Vocaboletano #31 ‘ntussecà

Eccoci ritrovati al consueto appuntamento con il corso intensivo di napoletano. La parola che è scelto per voi questa settimana è un verbo ‘NTUSSECA’,  che vuol dire letteralmente avvelenare, amareggiare, arrabbiare,  ma che essendo riflessivo diventa ‘ntussecarsi, ossia avvelenarsi,  quindi amareggiarsi, arrabbiarsi. Colui che che si avvelena è o’ ‘ntussecato, ma il risultato essendo un avvelenamento è o’ ‘ntussecamiento. Poi c’è un’ulteriore sfumatura che è:  o’ ‘ntussecuso : letteralmente è chi è facilmente irascibile, aspro nei modi e nelle maniere, sdegnoso, quando non velenoso. L’etimologia di ‘ntussecà può essere trovata nel latino in-toxicare che è formato da un in illativo + il sostantivo toxicum, di cui troviamo l’ evoluzione della x in ss; il basso latino toxicum(forgiato su un greco toxikòn)= veleno, ma pure rabbia, sdegno che è divenuto in napoletano tuosseco, ossia veleno. Una frase della cultura popolare del luogo in cui vivo è: ‘o tuosseco fà male ai sureci, che tradotto sarebbe il veleno fa male ai topi, il cui significato è: la verità fa male.

Questo termine lo avrete sentito in chissà quanti film o canzoni napoletane. Vi cito le prime che mi vengono in mente che sono Malafemmena scritta da Totò, il pezzo in cui troviamo il vocabolo è:

Femmena,
si tu peggio ‘e na vipera,
m’e ‘ntussecata l’anema,
nun pozzo cchiù campà.

Ossia :femmina, tu sei peggio di una vipera, mi hai avvelenato l’anima, non posso più vivere.

Poi non posso non citarvi una frase della canzone di Pino Daniele Ammore Scumbinato in cui dice:

‘A vita è ‘nu muorzo, nun me fà’ ‘ntussecà’, ossia: la vita è un morso (è breve), non farmi intossicare. Sempre di Pino Daniele vi riporto le parole  e il video di una canzone che è a me cara che è Je sto vicino a te.

Je sto vicino a te

cu ciento strilla attuorno

je sto vicino a te

fin’a che nun duorme

je sto vicino a te

pecché o munno é spuorco

e nun cercà’ ‘e sapè’

meglio che duorme

ma che parlamme a fà’

sempre de stesse cose

pe nce ‘ntussecà’

Son certa che tutti avete fatto ‘ntussacà a qualcuno o qualcuno ha fatto ‘ntussacà voi, ma ricordatevi che può sempre scattare un paliatone riparatorio! Buona serata a tutti!

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Il Vocaboletano – #12 – ‘Ntufà

Mi scuso con tutti per il ritardo con cui ho pubblicato il capitolo dialettale, ma son successe un pò di cose che mi hanno fatto perdere sia la concezione del tempo che la giusta concentrazione.

Siamo al dodicesimo capitolo del nostro viaggio in questo idioma tanto amato in tutto il mondo. Sto esagerando forse? Ma no! Ci son canzoni, film, opere teatrali, poesie, libri che testimoniano l’amore per questo dialetto ed io e gintoki stiamo cercando di rendervi attivamente protagonisti di questo dialetto.
Allora non perdiamoci in chiacchiere, ma passiamo alla parola di questa settimana che è: ‘NTUFA’.
La cui pronuncia esatta è:

‘ntufà/ ‘ntufarsi

Vi metto quì di seguito lo stralcio che ho preso dal mio vocabolario di napoletano.

ntufà.jpg

Si pensa quindi che il verbo riflessivo ‘ntufarsi provenga proprio dal sostantivo tufo.
In effetti se una persona si è ‘ntufata, vuol dire che è talmente di cattivo umore, che si è in pratica appesantita come una pietra di tufo.
E solitamente se una persona è taciturna e si evince il suo stato d’animo buio, arrabbiato, di estrema chiusura, poichè traspare dal suo atteggiamento, di solito si dice così:
Oggi “mi par’ proprio nu tufo ‘mbuss! Ossia oggi mi sembri proprio una pietra di tufo bagnata, tanto per sottolineare la pesantezza dell’umore del soggetto indicato, non solo è pesante come un tufo, ma lo è ancora di più, poichè la pietra di tufo è anche bagnata e quindi più pesante.

Traccia audio per farvi udire l’esatta pronuncia:
https://drive.google.com/file/d/0B3DEqXtt0pPZVXhZam1FWlJUVzg/view?usp=sharing

Altro modo di dire è anche: tufo di carretto, che in dialetto è “tufo e’ carretto!”
Questo modo di dire si riferisce ai tempi addietro, quando i muli o gli asini trasportavano dei carretti su strade molto pendenti, allora quando si fermavano per riposarsi, per non essere trascinati a valle con tutto il carico, solitamente si poneva una pietra di tufo per bloccare le ruote del carretto, quindi la pietra fungeva da freno, e da questa consuetudine è rimasta l’espressione: tufo di carretto, quindi se una persona viene definita tufo di carretto o tufo bagnato, vuol dire che è davvero pesante nell’atteggiamento di chiusura, tanto da sembrare una pietra.
traccia audio:

https://drive.google.com/file/d/0B3DEqXtt0pPZTGs0ZEs3Sk9Tbzg/view?usp=sharing

Altro significato che si è soliti dare al verbo ‘ntufarsi, è anche quello di essere molto pieni, dopo una grande abbuffata di cibo.
Quindi possiamo dire che le sfumature che ha questo verbo sono varie, una si riferisce ad uno stato d’animo e l’altra ad uno stato fisico.

Nella speranza che non vi siate ‘ntufati a causa di qualche evento o di qualche superabbuffata, vi auguro una buona serata e vi do appuntamento a mercoledì prossimo, dando la parola al gatto-socio.
Buona serata a tutti!