Il Vocaboletano – #24 – Paliatone

Il vocabolo di cui vi parlo stasera, mi è molto caro.
Anche perchè in questo periodo farei un bel paliatone a parecchie persone e son sicura che a meno che non abbiate abbracciato la dottrina di Gandhi, allora la penserete esattamente come me a tal riguardo, ci son momenti in cui le parole son davvero poca cosa, e allora rimangono bene poche alternative, e scatta quindi il paliatone.
I ricordi dell’infanzia legati a questo vocabolo, risalgono a tutte quelle volte in cui io facevo, o ero intenta a fare qualche danno e mia madre dopo avermi richiamato varie volte invano, allora urlava: “Marilù, se non la smetti ti faccio un paliatone che non ti credi e non ti pensi!” ossia, se non la smetti, dopo i vari richiami, prenderai le botte, botte di tal portata che neanche puoi immaginare.
Questa minaccia bastava a farmi bloccare immediatamente, qualsiasi cosa stessi facendo, la minaccia del paliatone ha sempre funzionato con me, o quasi sempre.
Ma analizziamo il termine PALIATONE, il cui significato è bastonatura, gran quantitativo di botte. È un accrescitivo di paliata, che deriva dal verbo paliare, ossia bastonare, legnare. La parola napoletana deriva a sua volta dal verbo spagnolo “apalear” che vuol dire, appunto, battere.
In una scena del film “Totò e i re di Roma” di Steno e Monicelli, il termine paliatone viene usato dallo stesso Totò per porre ad Alberto Sordi (nella veste di un antipaticissimo insegnante esaminatore) la specifica domanda: “E allora mi saprebbe dire che significhi la parola paliatone?”.
Nel film, il saccente maestro non sa rispondere e Totò gli spiega il significato del termine dandogli una dimostrazione pratica, che rende molto di più di mille parole.
Dato che comunque la pronuncia di paliatone è esattamente la stessa di come viene scritta la parola, vi risparmio per questa settimana la pronuncia audio e lascio a Totò la possibilità di darvi una spiegazione esemplare del termine <a href="http://“>paliatone.
Buona serata a tutti!

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