Trilobiti 238# Notte maledetta

Mi sto confondendo! Che vuol dire “clandestino”? È un crimine vivere, girare, e amare e respirare? Ditemelo! L’immigrazione usa il termine “alieno”. Ma che cazzo significa? Qualcuno che viene da un altro pianeta, da un altro sistema solare? NO. È solo qualcuno che viene dall’altra parte del confine, in cerca di lavoro e di una vita migliore.
È mai esistito davvero un confine? Non era frutto dell’immaginazione? Quando tracci una linea sulla sabbia – e i mostri di Gila e i roadrunner e i ratti del deserto e i serpenti la superano – che vuol dire? Starete scherzando! Dite a un essere umano: “Puoi arrivare sin qui, ma non oltre!”. È una menzogna ufficiale! Il mondo non ha confini. È questo che i ragazzi messicani mi hanno insegnato.

Walt Curtis – Notte maledetta

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Trilobiti 215# Kafka sulla spiaggia

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Guardo il suo seno. La parte tonda, in rilievo, in accordo col ritmo del suo respiro, si solleva e si abbassa dolcemente, simile al movimento delle onde. Mi fa pensare a una vasta distesa di mare su cui scende una pioggia silenziosa e incessante. Io sono il navigatore solitario in piedi sul ponte della nave, e lei è il mare. Il cielo è un’uniforme distesa grigia che in lontananza si confonde con il mare, che la stessa tinta cinerea. In momenti come questo è molto difficile distinguere dove cominci uno e abbia fine l’altro. E’ difficile persino distinguere il navigatore dal mare. E anche i confini tra la realtà e il cuore.

tratto da Kafka sulla spiaggia di Haruki Murakami