Waiting for Fall

Suona male, aspettare l’autunno quando siamo in piena estate? Che suoni male o meno, io odio il caldo e quindi voglio che finisca il prima possibile. Il clima influenza il mio stato d’animo? Direi di sì. Mi sono svegliata come se non fossi mai andata a dormire. Ieri sera Dalì non ne voleva sapere di dormire, mi ha fatta penare non poco per farlo calmare, poi stanotte l’afa ha fatto il resto. Stamattina quando ho messo in moto l’auto l’affittuario delle vacanze mi ha detto: “Marilù non mi sembri convinta di andare a lavoro?” In effetti penso di avere un’espressione del viso dove si legge tutto, sottopensieri e substrati del sottosuolo interiore. Sono trasparente, ma di questo non mi meraviglio. Non sono mai stata brava a simulare nulla. E di sicuro questo non mi ha reso le cose semplici in certe situazioni. Ho un formicolio che parte dalle estremità delle dita e pian piano sale fino al polso, penso che tra poco le mani smetteranno di scrivere. Il calcio è al minimo storico nel mio organismo e sembra non voler risalire affatto.

La cosa bella di questo periodo è che in ufficio siamo solo in due. Ancora fino alla prossima settimana. Un’altra cosa che apprezzo è la mancanza di traffico per arrivare a lavoro e il fatto che riesco a trovare un posto nel parcheggio anche all’ombra degli alberi, cosa impossibile quando ricomincia la scuola e per parcheggiare devi praticamente fare fuori qualcuno a colpi di crick.

Finite le cose belle.

L’otite e il mal di gola non mi mollano. Amici non ne vedo manco nel cannocchiale, inizio a pensare di non averne affatto. Ma io sono una buona amica? Non lo so, inizio a pensare di no. Uno dei miei più cari amici durante il lockdown si è fidanzato e da allora: puff! Scomparso completamente. L’anno prossimo si sposerà e mi ha chiesto di fare da testimone al suo matrimonio. Ecco, questa dovrebbe essere una cosa che mi rende felice. In effetti sono felice per lui, che si sposi e abbia forse trovato quello che cercava. Dico forse, perchè conoscendolo penso che non farà il grande passo per amore ma solo per paura di rimanere da solo. Mi sento una vera stronza a pensare questa cosa, ma lo penso davvero e lui lo sa e penso che questa consapevolezza lo abbia ovviamente fatto allontanare da me. Mettiamoci anche un’altra cosa però. Anni fa, mi si ruppe il cellulare ed io andai nel centro di telefonia dove lo avevo comprato per comprarne un altro. La commessa del negozio era proprio la futura sposa del mio amico ed era la prima volta che la vedevo e ovviamente ignoravo che sarebbe diventata la compagna di un mio amico a distanza di anni. Comunque la tipa fu molto scortese con me e si rifiutò di passarmi i numeri da una sim all’altra. Dopo questo evento, ho ovviamente cambiato negozio di telefonia e lei si è guadagnata un posto eccelso nella mia lista nera. Quando il mio amico mi disse che la stava frequentando, io ovviamente gli raccontai il fatto e lui mi ha detto che per un semplice avvenimento non posso giudicare una persona e che se l’avessi conosciuta avrei cambiato idea. Il punto è che in realtà non mi importa un fico secco di conoscerla, ma comunque le rare volte in cui ho avuto occasione di incontrarla in quest’ultimo anno mi sono mostrata cordiale anche se non penso diventeremo mai amiche. Quest’anno lei ha organizzato una festa a sorpresa per il compleanno di S., ha invitato anche l’ultimo degli ultimi, tranne me. Non me la legherò al dito questa cosa, ma evidentemente non nutre molta simpatia nei miei confronti e non fa nulla per nasconderlo ed io me ne farò una ragione anche se so che il prezzo che dovrò pagare sarà proprio l’amicizia con S.

Il suo allontanamento mi sembra una risposta a tutto.

Non so come mi sia venuta in mente questa cosa, ma sto cercando di recuperare il tempo perduto ed ho pescato nel sacchetto, un pò come facevo con le rune per sapere cosa mi aspettasse, ed oggi sul sassolino c’era questo racconto quì.

Ve l ho mai detto che adoro i sassi?

Vi lascio con una canzone a me molto cara che non ascoltavo da tanto ma che mi è balzata alla mente in questo istante. Le solite cose alla Marilù.

Alla prossima…e che sia presto!

