Give me one reason

Eccoci, in un caldo, afoso venerdì di agosto. Quanto adoro questa canzone e quanto adoro lei! Per anni non sono riuscita ad ascoltarla, perchè mi ricordava mia cugina in un letto d’ospedale che aveva le cuffiette e consumava tutti i suoi brani nell’attesa di stare meglio. Non è mai stata più meglio, quella è stata l’ultima volta che l’ho vista, abbiamo proprio parlato di Tracy Chapman e di quanto le sarebbe piaciuto andare ad un suo concerto. Non c’è nessuno che ti avverte che le persone a cui tieni stanno per andare via, che magari quella è l’ultima occasione che hai per poter dire o fare qualcosa. Ma niente, non lo puoi sapere. Ed io quel giorno ero ignara del fatto che di lì a poco non l’avrei più rivista, se non nella bara nella sala mortuaria dell’ospedale. Ci penso a lei, penso a come sarebbe adesso se fosse ancora viva. Se sarebbe riuscita a realizzare il suo sogno di diventare una giornalista. Penso ai suoi occhi grandi ed espressivi e ai sui lunghi capelli biondi, al suo sorriso timido, che a volte sembrava malinconico, che penso assomigli al mio. Il tempo quando qualcuno muore si ferma. Lei rimarrà sempre quella ragazza di 17 ed io la ricorderò sempre così com’era. A volte quando mi sembra di non riuscire a fare qualcosa, penso che devo insistere e riuscire a farlo anche per lei. Non volevo fare un post triste, non che mi ponga un obiettivo umorale quando scrivo quì. Sono nella mia postazione, sola. Collega sempre in ritardo. Vorrei in realtà essere sempre sola e non sentire il telefono che squilla in continuazione, chi ti chiede quel documento, chi ti chiede di fare questo o altro. Sono svogliata in questi giorni, mi sono posta l’obiettivo di non lavorare tutto il mese di agosto di pomeriggio. Di non accettare quindi nessun lavoro extra, perchè a giugno, a luglio, ho dovuto chiudere più lavori contemporaneamente e ad un certo punto mi sono resa conto di stare come al solito chiedendo troppo a me stessa. Ora sono stanca, sia fisicamente che mentalmente e sono stufa anche di capire certi atteggiamenti e certe pretese della gente. Non mi tiro indietro, sono sempre la stessa e questo ho imparato a mie spese che non è un bene. Ho l’anima ammaccata e il cuore piegato. Ripensando alla frase di King di Cuore in Atlantide :”Il più delle volte i cuori non si spezzano. Il più delle volte si piegano soltanto”.

Buon proseguimento di giornata!

M.

il colore del giorno appena passato

che giornata! conclusasi ora per me, che mi sono appena messa il pigiama e infilata nel letto!
Son rientrata ora, dopo 4 ore di pronto soccorso, stavolta non era per me però. Non che la cosa sia consolante, perchè la preoccupazione è ancora maggiore quando si tratta di una persona a cui tieni. Mentre aspettavo, mi son passati davanti un uomo con emorraggia cerebrale. un bimbo con un alluce rotto che non la smetteva di ridere ed io mi son chiesta se non avesse pure battuto la testa, e una tipa con i denti rotti. Ovviamente la gentilezza del tipo addetto alle informazioni, mi ha fatto ricordare una delle ragioni per la quale non amo questi posti. Infermieri scocciatissimi di far il turno di notte che ti trattano una merda nonostante sei lì perchè stai male, o perchè attendi notizie di qualcuno che hai accompagnato, altrimenti mi vedevi col cannocchiale lì dentro.
Son felice di essere a casa adesso.
Felice che sia a casa anche la persona che è stata al pronto soccorso.
Felice che nonostante sia stata una giornata dura, per varie ragioni, so che domani avrà un colore diverso, speriamo non sia color cacca come oggi.
Dolce notte a chi legge.