Parole non parole

Capita che inciampi nelle parole di qualcuno, a volte chi parla è un amico, a volte è un personaggio in un film e altre volte quelle parole vengono da uno scrittore, qualcosa che leggi distrattamente, ma che poi inizia a collocarsi piano, dentro di te. E quelle parole le comprendi davvero, non le leggi soltanto, le senti dentro, perchè ti stanno raccontando qualcosa che sai, che senti, qualcosa che già avevi dentro ma che non riconoscevi per quello che era, perchè è così che si confondono spesso le cose, al buio una bottiglia , può sembrarci una lampada. Così è stato con queste parole. Così è adesso.

«Io avevo voglia di stare da solo, perché soltanto solo, sperduto, muto, a piedi, riesco a riconoscere le cose».
Pasolini

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Duro al banco e pareciate al colpo

Lui che remava fra Zante e Malamoco
mani piagate e lo sguardo distante
lei che sfioriva con poco per poco
persi i profumi del mar di levante

Ricorda quei sorrisi e frasi argute
voci lievi scivolano sulle onde
brusche parole -non sono mai mute-
travolgono i giudizi sulle bionde

E quello che dice è quasi sussurro
un filo di fumo smarrito nel vento
un antico prete vestito d’azzurro
lasciato solo a morire in convento
.

“duro al banco e pareciate al colpo” era un avvertimento dato ai rematori delle galere veneziane nel 16° secolo, per prepararli all’urto dello speronamento di un’altra nave.

duro al banco = rimani saldo al banco (di voga)

pareciate al colpo = preparati all’urto

Oggi è rimasto come modo per dire “tieni botta, non mollare”

G.M.Z.

Reflex Blinks: Libri

 

 

 

 

Defunti ceppi incartano umane follie

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REFLEX BLINK OCCURS IN RESPONSE TO AN EXTERNAL STIMULUS, SUCH AS CONTACT WITH THE CORNEA OR OBJECTS THAT APPEAR RAPIDLY IN FRONT OF THE EYE. A REFLEX BLINK IS NOT NECESSARILY A CONSCIOUS BLINK EITHER; HOWEVER IT DOES HAPPEN FASTER THAN A SPONTANEOUS BLINK.
PICS BY: CRISALIDE77 & ROSPO

 

 

Reflex blinks: scritte

Indelebili tratti de-scrivono umane vicende

REFLEX BLINK OCCURS IN RESPONSE TO AN EXTERNAL STIMULUS, SUCH AS CONTACT WITH THE CORNEA OR OBJECTS THAT APPEAR RAPIDLY IN FRONT OF THE EYE. A REFLEX BLINK IS NOT NECESSARILY A CONSCIOUS BLINK EITHER; HOWEVER IT DOES HAPPEN FASTER THAN A SPONTANEOUS BLINK.

Pics by Crisalide77 & Rospo

 

Vocaboletano #29 a’ Pipita

Buonasera a tutti! Mentre la maggior parte di voi in questo momento è in vacanza, io e Gintoki abbiamo deciso di non abbandonarvi, ma di continuare con il Vocaboletano e di non farlo andare in vacanza, anche perchè è proprio  durante un viaggio o mentre siete rilassati in qualche località esotica che potrete sfoggiare la vostra conoscenza del nuovo idioma. La parola di stasera è come avete letto dal titolo: a’ pipita. La pronuncia è esattamente identica a come si scrive. E cosa vuol dire? Innanzitutto toglietevi dalla testa che abbia a che fare col nomignolo dato ad Higuaìn. Questa è tutta un’altra storia.

pipita s. f. [lat. *pipīta, alteraz. pop. di pituīta «muco, catarro; ascesso» (v. pituita)]. – Malattia degli uccelli (nota spec. nei polli): consiste in una formazione abnorme, simile a una pseudomembrana, costituita da un ispessimento dell’epitelio corneo che riveste il dorso della lingua e che compare soprattutto per effetto del disseccamento quando l’animale respira a becco aperto (può essere facilmente tolta). E che attinenza ha tutto questo con il dialetto? Dalle mie parti se una persona è taciturna, si dice: non parla e non pipita! Infatti come nei polli la pipita fa sì che il pollo non possa emettere il suo verso, così quando una persona parla poco o non parla affatto, (quasi fossero malate di pipita) gli si chiede: hai la pipita?t’è venuta la pipita? 

Non so se voi che leggete siete taciturni o chiacchieroni, ma se non avete la pipita, ma invece siete affetti da PIPITUA, allora vuol dire che al contrario parlate talmente tanto, che è difficile quasi interrompervi. Quindi ricordatevi e state attenti a non confondere i due termini. Una “u” può condurvi in errore, e farvi dire addirittura il contrario di quello che volevate dire.

Io sono affetta da Pipitua, ma questo lo avevate già capito. E voi?  0scillate verso la Pipita o verso la Pipitua?

Sperando di non avervi confuso in alcun modo, vi auguro una splendida serata!

Come potremmo dimenticare

Come potremmo dimenticare quegli antichi miti
che stanno all’origine di tutti i popoli, i miti dei draghi
che nell’attimo estremo si tramutano in principesse?
Forse tutti i draghi della nostra vita sono principesse
che attendono solo di vederci una volta belli e coraggiosi.
Forse tutto l’orrore non è in fondo altro che l’inerme,
che ci chiede aiuto.
E allora tu non devi spaventarti se davanti a te sorge una tristezza,
grande quanto non ne hai mai vedute prima;
se una inquietudine, come luce e ombra di nuvole,
scivola sulle tue mani e su tutto il tuo agire.
Devi pensare che qualcosa accade in te,
che la vita non ti ha dimenticato,
che ti tiene in mano e non ti lascerà cadere.

Poems (58): “Lettere a un giovane poeta” di Rainer Maria Rilke

Trilobiti #256

p.s. questa è per te e per chi la sente. Io ormai non credo più a nulla e a nessuno, ma spero sempre che per gli altri ci sia un mondo migliore, una vita migliore, un pò di luce. Non è che ho abbandonato i Trilobiti, ma non leggo più e se non leggo, ho poco da condividere di altre voci, però oggi mentre riordinavo un pò di scartoffie, mi sono imbattuta in un foglio su cui c’era scritta proprio questa poesia, e l’avevo ricopiata io, chissà in quale altra vita e per quale strana ragione. Ma visto che nulla accade per caso, ho pensato di appoggiarla quì, nel caso qualcuno di voi volesse inciamparci dentro.