Ieri, un pò di me

Lo so che non dovrei sentirmi così. Così come? Fragile. Non che ci sia da vergognarsi per questo, no, affatto. Ma oggi mi sento con quella sensazione di mattone sullo sterno, come se avessi arginato per mesi quello che ho dentro, non per non affrontarlo, ma sperando potessero cambiare le cose intorno.  Che in qualche modo tu potessi tornare. C’è però che mi manchi sempre un pò di più e che lo sto dicendo a bassa voce, per non essere egoista con te che hai scelto di allontanarti.

Una volta proprio tu mi hai detto che siamo dei guerrieri, per le cose che ci son successe e che abbiamo affrontato, con difficoltà, con fatica, a volte con la paura di non farcela, a volta con la voglia di non farcela, uscendone con le ossa rotte e con le anime squarciate, ma ne siamo usciti dai nostri inferni. Forse. Forse sì. Tu sei un guerriero, ma forse io non lo sono, non mi sento una guerriera oggi. Ho fatto un percorso diverso per arrivare al lavoro, niente finestre in attesa di gatto, però poi mi son sentita in colpa, per non averlo cercato quel fantomatico gatto, e allora son tornata indietro e mi sono appostata lì di fronte. Le tende erano tirate e neanche dietro si scorgeva ombra di gatto. Starò diventando matta?

Marilù

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Alcune barche restano nel porto per paura
che le correnti le trascinino via, altre arrugginiscono in porto senza aver mai acceso il motore, il loro viaggio è finito ancora prima di iniziare.
Poi c’è Marilù una barca salpata da un porto che non conosciamo, diretta a un porto che ignoriamo, sembra una piccola barca qualunque ma in lei dimora un invito rivolto a tutti quelli che hanno la fortuna di incrociarla: navigate senza paura nel mare della vita!
Cristian

Sfogatoio, it’s me!

Esiste un’applicazione (una app. tanto per fare i tipi al passo coi tempi) su tutti gli smartphone, che si chiama: Sfogatoio.
Se guardate bene nel playstore del vostro cellulare, la trovate anche sotto la voce Marilù.
Non a caso, quando usufruirete di questa applicazione, avrete a disposizione due opzioni:

– una è quella telefonica, c’è il simbolo della cornetta del telefono, basta che clicchiate su quel simbolo e subito sentirete la mia voce rassicurante pronta ad accogliere i vostri sfoghi.

– la seconda opzione è quella della mia presenza fisica, ma sappiate che questa comporta un pò di tempo in più, rispetto all’opzione telefonica. Non vi aspettate di vedermi materializzata davanti a voi se cliccate sul simbolo di una sagoma femminile che indossa una t-shirt dei sonic youth! Il tasto da cliccare è proprio quello però, lo avete trovato? Ecco, quando lo avrete visualizzato e ci avrete cliccato sopra, vi comparirà esattamente la posizione in cui io sono in quel preciso momento, con tanto di mappa satellitare e indirizzo, e se non siete pratici della zona, c’è street view che vi guiderà esattamente verso il luogo in cui io sono in quel momento. Una volta che mi avrete intercettata, ricordatevi che molto probabilmente non avrò la t-shirt dei sonic youth, poichè non sono come Dylan dog che ha una giacca nera e una camicia rossa in serie e indossa solo quelle. Quindi prestate bene attenzione a tutto il resto, ma vi assicuro che mi riconoscerete, perchè nel momento in cui avrete cliccato su quel tasto, io avrò ricevuto la vostra richiesta di attenzione e mi sarò posta in modalità di accoglienza.

