevole anche che molto probabilmente le cose devono andare così e non le cambia lui o qualcun altro, ma vanno allo sfascio da sole, e che te lo dico a fare!
-La gente continua a dire un sacco di balle spaziali e tu continui a crederci, ma che te lo dico a fare!
-Mi hanno prenotato un aereo al posto del treno, pur sapendo che odio la trafila pre-volo, ma che te lo dico a fare!
-Nonostante non abbia più 15 anni, mi sento ancora in una fase adolescenziale in cui mi sento a disagio in questo mondo, fuori posto e a dirla tutta una disadattata totale, ma che te lo dico a fare!
– la maggior parte delle persone che frequento pensa che io sia felice, ma che te lo dico a fare!
Ho capito che potrei continuare all’infinito e che il mio sociogatto, o gattosocio ha messo in moto un meccanismo folle e aggiungo e che te lo dico a fare! Grazie Gin!

Il posto delle fragole

Non fatevi ingannare dal titolo del post, non voglio parlarvi del film di Ingmar Bergman, che se non avete visto, vi consiglio però di guardare. Ma il discorso che vi sto per raccontare, mi ha fatto pensare proprio a quel film, voi direte ma perchè? Non lo so,  ma la mente è complessa, fa dei giri strani, che neanche io riesco a spiegarmi, ma poi,  comunque conduce lei e da qualche parte ti porta, e a me mi ha portata proprio nel posto delle fragole.

L’altro giorno nel bel mezzo di un discorso in cui si parlava di libri, te ne sei uscita con: “Lo sai che ho trovato un posto molto bello dove andare a leggere in tranquillità? ”

Ed io: “dove?”

E tu: “al cimitero!” (e non posso purtroppo descrivervi a parole, l’entusiasmo con il quale mi ha fatto questa confidenza). Ma ha continuato dicendo: ” Ci sono delle panchine molto tranquille dove nessuno ti da fastidio, ci sono alberi intorno e c’è un silenzio (non ha detto tombale, ma io l’ho pensato, ingiustamente, ma l’ho pensato) “! Devi assolutamente andarci anche tu! Se vuoi, la prossima volta che ci vado, ti passo a prendere e ci andiamo insieme, ti va?”

Io non ho detto nulla,  ho solo fatto un cenno di assenso  con la testa ed un sorriso (almeno credo che quello fosse un sorriso), ma non ho aggiunto parole, forse,  perchè non c’era nulla da aggiungere. Ha detto tutto lei. Insomma, c’è solo da provare. E’ un pò come quando ti consigliano di andare in un locale dove fanno un mojito strepitoso, voi non ci andreste?

Io sì! E questa proposta l’ho presa come se mi avesse detto: andiamo al posto delle fragole?