il Fragile Settimo Giorno

Hey voi? se siete riusciti a trovare in questo schifo di mondo la possibilità di sopravvivere senza  adattarvi e senza scendere a compromessi, alzate il culo dalla poltrona e filate. Se invece come me siete ancora alla ricerca della giusta ubicazione, beh…statemi a sentire..

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Autunno d’ anima

Ho gli occhi aperti ma non sono sveglia del tutto, le farfalle di legno appese al soffitto sprigionano un suono che si accorda perfettamente al mio stato d’animo attuale, questo accade quando c’è un filo di vento che le fa danzare e che allo stesso tempo fa ondeggiare l’acchiappasogni facendolo suonare a sua volta, e in questo caso il suono è tintinnante, sembra quasi dirmi: hey svegliati! è pomeriggio, è vita, da qualche parte è vita!

Ad onta di ogni strenua decisione o voto contrario, mi trovo imbarazzata, sorpresa, ferita, per una irata sensazione di peggioramento di cui non so parlare nè so fare domande. Le parole di Pasolini ritornano ciclicamente a descrivere un pò di me, mentre scalza, faccio la gincana tra i disastri interiori e l’incombere umorale che si frantuma, per poi prendere di nuovo forma e forza e travolgermi ancora una volta. Non mi difendo. Perchè sarebbe un difendermi da me stessa. Non mi riconosco. Non riconosco questo tempo e neanche questa vita. Forse dovrei solo placarmi. Un attimo, arrendermi al fatto che nulla andrà meglio di come è ora. Non sono felice, ma questo non è un problema, non sono serena e questo può diventare un problema. Non ho voglia di parlare, se non, con poche persone, di cosa poi? La rabbia si sbriciola, il dolore diventa cemento, un pò come quello che chiamano cuore, il mio di sicuro non so più dove sia, cosa sia. Ma tutto questo ha un senso? Credo di no. L’ultima volta che ho visto il mio doc, era inverno, ricordo che indossavo una gonna scozzese gialla e nera e che quando mi ha parlato di Consapevolezza, ho iniziato a piangere a dirotto, mentre lui è rimasto lì, in silenzio, come per dare spazio anche alle mie lacrime, per non disturbarle con parole, altre parole, ormai inutili e superflue. Quando ho lasciato quella stanza, sapevo dentro di me che non ci sarei più andata. E così è stato. A ripensarci ora mi rendo conto che affronto male le cose, soprattutto quelle che mi fanno male. Arrivo tardi a tutto, ad ogni verità. Si può dire che non capisco mai nulla davvero, non mi accorgo che le persone mi mentono, non mi accorgo che mi stanno facendo a pezzi, non so esattamente quando è il momento di dire basta e di tagliare rapporti, con gente,  col passato, con la testa, coi ricordi, con tutto. Sarebbe bello poter aprire gli occhi e vedere che le cose forse possono cambiare. Che da qualche parte un posto anche per una scombinata come me, possa esserci. Un posto in cui sostare, un posto senza dolore.

Chissà invece lui cosa stava pensando quando mi ha guardata così, con quegli occhi immensi.