Dopo aver spiegato i passi principali, adesso elenchiamo le funzioni esatte di questa app.
Se siete insicuri, stanchi, tristi, se siete attanagliati da dubbi, paure, se avete l’urgenza di essere compresi da qualcuno, se desiderate di essere accettati per quello che siete veramente, e non per quello che gli altri si aspettano voi siate, allora troverete me, ossia Marilù, la sagoma con la maglietta dei sonic youth di cui parlavo sopra.
I tipi di sfogo possono essere di vario genere, ne elenco alcuni, giusto per farvi capire se in futuro vorrete scaricare questa app. ma ricordate che qualunque sia il motivo per farvi cliccare quel pulsante, io non mi tirerò indietro.
Quel che sono pronta ad accogliere sono:
le frustrazioni, le indecisioni, la necessità di ricevere consiglio inerente a qualsiasi argomento, che sia un esame universitario, un ritardo del ciclo mestruale, un marito o una moglie che non vi danno più le giuste attenzioni, il desiderio impellente di tradire il vostro o la vostra compagna, i conseguenti sensi di colpa, approfondimenti sul preromanticismo inglese, la vostra ex che non riuscite a dimenticare, il vostro rapporto di coppia che è ormai finito, ma continuate a trascinarvelo dietro come una zavorra, perchè non avete il coraggio di affrontare le conseguenze della fine di un rapporto, l’assenza di dialogo col vostro partner, la paura di essere un fallimento, di aver fatto una serie infinita di errori che vi ha portato a vivere una vita che non sentite affatto, il non sapere cosa fare in una determinata situazione, qualunque sia la situazione, anche la più improponibile, la più trascendentale, la più inimmaginabile, diventerà semplice se la racconterete a me.
Vi ho per caso convinti?
Questo post è il risultato di un determinato periodo di tempo, in cui mi sono resa conto che sono io lo Sfogatoio, di gente che conosco da anni, di persone che incontro per caso sul treno, per strada, in fila alla posta, alla fermata del bus e così via…
Se esistono altri sfogatoi come me, allora contattatemi. Un raduno di sfogatoi potrebbe rimettere in sesto i miei pensieri cattivi nei confronti dell’umanità e soprattutto potrebbe farmi guadagnare un posto nel giardino di Gibran.

Ask

Stasera son corsa ad ascoltarla, perché è da oggi pomeriggio che mi risuona dentro, nonostante sia da tanto che non la ascoltavo, mi trasmette sempre uno stato d’animo positivo questa canzone, mi ricorda Kostas, la sua perenne tosse da fumatore incallito, quando lo vedevo arrivare lungo il viale con lo zaino in spalla e il sorriso aperto, e poi il Palarock, l’odore dell’appartamento a fianco che era un misto di tabacco e di stantio, ricordi appesi ai muri, nascosti sotto la carta da parati a fiori anni ’70, confidenze sui davanzali assolati, le miriadi di bottiglie vuote sulla credenza in cucina, le pile di riviste scientifiche, mucchi di dischi in vinile e la fretta di crescere, le ore passate a parlare, a capire, a conoscerci, a volerci bene. La tua barba rassicurante, il tono della tua voce che spesso risento in me quando ho bisogno di risalire e di scrollarmi di dosso gli abissi.
Certe canzoni si portano dentro i legami che abbiamo avuto e che ancora abbiamo con chi ci ha lasciato un pezzo di sé, contagiandoci di vita per rimanerci dentro, in luoghi senza tempo, dimensioni interiori che sopravvivono nonostante la vita ci corrode.
Buonanotte a chi è nei paraggi.
Marilù

30 Giorni di film – Giorno Trenta

GIORNO TRENTA – IL TUO FILM PREFERITO L’ANNO SCORSO

Son passati trenta giorni da quando è iniziato questo tour nel mondo del cinema e mi dispiace siano già finiti, ma come vi ho più volte scritto, ho deciso comunque di continuare a parlarvi dei film che hanno donato sfumature diverse alla mia vita, facendomi a volte ridere, altre riflettere, emozionare, sperare, arrabbiare, piangere, vibrare.
Alcune pellicole continuano a girare dentro e vi rimarranno fino a quando avrò memoria per qualche frase recitata o immagine impressa, come quella nel film Un tram chiamato desiderio in cui Marlon Brando zuppo e disperato urla Stella, sperando che lei si affacci alla finestra e ritorni da lui.

Il punto è che non ricordo che film ho visto l’anno scorso (per la serie memento ha contagiato anche me) e per questa ragione ho deciso di rispondere a modo mio a questa ultima domanda, parlando di un film che ho visto molto prima dell’anno scorso e che io ho molto a cuore, il film è JULES E JIM, del 1962 diretto da François Truffaut, tratto dal romanzo di Henri-Pierre Roché. La storia è ambientata all’inizio del Novecento, alle porte della prima guerra mondiale, quando Catherine si innamora di due studenti, un francese e un austriaco, legati da una profonda amicizia fondata sull’amore per la letteratura.
Ci sono gli elementi che preferisco in assoluto: amicizia, amore, letteratura, si può chiedere altro? 🙂
Vi do quindi appuntamento alla rubrica PER UN PUGNO DI FILM, che avrà inizio presto, non so ancora che con cadenza, ma vi assicuro che ci sarà.
Se non riuscirò a salutarvi decentemente, vi anticipo ora gli auguri di Buon Natale!

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