Parole non parole

Capita che inciampi nelle parole di qualcuno, a volte chi parla è un amico, a volte è un personaggio in un film e altre volte quelle parole vengono da uno scrittore, qualcosa che leggi distrattamente, ma che poi inizia a collocarsi piano, dentro di te. E quelle parole le comprendi davvero, non le leggi soltanto, le senti dentro, perchè ti stanno raccontando qualcosa che sai, che senti, qualcosa che già avevi dentro ma che non riconoscevi per quello che era, perchè è così che si confondono spesso le cose, al buio una bottiglia , può sembrarci una lampada. Così è stato con queste parole. Così è adesso.

«Io avevo voglia di stare da solo, perché soltanto solo, sperduto, muto, a piedi, riesco a riconoscere le cose».
Pasolini

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L’incertezza di Loris

Conversazioni su whatsapp:

Io: ha spiegato qualcosa di nuovo la prof di inglese?

Vagua* : sì, Loris.

Io: Loris?

Vagua*: Non so come si chiama.

A questo punto mi sono rivolta a Murky*, un’altra delle ragazze che viene a lezione, compagna di classe Vagua.

Io: Cosa ha spiegato la prof?

Murky*: No, niente.

Io: ma Vagua* mi ha detto che ha spiegato un certo Loris.

Murky*: Lorens.

Io: vuoi dire Lawrence?

Dall’altra parte silenzio.

La mia indagine ha portato a Mr David Herbert Lawrence, ma domani quando incontrerò Murky*, saprò dirvi con certezza se si tratta di lui o di Loris Unknown.

Aggiornamento a domani.

 *Nome fittizi in conformità con la legge 5426/666 sulla privacy