Diario di un’aspirante suicida

Il tempo metereologico di oggi è lo specchio perfetto di quel che sento. Luce senza luce, freddo autunnale, terra bagnata da pioggia passata, le foglie sugli alberi ondeggiano sapendo che tra non molto gli toccherà morire, per poi rinascere ancora, sempre che qualche buon intenzionato non abbia abbattuto l’albero che le accoglieva o non abbia deciso, per qualche ignota ragione, di recidere i rami dove un tempo  le foglie danzavano. L’albero di noci è lì, che mi guarda e mi rimprovera, perchè lui sa.

Muto spettatore della mia vita, rimane lì immobile negli anni, mi vede crescere, andare via e tornare, mi vede sbagliare, piangere e morire, mi vede affannarmi per un pezzetto di vita serena, solo un piccolo pezzo, mi basterebbe, se non fosse che c’è qualcosa che non riesco ancora a comprendere, io sento che c’è qualcosa che non funziona. E mi sento a disagio.  E sì, che ancora sbaglio a soffermarmi su queste cose, e sì, che imparo e dimentico, inciampo e zoppico e mi fermo nel mio altroquando, e mi perdo. Ma è proprio così importante ritrovarsi? Per poi fare cosa? Per poi andare dove? Per poi stare in quale maledetto o benedetto modo?

Non so rispondere, se qualcuno si soffermasse a guardarmi in questo periodo, scorgerebbe qualche indizio inquietante, forse. Ma nessuno si sofferma, lo faccio ora io.

Sto leggendo i diari di due donne che si son suicidate. Punto zero.

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Se io fossi…Sherlock Holmes

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 Oggi svuotando il contenuto della mia borsa sul letto, perchè ero alla ricerca di una penna, mi è venuto in mente un programma televisivo che trasmettevano anni fa, in cui un concorrente si trasformava in detective che doveva trovare il proprietario di un oggetto smarrito, un oggetto comune, come una valigia, un’agenda, una giacca. Tramite questo oggetto, si può sapere quasi tutto del suo proprietario: età, sesso, che lavoro fa, se è sposato e altro, fino a rintracciare, grazie all’intuito, il proprietario dell’oggetto smarrito, che alla fine diventa il protagonista invisibile del programma. L’unico aiuto che concorrente aveva, era il telefono con relativi elenchi telefonici di tutta Italia.
Chissà dagli oggetti usciti fuori dalla mia borsa cosa si capirebbe di me!? P.s. uno degli oggetti mancanti è sicuramente il cellulare, quello mi è servito per fare la foto.