Duro al banco e pareciate al colpo

Lui che remava fra Zante e Malamoco
mani piagate e lo sguardo distante
lei che sfioriva con poco per poco
persi i profumi del mar di levante

Ricorda quei sorrisi e frasi argute
voci lievi scivolano sulle onde
brusche parole -non sono mai mute-
travolgono i giudizi sulle bionde

E quello che dice è quasi sussurro
un filo di fumo smarrito nel vento
un antico prete vestito d’azzurro
lasciato solo a morire in convento
.

“duro al banco e pareciate al colpo” era un avvertimento dato ai rematori delle galere veneziane nel 16° secolo, per prepararli all’urto dello speronamento di un’altra nave.

duro al banco = rimani saldo al banco (di voga)

pareciate al colpo = preparati all’urto

Oggi è rimasto come modo per dire “tieni botta, non mollare”

G.M.Z.

Milk and Honey

 

Gold and silver is the autumn
Soft and tender are her skies
Yes and no are the answers
Written in my true love’s eyes

Autumn’s leaving and winter’s coming
I think that I’ll be moving along
I’ve got to leave her and find another
I’ve got to sing my heart’s true song

Round and round the burning circle
All the seasons: one, two, and three
Autumn leaves and then there winter
Spring is born and wanders free

Gold and silver burns my autumns
All too soon they’d fade and die
And then I’d know, there’d be no others
Milk and honey were their lies

Schegge bagnate

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E anche questo novembre sta scivolando via tra giorni di pioggia, lenzuola umide mosse dal vento, alberi nudi e foglie scricchiolanti, panchine solitarie e vuoti d’anima,  anche se quelli persistono ad ogni stagione.  Dai cumignoli dei camini si inerpica verso il cielo un fumo carico di ricordi,   che riporta in superficie da un lontano passato, immagini di caldarroste e di famiglia. Quando ero piccola, passavo molto tempo a casa di una delle mie zie preferite, e ricordo che lei usava per riscaldarsi il braciere, quello che noi in dialetto chiamiamo a “vrasera” e che si è scoperto più tardi essere nociva per la salute, ma mi fa ridere questa cosa, perchè viviamo in posti saturi di smog, non sappiamo cosa mangiamo e siamo bombardati da onde elettromagnetiche e da altre cose anche peggiori, e invece se la vanno a prendere con la vrasera, che adesso risulterebbe anche demodè oltre che nociva, ma nei miei ricordi occupa sempre un posto accogliente. Certi pezzi di passato rimangono talmente vividi nella mente, che sembra quasi di averli vissuti ieri. Però come sono strani i ricordi! Due delle mie amiche più care, che conosco da quando andavamo all’asilo mi dimostrano che quel che ci rimane dentro è soggettivo e condizionato da vari aspetti, infatti  quando ripercorriamo avvenimenti dell’infanzia, mi rendo conto che ognuna di noi si ricorda un pezzo diverso di quel periodo della nostra vita, e che molto probabilmente i ricordi persistono a seconda della nostra esperienza, della nostra sensibilità. Io per esempio mi ricordo che all’asilo col proiettore ci facevano vedere dei cartoni, in particolar modo ricordo quello della gallina dalle uova d’oro. Invece una delle mie amiche, si ricorda che ci facevano sparecchiare la tavola e riordinare. Io ricordo pure che al refettorio c’era una bimba che vomitava sempre e che suor Aurelia portava la segatura per raccogliere il vomito. Loro questo non lo ricordano. Ricordo anche che avevo sempre le ginocchia sbucciate e che tutte quelle recite che ci facevano fare con quei vestiti da Rossella O’ hara, non mi piacevano affatto, evidentemente il germoglio della dark era già in me.

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Reflex blinks: Novembre

Decadenti stagioni arrossano nude chiome

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REFLEX BLINK OCCURS IN RESPONSE TO AN EXTERNAL STIMULUS, SUCH AS CONTACT WITH THE CORNEA OR OBJECTS THAT APPEAR RAPIDLY IN FRONT OF THE EYE. A REFLEX BLINK IS NOT NECESSARILY A CONSCIOUS BLINK EITHER; HOWEVER IT DOES HAPPEN FASTER THAN A SPONTANEOUS BLINK.
PICS BY: CRISALIDE77 & ROSPO