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Diario: domenica 30 luglio

In questi giorni la connessione fa schifissimo, ogni volta che devo caricare una foto mi viene l’orticaria. L’altra mattina mentre ero in scooter e mi recavo al lavoro (chiamiamolo lavoro!) percorrendo sempre la stessa strada, ad un certo punto dopo una curva, mi sono imbattuta in una luce rossa. Non era un ufo, o almeno in quel momento non avevo ben messo a fuoco la situazione. Ma mi son fermata ed ho guardato attentamente cosa fosse. Era un semaforo, almeno così sembrava, ma un semaforo anomalo per me. Visto che ero la prima persona della fila e che dietro di me si erano incolonnate non so quante auto, ho pensato: se questo non è un semaforo tra poco inizieranno a clacsonare come i pazzi. Attendo che la luce cambi. Intanto il tempo passava lentamente e la luce era fissa sul rosso. Ad un certo punto è diventata verde ed io ho sfrecciato velocissimamente e ho visto più avanti, dopo la curva, che stavano effettuando dei lavori sulla strada. Mettere un cartello di lavoro in corso no? Questo per dirvi che io sono strana. Ma ancora non la sapevate? cioè a me quel carrellino con le ruote con sopra quella sorta di colonnina e quella luce rossa, mi era sembrato tutt’altro che un semaforo. Ieri mentre ero seduta sotto il portico a scrivere, ad un certo punto ho visto in lontananza un mio vicino anziano che scendeva da un auto, solo che al posto di fermarsi a casa sua, si è incamminato verso di me, che abito tre case oltre la sua. All’inizio pensavo che volesse sgranchirsi le gambe e fare due passi prima di rientrare, ma poi con la sua andatura barcollante e il suo fedelissimo bastone si è fermato proprio davanti al mio cancello e mi ha fatto segno con la mano di avvicinarmi, lo sentivo anche parlare, ma non capivo cosa stesse dicendo. Appena mi sono accostata a lui, gli ho chiesto: “E’ andato a fare un giro e rientra? E lui: “Non ho le chiavi, puoi aprirmi la porta?” Inizialmente non comprendevo questa sua frase, poi ho capito che non si ricordava dove abitasse. Allora gli ho chiesto di aspettarmi lì, e lui si è seduto su un muretto, mentre io sono andata a casa sua a suonare il citofono. E’ uscita la moglie e gli ho raccontato l’accaduto e lei con molta tranquillità mi ha detto: adesso vengo a prenderlo, lo scusi. A me è venuto da pensare: ma perchè dovrei scusarlo? perchè non si ricorda dove abita? In quel momento mi sono dovuta trattenere, (a furia di darmi pizzicotti sulla pancia per non sbottare, finirò per avere una cartina geografica al posto della pancia!) comunque avrei voluto dirle: ma perchè lo fate uscire da solo? No, perchè quest’uomo esce ogni sacrosanto giorno da solo e va vagando in ogni dove e poco tempo fa lo hanno ritrovato in ospedale che non si ricordava neanche come si chiamava, perchè dopo ore che era scomparso, i familiari hanno iniziato a fare il giro degli ospedali. Il vecchietto durante il suo giro quotidiano era caduto ed aveva anche iniziato a piovere e lui era riverso in una cunetta sotto la pioggia e fortunatamente qualcuno lo ha visto e ha chiamato l’ambulanza, portandolo in ospedale, ma lui non si ricordava chi fosse. Da quell’episodio i suoi familiari gli hanno messo al collo una placchetta con su scritto indirizzo e numero di telefono, tipo i cani praticamente. Nel caso si perdesse. Allora io mi chiedo: ma sarebbe cosi complicato per questa gente accompagnarlo a fare le sue passeggiate e non lasciarlo solo? Io credo che tra non molto sarà uno di quegli anziani che vanno ad allungare la lista degli scomparsi a Chi l’ha visto?, oppure ancora peggio, che gli succederà qualcosa durante uno di quei suoi vagabondaggi. Fine dello sfogo. Tempo fa incontrai lo stesso vecchietto alla fine della strada del mio quartiere seduto su una panchina, io stavo rientrando a piedi e lui mi chiamò e mi regalò una rosa rossa.

Sfogatoio, it’s me!

Esiste un’applicazione (una app. tanto per fare i tipi al passo coi tempi) su tutti gli smartphone, che si chiama: Sfogatoio.
Se guardate bene nel playstore del vostro cellulare, la trovate anche sotto la voce Marilù.
Non a caso, quando usufruirete di questa applicazione, avrete a disposizione due opzioni:

– una è quella telefonica, c’è il simbolo della cornetta del telefono, basta che clicchiate su quel simbolo e subito sentirete la mia voce rassicurante pronta ad accogliere i vostri sfoghi.

– la seconda opzione è quella della mia presenza fisica, ma sappiate che questa comporta un pò di tempo in più, rispetto all’opzione telefonica. Non vi aspettate di vedermi materializzata davanti a voi se cliccate sul simbolo di una sagoma femminile che indossa una t-shirt dei sonic youth! Il tasto da cliccare è proprio quello però, lo avete trovato? Ecco, quando lo avrete visualizzato e ci avrete cliccato sopra, vi comparirà esattamente la posizione in cui io sono in quel preciso momento, con tanto di mappa satellitare e indirizzo, e se non siete pratici della zona, c’è street view che vi guiderà esattamente verso il luogo in cui io sono in quel momento. Una volta che mi avrete intercettata, ricordatevi che molto probabilmente non avrò la t-shirt dei sonic youth, poichè non sono come Dylan dog che ha una giacca nera e una camicia rossa in serie e indossa solo quelle. Quindi prestate bene attenzione a tutto il resto, ma vi assicuro che mi riconoscerete, perchè nel momento in cui avrete cliccato su quel tasto, io avrò ricevuto la vostra richiesta di attenzione e mi sarò posta in modalità di accoglienza.

