Biobà, i Pearl jam e le domande senza risposta

Stamattina Biobà, il fruttivendolo ambulante,  che viene solo i giorni pari della settimana, mentre mi porgeva una busta di carote mi ha guardata con attenzione, squadrata da capo a piedi,  e mi ha detto: Non ti vedo affatto bene, hai una brutta cera. Ma è successo qualcosa?

In effetti non ha usato esattamente queste parole, ma me lo ha detto nel nostro  dialetto, usando altri termini che nonostante il corso di vocabolateno, sarebbe complicato spiegarvi, ma il succo era più o meno questo. A quella sua domanda non ho saputo rispondere, gli avrei voluto dire un sacco di cose, ma sarebbe stato complicato intavolare davanti ad un’ape car piena zeppa di frutta e verdura, una conversazione che avrei avuto difficoltà a fare anche da uno strizzacervelli. Allora gli ho sorriso, ma immagino che il mio sorriso sia stato poco convincente, perchè lui ha incalzato dicendomi in tono di cazziata: vedi di riprenderti!

Se me lo ha detto anche uno che mi vede solo due volte a settimana per cinque minuti, allora sto proprio kaputt. C’è da dire che ho dormito pochissimo e che avevo i capelli come uno cespuglio di more, (dico avevo, perchè adesso mi sono presa la briga di legarli), che sono vestita di nero, ma questa non è una novità, io mi vesto quasi sempre solo di nero, e che l’unica nota colorata sono i pearl jam che spuntano sul davanti della maglietta, il tutto contrastato dal colore bianco della mia pelle.  Che dite iniziamo a contrastare Saturno facendomi una lampada abbronzante per togliermi questo aspetto da zombie? Non c’è bisogno che rispondiate a questa domanda, non lo farei mai. Mi tengo la pelle porcellanata e alzo il volume dello stereo. Questa è per voi.

Buona giornata a tutti!

 

 

 

 

 

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