Sono un’idiota

In questo preciso momento sono al lavoro. Dovrei lavorare e non scrivere sul blog, ma chi se ne frega! Sto lavorando talmente tanto in questo periodo che a volte ho la sensazione di non essere più umana, ma di aggirarmi barcollando in un tunnel sott’acqua. Mentre percorrevo i vicoli del centro storico diretta al mio luogo di lavoro del mercoledì, (che ovviamente è diverso da quello degli altri giorni della settimana, visto che sono un’operatrice itinerante), mi sono fermata sempre nello stesso punto, sotto quelle tre finestre. Lo faccio ogni mercoledì, e penso sempre che se mi vedesse qualcuno, potrebbe pensare che sto aspettando che una fantamotica persona si affacci ad una di quelle finestre o che sono una guardona alla ricerca di chissà quale scena da captare tra le tende. Ma loro non sanno, non sanno che in realtà sono un’idiota. Non sanno che mi fermo sempre in quell’angolo e che guardo in alto e che ogni volta che provo a non farlo, e aumento la velocità tirando  dritto, poi vengo spinta come da una forza invisibile a tornare indietro e a lanciare uno sguardo verso quelle tre finestre. Perchè? perchè in quel mercoledì di fine agosto che tu mi hai cancellato dalla mia vita, poco prima che accadesse, ero passata esattamente sotto quelle finestre e c’era un gatto che guardava fuori. Tutti i mercoledì da quel giorno, faccio sempre la stessa cosa, nella speranza di rivedere quel gatto. Non l’ho più rivisto, come non ho più sentito te. Non so come stai, cosa stai facendo, dove tu sia e se sei felice adesso. Non so più nulla. E chissà perchè cerco quel gatto ancora, forse per avere la sensazione che anche tu ci sia ancora, da qualche parte e che io possa ancora essere in te in qualche modo, qualsiasi modo.micio impiccione (1).png

 

Mare dentro

ma mere

E’ lo specchio del mio dentro di questo periodo. Agitato, sommerso, risucchiante, tempestoso. E tu che pensavi che il mare non mi piacesse…quante cose non hai conosciuto di me. Adesso ci passo quasi ogni giorno a salutarlo il mare, come un amico lontano, che si ritrae e poi avanza, dispettoso e inaspettato, sempre diverso, non è mai lo stesso, mai. Un pò come siamo noi umani, sempre diversi da come ci vedono gli altri, a volte irriconoscibili anche a noi stessi. Come la me di adesso.