Dopo aver spiegato i passi principali, adesso elenchiamo le funzioni esatte di questa app.
Se siete insicuri, stanchi, tristi, se siete attanagliati da dubbi, paure, se avete l’urgenza di essere compresi da qualcuno, se desiderate di essere accettati per quello che siete veramente, e non per quello che gli altri si aspettano voi siate, allora troverete me, ossia Marilù, la sagoma con la maglietta dei sonic youth di cui parlavo sopra.
I tipi di sfogo possono essere di vario genere, ne elenco alcuni, giusto per farvi capire se in futuro vorrete scaricare questa app. ma ricordate che qualunque sia il motivo per farvi cliccare quel pulsante, io non mi tirerò indietro.
Quel che sono pronta ad accogliere sono:
le frustrazioni, le indecisioni, la necessità di ricevere consiglio inerente a qualsiasi argomento, che sia un esame universitario, un ritardo del ciclo mestruale, un marito o una moglie che non vi danno più le giuste attenzioni, il desiderio impellente di tradire il vostro o la vostra compagna, i conseguenti sensi di colpa, approfondimenti sul preromanticismo inglese, la vostra ex che non riuscite a dimenticare, il vostro rapporto di coppia che è ormai finito, ma continuate a trascinarvelo dietro come una zavorra, perchè non avete il coraggio di affrontare le conseguenze della fine di un rapporto, l’assenza di dialogo col vostro partner, la paura di essere un fallimento, di aver fatto una serie infinita di errori che vi ha portato a vivere una vita che non sentite affatto, il non sapere cosa fare in una determinata situazione, qualunque sia la situazione, anche la più improponibile, la più trascendentale, la più inimmaginabile, diventerà semplice se la racconterete a me.
Vi ho per caso convinti?
Questo post è il risultato di un determinato periodo di tempo, in cui mi sono resa conto che sono io lo Sfogatoio, di gente che conosco da anni, di persone che incontro per caso sul treno, per strada, in fila alla posta, alla fermata del bus e così via…
Se esistono altri sfogatoi come me, allora contattatemi. Un raduno di sfogatoi potrebbe rimettere in sesto i miei pensieri cattivi nei confronti dell’umanità e soprattutto potrebbe farmi guadagnare un posto nel giardino di Gibran.

Dell’insonnia, del vento e dei Pronto senza risposta

Quelli che ti telefonano da numero sconosciuto e poi riagganciano, non li capisco proprio.
Il mio primo “Pronto”, ha sempre un tono positivo/curioso, al secondo “Pronto”, ho già il sospetto che l’interlocutore abbia qualche problema di linea, o nello specifico con la sottoscritta, e si potrebbe trattare di una sorta di mancanza , o di verifica del fatto che nonostante io sia morta, risponde ancora la mia voce al telefono, o è solo un folle di turno che ha fatto un numero a caso, ed evidentemente la sequenza dei miei numeri gli piace proprio tanto. Al terzo “Pronto”, il tono della mia voce è totalmente cambiato, sono spazientita, e anche irritata, perchè se mi devi dire qualcosa, vorrei che me la dicessi, anche se ho la sensazione che non si tratta di cose piacevoli. Se invece vuoi solo sentire me, che dico solo quell’instancabile mantra che è una successione infinita di “Pronto”, allora davvero mi sfugge il senso di questa cosa. Ma chissà quante cose sfuggono alla mia comprensione ogni giorno e quante volte farei meglio a vestirmi di leggerezza e fregarmene di tante cose. Oggi mentre soffiava un pò di vento, ho pensato che il vento non è solo. Non so il perchè di questo mio pensiero, ma ho sempre creduto che il vento si sentisse solo. Invece oggi ho avuto una sorta di illuminazione a riguardo. Ho pensato che lui sfiora un sacco di cose, le scuote, le sconquassa, le scompiglia, le accarezza, le fa cadere, le sposta, e son persone, prati, case, cose diverse, e lui non le sceglie, non c’è discriminazione nel suo passaggio, son tutti uguali per lui. Siamo tutti allo stesso livello.
E la cosa più bella è che lui non è solo, come io ho sempre creduto in passato. Se l’insonnia mi fa questo effetto, forse sarà meglio che inizi a pensare seriamente a farmi flebo di camomilla e melissa.

Sono una brutta persona

 

