Il Vocaboletano – #36 – Il guappo

Shock Anafilattico

Uno dei termini più noti del vocabolario napoletano, tal da essere entrato anche nel linguaggio italiano, è il guappo.

Questa parola identifica quel che ai tempi era il bravaccio, persona sbruffona, smargiassa e prepotente, che si atteggiava a padrone del quartiere come mediatore di controversie, vendicatore (ad esempio contro chi aveva oltraggiato l’onore di una donna) e riscossore di crediti non saldati.

Per questa sua inclinazione a essere la persona di fiducia della zona – eran contesti dove la giustizia dello Stato era assai poco presente – il guappo amava molto la visibilità. Si mostrava sempre ben vestito, pettinato, conciato come un damerino a volte fuori contesto rispetto alla povertà della sua zona. Ma il guappo essendo molto pieno di sé non se ne curava, anzi.

Per tal sua presenza fisica alcuni ne rintracciano l’etimologia nella parola spagnola guapo (bello).

Altri ancora lo fanno risalire al latino vappa

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Il Vocaboletano – 34 – L’uosemo

Shock Anafilattico

Ricordo che una sera, dopo una cena a base di pesce quando ormai la tavola era stata già ripulita, si affacciò in cucina la gatta. Miagolava con tono insistito e disperato, quello che utilizza di solito quando vuol qualcosa: si era svegliata tardi e aveva mancato il pesce, anche se ne restava nell’aria l’odore.

Madre esclamò “Ten l’uosemo”.
La guadai stranito. Ma che cacchio voleva dire?

In pratica, l’uosemo è la capacità di percepire qualcosa che non è tangibile, che si avverte nell’aria anche se non si vede. Un esempio concreto è il fiuto del cane, che segue piste invisibili all’occhio umano. Difatti uosemo vuol proprio dire fiuto.

Si tratta di un arcaismo derivato direttamente dal greco antico: ὀσμή (osmé), che vuol dire appunto odore, fiuto. Dal termine greco deriva anche l’italiano usmare, parola desueta che ha lo stesso significato: odorare.


Da cui deriva anche un gioco di parole lombardo…

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Reflex blinks: scritte

Indelebili tratti de-scrivono umane vicende

REFLEX BLINK OCCURS IN RESPONSE TO AN EXTERNAL STIMULUS, SUCH AS CONTACT WITH THE CORNEA OR OBJECTS THAT APPEAR RAPIDLY IN FRONT OF THE EYE. A REFLEX BLINK IS NOT NECESSARILY A CONSCIOUS BLINK EITHER; HOWEVER IT DOES HAPPEN FASTER THAN A SPONTANEOUS BLINK.

Pics by Crisalide77 & Rospo

 

Il Vocaboletano – #30 – Fittiare

Shock Anafilattico

Test clinici dimostrano che d’estate è cosa comune far nuove conoscenze sentimentali e dedicarsi ad approcci anche invadenti quando le altre persone magari vorrebbero soltanto rilassarsi in pace.

In termini di invadenza, il napoletano, in tempi passati quando il corteggiamento si svolgeva soprattutto (o soltanto) a distanza come in un romanzo di Jane Austen, ha sviluppato una forma di approccio interessato molto particolare: il fittiare.

Fittiare vuol dire guardar da lontano, in modo continuato e con intenso desiderio. Lo scopo è quello di rendere palese il proprio interesse all’altra persona e attendere che, una volta inviato il messaggio telepatico, si riesca a combinare qualcosa (magari finire con l’ammoccarsi ->vedasi).

La fittiata in genere andava avanti finché la donna, infastidita, si alzava e se ne andava oppure quando accorreva qualche giovane a lei legato da parentela o relazione per far capire, senza tanti giri di parole (->paliatone

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Lang lang, spritz e consigli scritti sui muri dei bar

Lang Lang fa l’amore col pianoforte, accarezza i tasti e sprigiona volteggi e passione, accende emozioni inaspettate, fuori i fuochi d’artificio accompagnano questa colonna sonora di questa atipica serata di un 10 agosto qualsiasi, la tipa coi capelli color verderame manipolava il ginocchio del suo moroso su un divanetto, mentre lui a mio avviso pensava a quando sarebbe finalmente entrato dentro di lei. Almeno questo ero quello che è venuto in mente a me mentre bevevo lo spritz stasera, e mentre Jim Morrison mi lasciava messaggi subliminali tra una patatina e una pizzettina, che lo so che ho parlato tanto oggi, e ho addirittura tolto il primato alla mia amica di sventura, che da quando sa che si trasferirà a Polentonia, è diventata taciturna e mi ha dato spazio per delirare a ruota libera,  ma se in ufficio ( e questo accadeva oggi) ti piomba un tipo che è stato licenziato (a detta sua, ma è tutto da verificare) e mi chiede se posso chiamare il  commercialista del suo posto di lavoro e farmi dare la lettera di licenziamento, perchè lui ha preso a pugni il suo datore di lavoro, allora non venitemi a dire che non mi merito uno spritz, anche perchè il mese No alcol, no droga, no sesso è strafinito da un pezzo. Ma il tramonto di stasera era quasi insopportabile ed io non ho potuto non pensare a Manfred che è in una gabbietta in attesa di poter guarire e spiccare di nuovo il volo, alla signora Tina che è a letto inchiodata da un femore rotto, ma che resiste e insiste e che mi insegna a non fermarmi, anche quando avrei tutte le ragioni per mandare tutto a puttane. Ma mi aspetta lo zaino del viaggiatore da riempire, in questo caso della viaggiatrice, e partire! Ma non ora, non ancora. f9e5a6a5-97c1-4093-b397-6697b69b2430.jpgbe22d90a-a0f5-4ee8-948a-3f6917f95f52.jpg07b0a7f4-51de-440f-a647-7eba7ab02267.jpg Sempre se nel frattempo non si apre qualche altra voragine intorno o dentro di me. Ma vogliamo urlarlo forte: FUTTITINNI! and go on…