Reflex Blinks: Vertigini

 Indotte vertigini prolungano fugaci visioni

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REFLEX BLINK OCCURS IN RESPONSE TO AN EXTERNAL STIMULUS, SUCH AS CONTACT WITH THE CORNEA OR OBJECTS THAT APPEAR RAPIDLY IN FRONT OF THE EYE. A REFLEX BLINK IS NOT NECESSARILY A CONSCIOUS BLINK EITHER; HOWEVER IT DOES HAPPEN FASTER THAN A SPONTANEOUS BLINK.
PICS BY: CRISALIDE77 & ROSPO
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Trilobiti 206# “…è dandogli le spalle che ho conosciuto il mare…”

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“…è dandogli le spalle che ho conosciuto il mare…”

…è dandogli le spalle che ho conosciuto il mare,
sentendo e assaporando sulla schiena
le bestemmie dei pesci e di ogni
azzurra creatura;

…ed è non guardandolo in viso
che ho soverchiato l’amore
per poi sottomettermi all’ansia
di non rivederlo tornare…

Di nuovo ti do le mie spalle
per farne tuo specchio, oh mare,
ma dimmi, dimmi soltanto
da che pensieri vengon le tue rughe,
quali quesiti vengono a portare
(quali stanchezze) nei detriti, nei pesci
morti di vecchiaia sulla riva…

Tu sai che il peggior vizio
si chiama “prima volta”
e vizio alle tue onde non concedi:
soltanto un perpetuo cadere
sull’orlo d’un sognato trabocco…

Dandoti le spalle, mare, ti respiro,
chiudendo nei miei occhi il tuo rumore,
fissando le case oltre la spiaggia…

e come l’anziano signore
sospende in cortile il lavoro,
toglie dal capo il berretto
al passaggio del feretro in strada,

così, d’improvviso,
sospendo la mia vita,
mi denudo, mi volto, ti guardo,
e or che ti conosco,

come in una morte vicina e non sentita
mi tuffo riverente nella tua azzurra apparenza.

tratto da Sulla riva del foglio di D’Annibali Gianluca

Sogni e domande

Rivedere nonno Peppe in un sogno, mentre camminava per una strada soleggiata, con gli occhi
color del cielo, gli stessi occhi che io ho ereditato da lui.
Lo ricordo quando era a letto d’inverno col cappello di lana ed io pensavo che assomigliava tanto ad Eduardo De Filippo. Mi manca vederlo lungo la strada che porta a casa mia, quando scendeva dal bus e ce lo ritrovavamo a casa all’improvviso, perché aveva litigato con la nonna e voleva passare un po’ di tempo con noi.
Sognare di un orso bianco dietro casa.
Di un procione, che ho scoperto essere un procione, solo dopo aver fatto una ricerca su internet per capire di quale animale si trattasse.
Di Josy che non vedo da almeno dieci anni, nel sogno correva sui pattini come una pattinatrice provetta.
Ricordo quando a scuola tutti la trattavano male e invece a me lei piaceva molto, la difendevo a spada tratta dalla cattiveria gratuita di chi non la accettava perché non si omologava a lui.
Non so cosa sia successo in questi 10 anni di silenzio.
Ci siamo allontanate senza una ragione.
A volte capita.
Io spero che lei abbia fatto quel viaggio in Giappone che tanto desiderava fare e abbia realizzato più desideri possibili.
Stop ai sogni.
Spesso ho la sensazione di non essere presente a me stessa.
Non perché mi dimentico di fare le cose, anche se quelle ultimamente sono in aumento, ma perché mi chiedo dove diavolo sto andando? cosa sto facendo?
a cosa serve tutto questo?
La maggior parte delle persone che frequentavo, sembra non avere tempo per fare nulla.
Ma allora dove diavolo finisce il tempo che non abbiamo più a disposizione per vivere decentemente?
Io continuo ad oscillare sull’altalena degli umori.
A volte il buco dentro si allarga.
Altre volte mi sembra di non averne mai avuto uno.
Poi ritorna il vuoto, quello che risucchia.
Se Giù fosse qui, direbbe: sei il solito pianto sorridente Lilù.
E quando lo disse la prima volta avevo solo 15 anni.
Cazzo, possibile che la mia indole sia rimasta sempre la stessa?
Bello scoprirlo poi, proprio nel fottutissimo settimo giorno!

Anche i trilobiti vanno in vacanza

Dopo 156 giorni di pezzi di me, che ho piacevolmente condiviso con voi, ho deciso di far andare i trilobiti in vacanza.
Riprenderò regolarmente a pubblicarne a settembre ma in questi due mesi, ne pubblicherò uno a settimana.
Magari non ve ne frega nulla, ma a me fa uno strano effetto non scriverne e non leggerne.
Per me ha significato molto questa rubrica, innanzitutto è la prima volta che riesco ad essere costante su un blog e poi ha segnato lo scandire del tempo, ogni giorno si è vestito di parole diverse, di emozioni nuove, rabbia, amore, tenerezza, speranza, spirito combattivo, anima arrendevole, paura, dubbi, nodi sciolti e onde devastanti, spiragli..pieghe di vita.
E’ stato bello condividere tutto questo con persone diverse..grazie a tutti voi, per lo scambio di idee e di sensazioni, per il confronto, per esservi soffermati su parole che mi hanno accompagnata per un tratto della mia vita e che ancora ora mi risuonano dentro, parole che a volte si son fatte carne e hanno abbracciato, protetto, consolato, hanno spalancato i miei occhi, mi hanno fatta sorridere e vibrare, stringere i pugni e desiderare di incontrarne altre così, altre diverse, altre vere, nuove, che possano tessere nuovi percorsi interiori, ancora e ancora..
Buona domenica!