Che idea hanno gli altri di noi? come ci vedono? e come ci vediamo noi? Io non sono tenera con me stessa,  non lo sono mai stata, con gli altri ci riesco, con me per niente, sembra sempre che devo scontare qualche pena, immagino che sia così, che ho molti errori da dover pagare ancora, ma ho già dato anche tanto in quanto a dolore, ma evidentemente non è bastato. E non mi sembra di lamentarmi o di piangermi addosso.  Lo ammetto e basta. Me lo ripeto ogni giorno, e sto pagando ogni errore fino all’ultima briciola e  non piango neanche più,  perchè tanto non cambia nulla se stai lì a gonfiarti gli occhi e consumare pacchi di kleenex. Mi spiace solo che ho questo umore traballante,  che il più delle volte sono mezza matta, mi rendo conto di essere pessima  molto spesso, soprattutto con me stessa,  ma almeno non me la prendo con gli altri. Non li uso come sfogatoio o come tappabuchi per le ore vuote tra un impegno e un altra persona. Non mi nutro dei loro pezzi di cuore e delle loro anime per rinforzare la mia, ma vado avanti e semmai devo fare del male a qualcuno allora ne faccio a me. Non so esattamente che cazzo sto facendo,  se devo dirla tutta, ma vado avanti. Se questo lo si può chiamare andare avanti. Un tempo ero in grado di riconoscermi in mezzo a tanta gente, ora quello che riconosco è che molti sono veramente delle merde e si comportano talmente male da non poterli più nè comprendere nè giustificare. Sono sempre stata brava a capire gli altri, a cercare di andare oltre i loro comportamenti. A capire che magari se si comportavano male, c’erano delle ragioni di fondo, e non che avessero genitori che da piccoli li picchiavano, o padri alcolizzati che  gli hanno rovinato la vita, ma c’erano dietro delle motivazioni che all’apparenza potevano sembrare meno gravi di quelle che ho appena citato. Ma poi  a pensarci bene, è giusto trattare male qualcuno, perchè qualcun altro o la vita ci ha fatto del male? Sinceramente ne ho davvero le scatole piene di dover sempre capire, capire, capire. Anche perchè non mi sembra che qualcuno si sia mai preoccupato di capire me. Una delle cose che adesso non reggo è la gente che scompare e riappare a seconda di come sta o di quello di cui ha bisogno, senza contare che la vigliaccheria rimane sul podio delle cose che mi fanno rabbrividire nel comportamento umano. Ed essere fragili non vuol dire essere vigliacchi, ma costa così tanto alla gente essere sinceri? E’ più facile scappare, mentire, omettere e prendere in giro piuttosto che essere sinceri?

Concludo dicendo che sono una brutta persona, lo sono perchè non riesco a cambiare questo mio modo di pensare e perchè non riesco ad essere un’egoista, strafottente stronza. Ma oggi essere il contrario di così, vuol dire essere una brutta persona ed io lo sono. Senza ombra di dubbio.

Il male del settimo giorno sempre in agguato

Settimo giorno, ormai quasi alla fine e non è che le cose siano cambiate, dai mesi e dagli anni scorsi, continuo ad essere afflitta da  quel magone del male del settimo giorno. Cerchiamo di trovare delle note positive in questa domenica di maggio, se ce ne sono.

Il cielo di questi giorni ha un colore che non riesco a decifrare, mi mette ansia, ma questo non è un segno di spunta, ma una X, bella grossa. Ma non sto ricorrendo a nessun ansiolitico che possa alleviare le mie pene e la mia insonnia, questa prendiamola come una cosa buona.

Oggi sono stata invitata ad un matrimonio per il 29 luglio, in Lucania, questa potrebbe essere una nota positiva,  considerando il luogo, ma se non consideriamo il periodo in sè, ossia piena estate, caldo, ed io odio il caldo e se non consideriamo che non è che io sia una fan dei matrimoni e di tutto quello che essi prevedono, ossia vestito, viaggio, tacchi scomodi, gente che non vedi da una vita che ti tempesterà di domande, e poi e poi…

La nota positiva, e quì il segno di spunta supererebbe la grandezza della pagina, è che coloro che si sposano hanno superato entrambi un sacco di casini prima di ritrovarsi, dopo anni ed anni..si son ritrovati adesso, quando nessuno dei due ci credeva ormai più. Per una come me,  che ormai nell’amore non ci crede più, non è una lieta notizia? Direi proprio di sì. Mi vengono quasi gli occhi lucidi a pensare che qualcuno ancora riesce a spuntarla in questa vitaccia e che possa amarsi così, nel modo in cui loro due si amano.

A cercare altri spiragli posso dire che le rinunce continuano alla grande, mi sento in grandissima crisi di astinenza da tutto, ma resisto. Non sono ancora da ricovero o da degenza a villa Quiete, ma quasi.  E proprio per dimostrarvi la mia buona volontà nel voler resistere ed insistere, vi lascio la foto dell’ultima cosa che ho bevuto prima di iniziare il mese di purificazione. Un Moscow mule da paura! Solo a veder la foto che ho scattato mi viene voglia di accendermi una sigaretta, ma ovviamente non lo farò. Altrimenti chi li sente Almo e Frida con la storia della loro vasca nuova, starebbero a rinfacciarmi un’ennesima mancata promessa per altri tre anni.

moscow mule