Dalai Lama Glama Coffee Sgu

coffee sgu.jpg

Tempo fa, mentre ero in treno, ho visto dei lama scorazzare in un recinto. E ti ho subito mandato un messaggio per dirtelo. Tu avevi pensato che io avessi visto un gruppo di Buddhisti ed io ricordo che ho iniziato a ridere a crepapelle per il gioco di parole che ti aveva fatto capire altro. E’ passato tanto tempo da quel giorno ed ogni volta che passavo di là, mi concentravo per intercettare i lama, ma non li ho mai più rivisti, ed ho pensato di essermeli immaginati, fino ad oggi, che ero sul treno, distratta e stanca e all’improvviso li ho visti e li ho guardati bene, per esser certa che non fossero cavalli o un altro genere di animale. Ecco, sono dei lama! Solo che non te lo posso dire adesso che tu non ci sei. Il gatto sul davanzale non c’era, lo immagino acciambellato su una poltrona di questo appartamento al primo piano del centro storico, ignaro del fatto che io lo cerco ogni mercoledì, e venerdì, che passo di là. E tu chissà se adesso vivi con uno o più gatti. E’ così che ti immagino adesso, sdraiato sul letto con un gatto accoccolato a te. Oggi mi sento particolarmente triste. E’ brutto anche scriverlo, ma penso di avere qualche linea di febbre e mi sento una stanchezza dentro che non ha un nome, un colore. Sono semplicemente io. C’è il barista del bar della sede di lavoro vicino al mare, che ogni volta che prendo il caffè macchiato mi fa qualche disegno sulla schiuma del latte. Ieri gli ho chiesto di scrivere il tuo nome (il nome con cui ti chiamo io), e il giorno prima mi aveva regalato un pacchetto immaginario di Natale. Altra nota stonata. Ti ho preso il regalo di Natale, anche se sono mesi che non mi rivolgi la parola e non saprei neanche dove spedirtelo adesso. Lo vedi? continuo ad essere un’idiota. E non ne sono dispiaciuta affatto.

cof.jpg

Sono un’idiota

In questo preciso momento sono al lavoro. Dovrei lavorare e non scrivere sul blog, ma chi se ne frega! Sto lavorando talmente tanto in questo periodo che a volte ho la sensazione di non essere più umana, ma di aggirarmi barcollando in un tunnel sott’acqua. Mentre percorrevo i vicoli del centro storico diretta al mio luogo di lavoro del mercoledì, (che ovviamente è diverso da quello degli altri giorni della settimana, visto che sono un’operatrice itinerante), mi sono fermata sempre nello stesso punto, sotto quelle tre finestre. Lo faccio ogni mercoledì, e penso sempre che se mi vedesse qualcuno, potrebbe pensare che sto aspettando che una fantamotica persona si affacci ad una di quelle finestre o che sono una guardona alla ricerca di chissà quale scena da captare tra le tende. Ma loro non sanno, non sanno che in realtà sono un’idiota. Non sanno che mi fermo sempre in quell’angolo e che guardo in alto e che ogni volta che provo a non farlo, e aumento la velocità tirando  dritto, poi vengo spinta come da una forza invisibile a tornare indietro e a lanciare uno sguardo verso quelle tre finestre. Perchè? perchè in quel mercoledì di fine agosto che tu mi hai cancellato dalla mia vita, poco prima che accadesse, ero passata esattamente sotto quelle finestre e c’era un gatto che guardava fuori. Tutti i mercoledì da quel giorno, faccio sempre la stessa cosa, nella speranza di rivedere quel gatto. Non l’ho più rivisto, come non ho più sentito te. Non so come stai, cosa stai facendo, dove tu sia e se sei felice adesso. Non so più nulla. E chissà perchè cerco quel gatto ancora, forse per avere la sensazione che anche tu ci sia ancora, da qualche parte e che io possa ancora essere in te in qualche modo, qualsiasi modo.micio impiccione (1).png

 

Mare dentro

ma mere

E’ lo specchio del mio dentro di questo periodo. Agitato, sommerso, risucchiante, tempestoso. E tu che pensavi che il mare non mi piacesse…quante cose non hai conosciuto di me. Adesso ci passo quasi ogni giorno a salutarlo il mare, come un amico lontano, che si ritrae e poi avanza, dispettoso e inaspettato, sempre diverso, non è mai lo stesso, mai. Un pò come siamo noi umani, sempre diversi da come ci vedono gli altri, a volte irriconoscibili anche a noi stessi. Come la me di adesso.