Trilobiti #152 A ‘na prustituta

A ‘na prustituta

A ssedé, bbuscata

da lu vardacchì’ de la notte,

le vraccia a pennoló’ come se rrotte;

sopre a lu calendariu le ‘mbronde de le scarpe

mendre le mane sogna un focu de saccocce.

Pure per ógghi ‘ppicchi le paure

su la striscia de mezzeria de la statale,

sperenne che se sciucca prima de matina

quanno le jarrai a ‘rcoje

pé’ non zinditte male.

…e mendre che fissi lu cielu

che in un lerciu parcheggiu te sversa,

‘mmagini e vedi ‘na scala

che porta a ‘na vita diversa;

vurristi zumbà’ pé’ ‘cchiappalla,

‘fferralla, scuprì dó’ è che va,

ma a zzambe rraperte nisciuna

po’ dasse la spinda e zzumbà’…

Ad una prostituta – Seduta, nascosta/dal baldacchino della notte,/le braccia penzoloni, come se rotte;//sopra al calendario le impronte delle scarpe/mentre le mani sognano un fuoco di tasche.//Anche per oggi appendi le paure/alla striscia di mezzeria della statale,/sperando che si asciughino prima di mattino /quando le andrai a raccogliere/per non sentirti male.//…e mentre fissi il cielo/che in un lercio parcheggio ti scarica,/immagini e vedi una scala/che porta a una vita diversa;//vorresti saltare per acchiapparla,/afferrarla, scoprire dove va,/ma a gambe aperte nessuno/può darsi la spinta e saltare…

Gianluca D’Annibali – Poesia Neodialettale. Editore PeQuod

Annunci

Trilobiti 140# La prima parola di un verso

“Oh, ma con i versi si fa ben poco, quando li si scrive troppo presto. Bisognerebbe aspettare e raccogliere senso e dolcezza per tutta una vita e meglio una lunga vita, e poi, proprio alla fine, forse si riuscirebbe poi a scrivere dieci righe che fossero buone. Poiché i versi non sono, come crede la gente, sentimenti (che si hanno già presto), sono esperienza […] E anche avere ricordi non basta. Si deve poterli dimenticare, quando son molti, e si deve avere la grande pazienza di aspettare che ritornino. Poiché i ricordi di per se stessi ancora non sono. Solo quando divengono in noi sangue, sguardo e gesto, senza nome e non più scindibili da noi, solo allora può darsi che in una rarissima ora sorga nel loro centro e ne esca la prima parola di un verso.”

Rainer Maria Rilke