Marialonga

Quando ero piccola, mia madre mi raccontava che se mi sporgevo troppo dal terrazzo, c’era questa donna lunghissima, dotata di poteri soprannaturali, capace di entrare in posti angusti, strettissimi, bui, e che mi avrebbe tirata giù con le sue braccia chilometriche, mi avrebbe agguantata e trascinata giù lungo i tubi di scolo.
E infatti quando andavo sulla terrazza a casa dei miei zii, c’era un tubo di scolo coperto da una pietra di marmo bianco.
Io spostavo la pietra e  appoggiavo le mie labbra su questo tubo e parlavo, anzi urlavo. E la mia voce veniva distorta dall’aria compressa e questo effetto mi faceva rabbrividire, perchè pensavo che a momenti si sarebbe allungata verso di me, Marialonga coi suoi artigli snodabili e mi avrebbe risucchiata nel tubo di scolo. Ed infatti io urlavo proprio il suo nome: Marialonga..Marialonga..sei lì? E più avevo paura, più la cercavo.
La cosa bella era che non solo ero terrorizzata da questa presenza malvagia che abitava le case dove abitualmente passavo il mio tempo, ma che nonostante ne avessi il terrore, andavo sempre a scoperchiare quella pietra di marmo, sperando di scorgere i capelli lunghissimi, che io immaginavo neri e bagnati, visto che viveva in un tubo di scolo, dovevano per forza essere bagnati ed immaginavo il luccichio dei suoi occhi neri come la notte che mi avrebbero paralizzata al primo sguardo e resa una sua schiava per tutto il resto della mia vita risucchiandomi l’anima.
Oggi mentre camminavo con passo svelto, perchè stavo morendo di freddo, son passata proprio davanti a questa casa dove da piccola andavo a giocare e mentre soffiava il vento gelido, mi è sembrato di sentire  la voce di Marialonga che vibrava nel  vento e che mi sfiorava il collo come fil di ferro.

 

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