Bruchi e farfalle

Uno dei due creatori del nuovo fumetto della bonelli Orfani, Roberto Recchioni, ha scritto questa prefazione al primo albo, visto che mi sono ritrovata molto nelle sue parole, ho voluto condividerle con voi.

“C’è qualcosa di sbagliato nel mondo di oggi. Non so bene cosa sia. C’è qualcosa che non va nei nostri occhi, vediamo le cose in maniera diversa e Dio sa che non è quella giusta. Stiamo vivendo al limite. Stiamo vivendo al limite”.
Grossomodo così cantava Steven Tyler nel singolo Livin’ on the Edge degli Aerosmith, nell’ormai lontano 1993. Due anni prima James Cameron aveva raccontato il giorno del giudizio nel suo Terminator 2 mentre, appena un anno dopo, in quel funesto 1994, Kurt Cobain avrebbe messo in scena il suo personale armageddon, sparandosi un colpo di fucile in bocca.
Erano anni cupi quelli della mia adolescenza.
Alle nostre spalle l’edonismo sfrenato e irresponsabile degli anni 80, davanti a noi un feroce doposbornia che non avrebbe risparmiato nessuno.
Crescere in quegli anni significava aggirarsi tra le macerie del Muro di Berlino, camminando sopra le rovine del sogno-incubo americano.
Mentirei se vi dicessi che Orfani non ha niente a che fare con il mio passato che, triste a dirsi, trova così tanti paralleli con il nostro presente.
Ma quello che il bruco chiama fine del mondo, il resto del mondo lo chiama farfalla.
Poco importa se è una farfalla dalle ali d’acciaio. Buona lettura.
Ci vediamo dall’altra parte dell’apocalisse.